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Pentathlon Moderno: Riccardo De Luca a Torino, sulla strada che porta a Rio

Creato il 11 maggio 2016 da Sportduepuntozero

Una domenica di aprile di molti anni fa, sulla pista di atletica in terra battuta di Riano – a mezz’ora circa di auto da Roma – il Campionato Italiano di pentathlon moderno della categoria Ragazzi vive la sua prova conclusiva, la corsa. Due giovani atleti staccano il gruppo e danno vita a uno spettacolare testa a testa, che dura per tutti i due kilometri della gara. A vincere, in volata, è Riccardo De Luca, 16 anni appena compiuti e tesserato per l’Atletico Mezzaluna; è il 2002 e per Riccardo è il primo titolo italiano. Quel successo gli apre le porte della nazionale giovanile e nell’estate partecipa alla sua prima competizione internazionale, gli Europei Youth B. Inizia così una carriera straordinaria, che lo porterà sul tetto dell’Europa e del mondo, fino alle Olimpiadi. A Londra partecipa per la prima volta ai Giochi e tra pochi mesi a Rio ne respirerà nuovamente l’atmosfera.

La storia
La storia di Riccardo De Luca nel pentathlon comincia però alla fine degli anni ’90 a Mentana, suo paese d’origine immerso nella campagna romana. La mamma insegna matematica e un collega di educazione fisica, Pietro Serena, ex tecnico della nazionale, gli propone un nuovo sport. “Mi fece appassionare” racconta Riccardo, “dopo otto anni di scuola nuoto volevo cambiare e lui mi mise in mano una spada e una pistola e poi mi portò anche a correre. Ricordo ancora la prima corsa, con un paio di ‘Lotto’, i pantaloni della tuta e una camicia a maniche corte. Mi piacque subito la varietà delle discipline e in poco tempo trovai un gruppo di amici che qualche tempo dopo sarebbe diventato una seconda famiglia”.

“Con queste premesse” prosegue Riccardo, “allenarsi non è mai stato pesante e mi ha permesso di ottenere i primi risultati, che hanno contribuito ad accrescere la passione. Ho provato grandi soddisfazioni, dall’ingresso nel Gruppo Sportivo dei Carabinieri alla partecipazione alle gare internazionali, fino alle Olimpiadi. Ma non mi sono mai sentito appagato e anche oggi, ogni volta che raggiungo un traguardo nascono nuovi sogni e ambizioni. In fondo è questa l’essenza dell’atleta, spinto dalla competizione contro gli altri ma soprattutto contro sé stesso”.

Nonostante i tanti anni in piscina, quando Riccardo si affaccia al pentathlon è distante dai migliori nuotatori. Ben presto, però, si accorge di avere un talento speciale per la corsa e, poco dopo, anche per il tiro. Non a caso detiene attualmente la miglior prestazione mondiale all-time del combined event. Intanto, grazie a un lavoro lungo anni, è migliorato parecchio nel nuoto, che pur non essendo un punto di forza è di buon livello anche in campo internazionale. Se la cava molto bene anche a cavallo, per quanto a volte l’equitazione nasconda qualche insidia.

pentathlon moderno - Riccardo De Luca 2
Riccardo De Luca a Torino
Quanto alla scherma, una prova quasi sempre “decisiva” nella gara di pentathlon, Riccardo ha trascorso gli ultimi tre giorni a Torino con il tecnico della nazionale Stefano Giommoni, per confrontarsi con i ragazzi dell’Accademia Scherma Marchesa e quindi con atleti diversi rispetto a quelli del gruppo di Roma. “I giovani sono davvero forti e i maestri assolutamente disponibili” assicura, “è stato sicuramente un collegiale molto utile”. A Torino Riccardo ha anche corso e nuotato. Ormai non manca più troppo tempo all’appuntamento più importante della stagione ed è arrivato il momento di spingere a fondo sull’acceleratore. “Posso finalmente allenarmi al massimo dell’intensità” spiega, “mi sento bene fisicamente e sono carico perché vedo avvicinarsi il grande traguardo. Ho buone sensazioni e penso che a Rio sarò nelle condizioni di poter dare il massimo”.

La stagione
Dopo i successi del 2015 – la vittoria nella finale di Coppa del Mondo, che gli ha assegnato il pass per i Giochi, e il bronzo europeo, che gli sarebbe valso la qualificazione olimpica se non l’avesse avuta già in tasca – il 2016 di Riccardo è iniziato con la partecipazione alle quattro tappe di Coppa del Mondo. Tutte caratterizzate da un po’ di sfortuna, con i sorteggi poco favorevoli nell’equitazione e una contrattura al polpaccio nella quarta prova. Tra due settimane cominceranno i Mondiali a Mosca, un ottimo test in vista di Rio.

Le Olimpiadi
Un piccolo “assaggio” delle Olimpiadi, Riccardo l’ha avuto in occasione della seconda tappa di Coppa del Mondo, disputata proprio a Rio a febbraio come test event. Anche se, tra impianti non ancora terminati e un clima diverso da quello previsto ad agosto, tutto sarà una novità. Soprattutto sarebbe stato impossibile ricreare la stessa atmosfera e le stesse sensazioni, già provate quattro anni fa. “Solo pensare ai Giochi mi mette i brividi” conclude, “è una gara per cui è impossibile nascondere le emozioni ed è complicato persino controllarle. Perché è semplicemente unica, per l’attenzione con cui sei trattato, per i palazzetti, per le migliaia di spettatori, per la presentazione ufficiale di ogni atleta, in mezzo a mille colori, alle luci e ai flash delle macchine fotografiche; un altro mondo rispetto a tutte le competizioni, anche internazionali, cui siamo abituati a partecipare”.

A Londra Riccardo chiuse al nono posto e fu inferiore ai migliori soltanto nella prima parte del torneo di scherma. Da quella piccola delusione si è rialzato immediatamente e si è assicurato un altro appuntamento con le Olimpiadi. Le affronterà con una nuova consapevolezza e con l’entusiasmo di sempre, correndo, anzi volando, come su quel rettilineo sterrato in quella domenica di aprile di 14 anni fa.

Visita il sito ufficiale di Riccardo De Luca


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