Pensioni, la sinistra è una costola deviata di Bossi?

Creato il 25 ottobre 2011 da Albertocapece

C’è da rimanere sconcertati per la confusione dadaista della politica italiana adesso che è arrivata alle estreme conseguenze della sua nullità, dei suoi ricatti, delle sue rendite di posizione. Al redde rationem del berlusconismo, ma anche della mancanza di idee che sembra pervadere il ceto politico nel suo complesso.

Si, c’è da rimanere sconcertati di fronte a un Bossi che nel pesante silenzio delle opposizioni dice le uniche cose sensate sull’idea di portare l’età della pensione ai 67 anni, come si vede dal video allegato alla fine del post. Proprio lui che per anni non ha fatto che coltivare la pancia, gli istinti più squallidi e protervi. Anche per questo deve pure aggrapparsi a un motivo per fermare l’emorragia della Lega. E perciò ha il coraggio di dire quello che un intero Parlamento stordito e sotto ipnosi non riesce a trovare il coraggio di esprimere, anche se è scritto in tutte le analisi economiche:  che il sistema pensionistico italiano è stabile, non ha alcun bisogno di interventi e che aggredirlo per fare cassa e per evitare di andare a toccare i ricchi è insensato.

Certo quella di Bossi più che una posizione politica è una trovata elettoralistica che non prende atto delle conseguenze o delle alternative e cioè che il rimedio consiste in una robusta frenata all’evasione fiscale che ha raggiunto vette inviolabili: sette volte più alta che in Francia e Germania.  Ma in ogni caso è meglio che tacere e acconsentire a questo ulteriore massacro. E’ triste, persino grottesco dover riconoscere proprio a Bossi questa difficoltosa libertà di parola.

Ammaestrato dalle reazioni di impavidi oppositori del regime quando nei giorni scorsi mi è capitato di parlare del sistema pensionistico e del silenzio sconcertante della sinistra, mi aspetto che mi si parli di mirabolanti e serissimi documenti elaborati in qualche pensatoio o magari di serietà e di inevitabilità della scelte.

Così li prevengo: nell’inesistente welfare italiano questa aggressione alle pensioni costituisce solo un sadismo e un modo per continuare a colpire i ceti popolari. E a proposito di serietà, mi piace ricordare che persino la celebre lettera di Draghi e Trichet, si rendeva conto di tutto questo e prospettava la necessità di creare, come nel resto d’Europa “un sistema di assicurazione dalla disoccupazione”. Solo così infatti si può reggere l’impatto sociale del precariato generalizzato, delle pensioni misere della flessibilità oltre che il dramma costituito dall’età media dell’espulsione dal sistema produttivo (56 anni) e l’età fissata de lege per l’uscita dal lavoro.

Ma evidentemente alle opposizioni dev’ essere sfuggito anche questo passaggio. Facendo venire in mente quella immortale considerazione di D’Alema secondo la quale la Lega sarebbe stata una costola della sinistra. Ma in questo frangente sembra che sia la sinistra o sedicente tale ad essere una costola deviata della Lega.


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