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Per Diario di Fidenza, Guido Giombi intervista Parizzi

Creato il 25 marzo 2010 da Pierrebarilli
A seguito della revoca delle tue deleghe assessorili  Fidenza è: a) valvassina di Parma b) colonia di Villani c) più libera? Da questa vicenda ho imparato che per qualcuno fare politica è controllare il territorio e il controllo deve essere ferreo, senza divagazioni sul tema e il tema sono i voti... e i voti bisogna andarli a prendere dove sono. Il circolo dei fumatori di pipa ha 100 iscritti? Bene, invito a cena con preferenza: tortelli di zucca, arrosto con patate, un  discorsetto, qualche promessa e quel territorio è conquistato; ancora,  Comunione Liberazione ha 300 voti, trecento preferenze, tra gentiluomini ci si fida, dunque pagamento anticipato, prezzo un assessorato. Nell'aria profumo di colonia.
La giunta di Mario Cantini durerà: a) 2 mesi b) 6 mesi c) più di un anno? Dipende. Dipendesse da me, 64 anni. 
Francesca Gambarini rappresenta solo: a) sé stessa b) Luigi Villani c) la confindustria di Parma d) altro? La grande malattia contemporanea è la viltà.  Si reputa prudenza il farsi muti per non urtare alcuno. Questa assenza d'onestà e di coraggio non fa che prolungare equivoci e mezze verità. Lo dico perché lo penso. Francesca Gambarini è d'altra pasta, sbaglia,  ma non è né vile né prudente.   Sbaglia nei  tempi, perché siamo in campagna elettorale e a far danni si paga. Sbaglia perché attacca il suo partito, quello che ha vinto le elezioni. Sbaglia nei modi, perché mette in difficoltà anche il suo sindaco. Sbaglia perché non si confronta con chi dovrebbe coordinare. Sbaglia perché, alla prova dei fatti, non riesce a gestire il suo doppio ruolo di Presidente del consiglio comunale e di  coordinatrice del Pdl. Sbaglia perché non sviluppa una analisi,  un concetto, uno, di politica ma si attarda tra slogan da ultimi saldi, pettegolezzi e l'aristotelico "rifasare la macchina", macchina che lei stessa descrive perfetta. Sbaglia, perché usa una vittoria storica per licenziare chi c'era, forse  per far dimenticare chi non c'era. Però della partita  fanno parte pure i furbi, gli opportunisti,  e i distruttori;  a futura memoria conservo come fossero piatti del buon ricordo una serie di significative lettere. Citando Bernanos, a loro dico:  scrivete, continuate a scrivere le infamie di cui vi nutrite, "solo una richiesta, cercate di stamparle su carta morbida, perché non oso dirvi l'uso che ne farò." 
Manfredo Pedroni o Luigi Villani. Chi voterai alle regionali? I candidati sono 4, se devo scegliere tra Pedroni e Villani, senza dubbio alcuno scelgo il fidentino Manfredo Pedroni. Lo dico ai tanti fidentini che amano la loro città, meglio uno dei nostri, meglio Manfredo.
Questa sera ti senti più Bernard Rieux o Antoine Roquentin? E perchè?  Bernard Rieux è uno dei protagonisti principali del romanzo "La peste" di Albert Camus , uno scrittore che ho iniziato a conoscere negli anni della mia gioventù e ancora oggi leggo con soddisfazione; Antoine Roquentin è il protagonista del romanzo di Sartre, "La noia". No, stasera non mi sento Roquentin. E nemmeno Rieux.  Questa sera mi sento il Barone di Munchausen che, vedendosi precipitare nel baratro mette in atto la surreale manovra di "tirarsi su da solo tenendosi per il codino", insomma la metafora della più assoluta fiducia nelle proprie forze per girare a proprio favore la sorte avversa.  
Quale sarà ora il futuro politico di Carduccio Parizzi? Bella domanda. Politica per me è quotidianità, e come la quotidianità è zeppa di stranezze. Ci sono cose che accadono  senza alcuna ragione plausibile, poi ne accadono altre e all'improvviso si è costretti a confrontarsi con una catena di eventi che non sempre si è capaci di gestire. Sono uno che non si tira indietro, e quando sbaglio so ammettere l'errore, me ne faccio carico non per piangermi addosso ma perché anche nell'errore trovo ragioni per andare avanti. In questa vicenda delle  deleghe assessoriali che il mio sindaco ha deciso di togliermi, so di avere qualche colpa. So anche che a volte in politica può capitarti di ottenere ciò che tutti dicevano impossibile; nella primavera  del 2009 è capitato. Il mio futuro politico? Trovare ragioni e strumenti  per dare continuità, senso storico,  al rinnovamento di una destra che altrimenti rischia di diventare selettivamente clericale.

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