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Per l’industria del porno, la VR rivoluzionerà il concetto di sesso

Creato il 19 ottobre 2014 da Oculusriftitalia

Una delle prospettive che sono state sempre legate alla realtà virtuale, è quella di poter realizzare ogni nostro fetish all’interno di un ambiente simulato. Quasi inevitabile, quindi, che con l’avvento di Oculus Rift si assisterà anche all’emergere di un’infinità di applicazioni di matrice pornografica, molte delle quali sono già attualmente disponibili. C’è un uomo che ha grandi ambizioni in questo senso. Il suo nome è Brian Shuster, ed è il fondatore e CEO del network di realtà virtuale Utherverse (nome alquanto evocativo), compagnia madre di Red Light Center, una community di gioco di ruolo online che offre un vero e proprio “metaverso” composto di bordelli virtuali. 

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Shuster al momento sta lavorando all’integrazione di Oculus Rift con il controller a sensori di movimento Leap Motion, con lo scopo di mettere a punto un’esperienza pornografica totalmente immersiva. Qualcosa che potrebbe rivoluzionare per sempre il panorama dell’intrattenimento per soli adulti. Come sappiamo, Oculus Rift permette di calarsi all’interno di un mondo virtuale, mentre grazie a Leap Motion si rimuove la necessità di avere una tastiera e un mouse.

“Tutto quello che vedete è virtuale, ma con le vostre mani potrete creare menu, oggetti che vi basterà raggiungere e afferrare, puntare e cliccare,” afferma Shuster. “Potete anche interagire con l’ambiente. Non solo potete navigare i menu, ma potete anche afferrare una sedia e trascinarla verso di voi, o afferrare la vostra partner e fare cose con lui o lei.”

Certamente si tratta di un livello di coinvolgimento piuttosto viscerale. Ma che cosa dire invece della grafica? Anche a questo riguardo, Shuster è molto fiducioso che sarà praticamente indistinguibile dai contenuti porno reali.

“La risoluzione è fondamentalmente identica. I modelli sono anatomicamente corretti e grazie ai sensori si possono ottenere i movimenti quasi impercettibili delle labbra interne e del clitoride. Una donna stimolata può persino mostrare di essere “bagnata”.” Shuster parla di scenari fantascientifici, eppure potremmo essere davvero molto vicini al loro concretizzarsi. “C’è voluto molto tempo e fatica per arrivare a questi livelli. Abbiamo dovuto inventare un mucchio cose di cose per acquisire tramite motion capture tutto quello che potete immaginare,” afferma Shuster. “Gli studios che creano lungometraggi non erano esattamente equipaggiati per catturare come funzionano le labbra interne. Questa è stata un po’ una sfida… non che non sia stata divertente.”. 

La risoluzione è fondamentalmente identica. I modelli sono anatomicamente corretti e grazie ai sensori si possono ottenere i movimenti quasi impercettibili delle labbra interne e del clitoride.

 

Shuster non è l’unico che si sta lanciando in questo settore. SugarDVD, un sistema di distribuzione di contenuti video porno, sta muovendo i primi passi in questo territorio pionieristico. La compagnia ha infatti investito nella creazione di nuovi contenuti realizzati tramite motion capture e imaging 3D. Come dichiara il portavoce di SugarDVD, Rebecca Bolen, il gruppo ha già scannerizzato un paio di attrici porno con questa tecnologia. “Siamo tra le prime persone che stanno sperimentando come sarà il futuro del sesso e come questo apparirà nei prossimi 20 anni,” dichiara la Bolen. “Oculus è attaccato a un computer, quindi puoi metterci praticamente quello che vuoi sopra. Inoltre, abbiamo lavorato su PlayStation, Xbox e Nintendo, quindi non abbiamo problemi a passare oltre quei blocchi. Non ci sono stati problemi a questo riguardo.”

 

C’è anche chi, tuttavia, crede che sia necessario ancora aspettare un po’ di tempo prima che il futuro del porno in realtà virtuale entri a far parte della vita di tutti i giorni. Alec Helmy, presidente di Xbiz, network di informazione sull’industria del porno, sostiene che mancano ancora un po’ di anni a quando diventeremo completamente immersi in questa nuova realtà virtuale. “Finché non diventa qualcosa che potete prendere con naturalezza dal tavolo e metterlo in faccia ci vorrà un po’ prima che diventi davvero mainstream, ossia uno strumento per il consumo di massa di intrattenimento e contenuti.” Helmy sostiene che Oculus è destinato a rimanere un prodotto di nicchia fino a quando non sarà rifinito sia per quanto riguarda le dimensioni che l’esperienza. Helmy lamenta anche la mancanza di un sistema di feedback tattile, anche se noi sappiamo che esistono già al momento dei prototipi, come il Reactive Grip di Tactical Haptics, che potrebbero restituire l’illusione del tocco in un’esperienza porno in realtà virtuale. Helmy riconosce comunque che “Indubbiamente questa tecnologia svolterà il porno… Alla fine saremo in grado di creare l’esperienza più immersiva e incredibile, ma se il device non è molto diffuso questo ne limiterà il potenziale commerciale.” 

 

La VR, la tecnologia indossabile e altri strumenti hanno il potenziale per aiutarci a coltivare queste relazioni e ridurre la distanza tra noi e i nostri partner.

 

La realtà virtuale potrebbe anche segnare una sostanziale evoluzione in come gestiamo le relazioni interpersonali. Qualcosa che i social network hanno già provveduto ad alterare: pensiamo, per esempio, agli infiniti casi di rapporti di coppia che sono nati e si sono evoluti sui social network, e specialmente a quei casi in cui le persone, per motivi vari, non sono in grado di potersi vedersi, magari a causa della distanza. La realtà virtuale potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella vita sessuale di questi individui. A sostenerlo è Jennifer McEwen, co-fondatrice dell’app store porno Mikandi, che crede che il sesso simulato tra due amanti sia un’inevitabile evoluzione delle relazioni online. “La VR, la tecnologia indossabile e altri strumenti hanno il potenziale per aiutarci a coltivare queste relazioni e ridurre la distanza tra noi e i nostri partner.” Qualcosa di molto simile alla leggendaria scena di sesso tra Sylvester Stallone e Sandra Bullock in Demolition Man. Anche il mondo delle professioniste del sesso potrebbe essere rivoluzionato: pensate a cosa potrebbe fare una modella in webcam con questa tecnologia. Una “cam girl” potrebbe offrire una sessione interattiva, senza necessità di lasciare la sua stanza. 

Tornando a Shuster, questi crede che il Rift non sarà utile esclusivamente per il porno. Shuster sta infatti sviluppando un browser web compatibile con la realtà virtuale, dal nome di Curio. “Ci sono davvero dei problemi nel modo in cui si navigano i siti 2D. Avete ancora bisogno della tastiera e del mouse, ma con Curio, se state usando un Oculus Rift, sarete in grado di usare le vostre mani per muovere i menu nell’aria come in Minority Report.” Naturalmente, questo potrebbe sempre tornare utile quando si usano i siti per adulti. “Se state usando un visore VR, non volete rompere l’immersione con una ricerca su Google”.

Prospettive senza dubbio interessanti, che portano a riflessioni su come la realtà virtuale potrebbe mutare radicalmente la nostra società. Sempre a questo riguardo, l’anno scorso avevamo intervistato Jeroen Van Der Bosch, creatore del gioco erotico Wicked Paradise. Purtroppo, di quel progetto non se ne è saputo più niente, ma non per questo le idee che suggeriva hanno perso di valore. E voi, come vi ponete di fronte alla questione? Credete che il porno in realtà virtuale sia un’aberrazione o, al contrario, diventerà un modo naturale di vivere la sessualità.


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