Pee Mak Phrakanong ( 2013 )

Creato il 03 aprile 2015 da Bradipo
Mak è un soldato che ha combattutto nella guerra in Siam ( l'antico nome della Thailandia) nel XIX Secolo durante la dinastia Rattanakosin. Finita la guerra torna a casa dalla bellissima moglie Nak che aveva lasciato in dolce attesa del loro primo figlio nella città natale di Phra Khanong. Con lui porta quattro commilitoni con cui il rapporto è ormai fraterno.
Ma quando ritorna a casa le cose non sembrano più quelle di prima: in paese si vocifera che Nak è morta dando alla luce il piccolo Dong e che ora è un fantasma.
Chi ha sparso la voce viene ritrovato morto nel fiume e i cinque si trovano nel marasma più totale.
Non sanno se Nak è un fantasma:l'unico modo che hanno per saperlo è piegarsi in avanti e guardare all'indietro attraverso le proprie gambe.
Ma Nak non se ne deve accorgere...
Non ho una grossa esperienza di cinema thailandese, quel poco che so lo devo al successo mondiale di Ong Bak oppure a qualche horror di quelli truculenti assai ( come Meat grinder in cui sangue e frattaglie di ogni tipo sono letteralmente protagoniste) o debitori di quel J horror che qualche tempo fa ha sfondato anche da noi con i vari Ju On e Ringu ( tipo Alone e Shutter).
E proprio qua volevo arrivare, a questi ultimi due titoli che ho appena citato che hanno avuto la forza di arrivare qua in occidente( di essere rimasticati e rifatti)   assieme a qualche altro exploit d'autore .
Pee Mak Phrakanong è diretto da  Banjong Pisanthakun che assieme a Parkpoom Wongpoom era il regista di Alone e Shutter, due film che avevano avuto una certa risonanza anche qui in Occidente, esponenti di una cinematografia che forse non aveva la peculiarità e la personalità giusta per emergere anche al di fuori dei confini thailandesi.
Con Pee Mak Phrakanong invece parliamo di un film che ha battuto tutti i record di incassi nel Paese natìo e che ha incassato una cifra notevole anche all'estero.
Parliamo di più di 30 milioni di dollari che sembrerà poco per gli standard occidentali ma è veramente un record senza precedenti per la Thailandia.
E diciamo subito che questa fama e questi incassi il film se li merita tutti.
Dal solito critico parruccone superficiale di turno verrà inserito nel grosso calderone dell'horror ma è un etichetta abbastanza riduttiva.
Il film di Bajong Pisanthakim ( firmiamo subito una petizione per dotare tutti i registi thailandesi di nomi d'arte che non siano così astrusi e difficili da scrivere, primo firmatario io ) rilegge in maniera ironica e guascona una leggenda popolare , la infarscisce di tanti stereotipi horror riletti sorridendo e soprattutto aggiunge elementi che possono essere ascritti a quelli della slapstick comedy in un continuo proporre gags comiche incastonate in uno sfondo che più horror non si può.
Il tutto tenuto assieme da una intelaiatura visiva di primo ordine ( il lavoro sulla grafica e sulla confezione in genere è eccellente) da una  regia allo stesso tempo virtuosa ed equilibrata che riesce a soppesare i vari momenti del film amalgamando al meglio l'orrore e le risate, riuscendo a tenere nel dubbio lo spettatore fino all'ultimo , spingendosi addirittura oltre i titoli di coda, in cui in un paio di scenette si dice la parola definitiva su Nak e suii suoi presunti poteri.
La bellezza di questo film sta proprio nella leggerezza della visione in cui sono estremamente ben bilanciate le varie anime che lo compongono, dall'horror alla commedia passando per generose spruzzate di romanticismo di grana grossa.
In fondo Pee Mak Phrakanong è un film che racconta a modo suo una storia d'amore con molti crampi ( leggi maldicenze popolari ed equivoci da film comico) e d'amicizia perché il nucleo pulsante di tutto è proprio l'amicizia che vede protagonisti Mak e i suoi commilitoni , sopravvissuti alla guerra e desiderosi di una vita normale che sembrano avere a portata di mano ma che dovranno faticare per ottenerla .
Magari non tutto funziona sempre per il verso giusto soprattutto dal versante comico ma solo perché probabilmente il nostro senso di comicità è diverso da quello thai.
Il film di Bajong Pisanthakim non è sicuramente un horror che ti tiene incollato alla poltrona per la paura e la tensione, è un divertissement  intelligente che rilegge una leggenda del passato con suggestioni moderne e citazioni che possono essere comprese anche al di là dei confini thailandesi.
Promosso a pieni voti.
PERCHE' SI : regia virtuosa ma equilibrata attenta a bilanciare le varie anime del film, intelaiatura visiva convincente, visione piacevole e divertente , ottimo lavoro sulla grafica
PERCHE' NO : alcune gags non vanno a segno, forse un po' troppo lungo per i nostri standard
LA SEQUENZA : il tentativo di fuga in canoa cercando di scoprire chi in quella canoa è un fantasma oppure no
DA QUESTO FILM HO CAPITO CHE :
Non sottovaliutare la cinematografia thailandese anche se ti propone titoli illeggibili e impronunciabili
Mai abbandonare una moglie incinta perché non sai che cosa potrai trovare al ritorno
L'amicizia e l'amore sono per la vita se con le persone giuste
Le dentature dei thailandesi del XIX secolo erano come minimo sospette.
( VOTO : 7 + / 10 ) 

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