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PER LA RUBRICA “L’OCCHIO CINEFILO” RECENSIONE DI “NON BUTTIAMOCI GIU’” 24 marzo 2014

Creato il 24 marzo 2014 da Dan76

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L’OCCHIO CINEFILO” RUBRICA per “PRIMAPAGINAONLINE” 24 marzo 2014-03;

   recensione film “NON BUTTIAMOCI Giù” di PASCAL CHAUMEIL;

 

Il film è tratto dall’omonimo libro di Nick Hornby ed è l’ultima in ordine di tempo di una trasposizione cinematografica di un libro di Hornby. Altre trasposizioni cinematografiche hanno avuto molto successo di pubblico e critica come ad esempio !ABOUT A BOY” dove la vera essenza del libro veniva assolutamente catturata  nel film. Questo “NON BUTTIAMOCI GIU’” è una commedia discreta per la regia di Pascal Chaumeil che nel complesso risulta essere un adattamento poco riuscito con una regia forse inadatta a captare la vera essenza dark e caustica del libro di Hornby, una regia poco incisiva che non riesce nel suo intento di creare i chiaroscuri e le folgorazioni- illuminazioni tipiche dei personaggi di Hornby; la storia racconta di quattro persone depresse che ognuno per i propri motivi decidono di farla finita la notte di capodanno e si ritrovano a loro insaputa tutti insieme su un terrazzo di un hotel di Londra decisi a suicidarsi; tra l’imbarazzo generale ognuno di loro racconta la propria storia dolorosa e durante queste confidenze si crea tra loro una complicità che li porta a desistere dal loro intento almeno fino a San Valentino e a creare una sorta di amicizia tra loro e a portare un nuovo coraggio e una nuova spinta vitale decidendo così alla fine di partire per un viaggio liberatorio a Ibiza; al loro ritorno decidono di raccontare la loro storia assurda alla stampa e alle televisioni diventando paradossali e ridicoli. “NON BUTTIAMOCI GIU’ ha una trama emblematica della solitudine umana e gioca sul doppio significato del titolo per creare quell’atmosfera surreale e grottesca che il film non riesce ad esprimere e a trasmettere; i quattro sono interpretati da Pierce Brosnan, Toni Colette, Imogen Poots e Aron Paul che svolgono il loro ruolo con sufficienza; i loro personaggi sono alla ricerca di qualcuno che li possa ascoltare e capire realmente e comprendere la propria solitudine. La parabola dei quattro in cerca di voglia di vivere nel film si trasforma in una farsa con qualche battuta felice e poco altro, ma il plot drammatico, la sottotraccia grottesca e noir scompare del tutto svilendo questa commedia e il significato stesso del libro, tralasciando completamente la parte “ASSURDA” che solo una vita reale può dare. L’atmosfera tra il cinico e il sardonico del libro qui nel film si disperde  e non trova via d’uscita.

   DANIELA MEROLA



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