Magazine Famiglia

Pensionati all'estero, le ultime tendenze

Da Vim News @viviilmondo

Pensionati all'estero, le ultime tendenze
I pensionati all'estero sono sempre più l'argomento più sulla bocca di tutti, perchè? Perchè dopo una vita di lavoro salutano chi rimane nella "palude" italica sempre più ferma e immobilizzata dalla burocrazia? O forse perchè stanno facendo capire che il "pensionato" non è più l’elemento statico della società, una palla al piede. Nell’economia moderna fatta di flussi e rapidi spostamenti anche i pensionati hanno imparato a dotarsi di vite mobili. Si trasferiscono dall’Italia in altri Paesi europei a caccia di sole e di regimi fiscali più generosi, si spostano nelle regioni italiane dove il clima è più mite, hanno rivitalizzato il business delle crociere che una volta veniva dato per maturo, hanno cominciato a fare i conti con la tecnologia digitale e più in generale hanno messo in moto quella che gli addetti ai lavori chiamano silver economy. I pensionati italiani sono un aggregato di tutto rispetto — più di 16 milioni di persone — che in un Paese da 60 milioni di abitanti hanno un peso oggettivo al quale va aggiunto quello soggettivo rappresentato dalla capacità di condizionare partiti e sindacati. Ergo interessarsi delle loro nuove vite mobili è quasi un obbligo anche per gli economisti.
Di che pensioni stiamo parlando?Va ribadito che i soli pensionati INPS possono godere del detassamento della pensione all'estero, mentre i "poveri" ex-inpdap al momento rimangono senza vantaggi fiscali se decidono di trasferirsi all'estero(anzi, dovrebbero pagare due volte le tasse). Solo circa il 40% dei pensionati gode di un assegno che garantisce una vita migliore all'estero (realisticamente parlando): parliamo di cifre dai minimo 1000 euro in su. Diffidate da tutte quelle pubblicità ingannevoli che vi danno per sicuri paradisi con 650 euro al mese.
Così è nato un fenomeno che potremmo chiamare di emigrazione previdenziale. I Paesi che la stanno sfruttando con una certa abilità sono soprattutto la Spagna e il Portogallo. In Spagna il vantaggio fiscale è in media del 5%, ma cambia a seconda delle differenti aliquote e concorre ad attrarre i pensionati italiani perché si somma con un basso costo della vita. Un affitto costa 400 euro e con 10 euro si mangia in un ristorante. A muoversi verso le Spagna— temperatura costante tra i 20 e i 27 gradi — sono per lo più gli over 65 delle grandi città, Roma e Milano. Un piccolo boom poi lo sta conoscendo il Portogallo che pratica una politica aggressiva di attrattività che ha già convinto nel solo 2017 circa 300 nostri connazionali.
Pensione tax free in Portogallo per 10 anni
Nei primi dieci anni di nuova residenza la pensione è tax free e ovviamente ciò attira anche polacchi, tedeschi e inglesi. Per maturare la prima residenza sono necessari sei mesi di uno stesso anno e gli italiani vanno a stare in prevalenza a Lisbona.
Pensione low-cost in Bulgaria e TunisiaC’è chi vive questo particolare tipo di emigrazione come un’avventura e chi come un inevitabile lutto, ma tutti sono accomunati dal considerarsi vittime di un’ingiustizia fiscale: per questo sempre più persone con prestazioni pensionistiche piuttosto ridotte (in media 650 euro al mese), cercano rifugio in paesi da un tenore di vita meno costoso, ma in molti casi si rivelano speranze dettate da un costo della vita italico insostenibile.
La risposta italiana di Boeri per attrarre pensionati stranieri
In omaggio alla libera concorrenza intra-Ue Boeri però coltiva un’altra idea: un piano che vedrà la luce nel 2018 per attrarre a nostra volta pensionati dei Paesi Nordici, dall’Olanda alla Scandinavia. «Penso a qualcosa da costruire con i nostri Comuni delle zone interne. Creare delle senior house con una buona copertura di servizi medici per accogliere i nuovi arrivati». Ma non ci sarà bisogno anche di incentivi fiscali? «Si può vedere, magari validi solo per tre anni. Se ci organizziamo possiamo essere competitivi».

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog