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Per non dimenticare i desaparecidos della Cecenia, per cui né Sting né altri hanno mai cantato...

Creato il 15 febbraio 2012 da Matteo
Čerkasov: il libro sugli abitanti della Cecenia scomparsi è la storia dell'impunità dei militari russi
13 febbraio 2012, 18.05
Nel corso della seconda guerra cecena sono scomparse da tremila a cinquemila, ha dichiarato alla presentazione del libro sugli abitanti della Cecenia scomparsi e uccisi il membro del consiglio di amministrazione del Centro per la Difesa dei Diritti Umani "Memorial" Aleksandr Čerkasov.
Ricordiamo che il libro redatto dai collaboratori del Centro per la Difesa dei Diritti Umani "Memorial" si intitola "Destino ignoto. Gli abitanti della Repubblica Cecena arrestati da rappresentanti delle strutture armate nel corso del conflitto armato e scomparsi senza lasciare traccia o uccisi. Autunno 1999 – anno 2000" e contiene notizie su 384 abitanti della Repubblica Cecena arrestati da agenti delle strutture armate e in seguito scomparsi o trovati uccisi e su 187 persone sparite senza lasciare traccia nel periodo indicato.
Alla presentazione tutti quelli che lo desideravano hanno ricevuto una copia del libro, in cui in 470 pagine sono pubblicati nomi e cognomi di abitanti della Repubblica Cecena spariti senza lasciare traccia ed è anche brevemente descritta la loro storia e il corso delle indagini per i procedimenti penali legati alla loro scomparsa.
Ha aperto la presentazione il presidente del consiglio di amministrazione del Centro per la Difesa dei Diritti Umani "Memorial" Oleg Orlov. Questi ha presentato i relatori invitati e ha ringraziato Aleksandr Čerkasov per il lavoro fatto.
Oggi viene presentato solo il primo volume del libro, ha dichiarato dopo aver preso la parola Aleksandr Čerkasov. "In esso è descritto il destino di 384 persone. Questo libro è la storia della totale impunità dei militari russi. Spero che il libro finisca sui tavoli degli inquirenti che si occupano delle indagini sulla scomparsa di persone", – ha dichiarato Čerkasov.
Questi ha anche espresso la propria opinione sul fatto che il capo del governo russo Vladimir Putin abbia scritto l'ennesimo articolo dedicato alla politica sociale dello stato (l'articolo "La costruzione della giustizia. Una politica sociale per la Russia" è uscito il 13 febbraio sulla "Komsomol'skaja pravda" [1] e nel 2012 è divenuto già il quinto materiale pubblicato su grandi mezzi di comunicazione di massa dal premier, candidato alla presidenza russa – nota di "Kavkazskij uzel").
"Putin non deve pensare alla scrittura dell'ennesimo articoletto, ma alla responsabilità per quei crimini di guerra che sono stati commessi nel corso della seconda guerra cecena, alle persone fatte sparire forzatamente, che, secondo le nostre stime, sono state da tremila a cinquemila", – ha dichiarato Čerkasov.
E' necessario aiutare le famiglie delle persone scomparse senza lasciare traccia a ricevere aiuto giuridico, ha dichiarato la direttrice del progetto per il Caucaso del Nord dell'Unità di Crisi Internazionale Ekaterina Sokirjanskaja intervenuta poi. "Tra l'altro aiutarle a fare istanze alla procura e alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a Strasburgo", – ha fatto notare Sokirjanskaja.
La collaboratrice del Centro per la Difesa dei Diritti Umani Rukijat Chadžievaha raccontato che in precedenza lavorava come insegnante in una scuola in un villaggio ceceno, ma, "vista la violenza sui cittadini, è andata a lavorare per "Memorial". "Il libretto racconta delle vittime degli abusi dei militari, quando non avevano pietà né delle donne, né dei vecchi", – ha sottolineato Chadžieva.
Il lavoro per la raccolta di informazioni per il libro è iniziato a Nazran' [2], ha raccontato il collaboratore di "Memorial" Asman Chadziev. "Gli operatori hanno fatto questionari speciali, in cui i familiari delle persone scomparse senza lasciare traccia hanno riferito dei crimini contro di loro. Dopodiché i collaboratori sono andati da loro, hanno conversato, li hanno frequentati, hanno chiarito le circostanze. In tal modo i questionari sono stati completati. Poi i redattori li hanno esaminati, dov'era necessario, hanno fatto domande supplementari alla procura e hanno anche trasmesso i questionari alla Corte di Strasburgo", – ha raccontato Chadziev.
Al momento presente già si prepara per la pubblicazione un volume analogo del libro per il 2001, ha fatto notare alla conclusione della presentazione Oleg Orlov. "I volumi usciranno uno dopo l'altro", – ha detto l'attivista per i diritti umani.
I procedimenti penali sui sequestri e gli omicidi raccolti nel libro sono stati avviati con grande ritardo e nessuno è stato portato fino a un processo o perlomeno a un'incriminazione e nel frattempo la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha già esaminato 26 denunce di familiari di persone sparite nel 2000 e in tutti i casi ha preso la decisione di ritenere le autorità della Russia responsabili tanto degli stessi crimini quanto delle mancate indagini su di essi, riferisce il Centro per la Difesa dei Diritti Umani "Memorial".
Gli attivisti per i diritti umani fanno notare che le sparizioni forzate in Cecenia sono divenute una pratica diffusa e sistematica. Secondo la Convenzione per la protezione di tutti dalle sparizioni forzate, queste vanno qualificate come crimine contro l'umanità, senza prescrizione, sottolinea il Centro per la Difesa dei Diritti Umani "Memorial".
"Kavkazskij uzel" ha scritto di alcuni casi del genere in Cecenia su cui nel 2011 ha preso decisioni la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.
Così il 14 giugno 2011 è stata resa nota la decisione della Corte Europea sul caso del nativo della Cecenia Salambek Movsaev, sequestrato nel febbraio 2006 da persone in uniforme militare e trovato ucciso qualche tempo dopo. La CEDU ha ritenuto che il diritto a un mezzo efficace di difesa giuridica delle persone vicine al morto sia stato violato e ha obbligato la Russia a pagare 26 mila euro come risarcimento dei danni morali e alla rifusione delle spese processuali. La Corte Europea allora fece anche attenzione al fatto che i querelanti non avessero sporto denuncia ai tribunali russi per l'indagine inefficace, ma che subito avessero fatto questa denuncia direttamente alla CEDU.
Sempre nel giugno 2011 la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo a Strasburgo ha obbligato la Russia a pagare una multa di 244.500 euro per tre istanze, tra cui c'erano anche le denunce legate ai sequestri di due abitanti della Cecenia compiuti da agenti delle strutture armate nel 2002 e nel 2004.
Nota della redazione: vedi anche le notizie "Krasnenkov [3]: contro la decisione del tribunale di chiudere il procedimento penale contro Oleg Orlov non viene fatto appello", "La situazione nella zona di conflitto nel Caucaso del Nord: la valutazione degli attvisti per i diritti umani. Autunno 2011", "A Mosca è stato presentato un libro unico con appunti di diario di un testimone della guerra in Cecenia".
Autore:Oleg Krasnov; fonte:corrispondente di "Kavkazskij uzel"
"Kavkazskij uzel", http://www.kavkaz-uzel.ru/articles/201074/ (traduzione e note di Matteo Mazzoni)
Note[1] "La verità del Komsomol", ex giornale della KOMmunističeskij Sojuz MOLodëži (Unione della Gioventù Comunista).
[2] Città dell'Inguscezia centro-settentrionale.
[3] Andrej Krasnenkov, avvocato di Ramzan Kadyrov.

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