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Per quanto tempo conservare le bollette

Creato il 21 febbraio 2020 da D4rkid

Tempo fa è uscita una legge (la numero 205 del 2017) che solo il 1° gennaio del 2020 è entrata completamente in vigore e che cambia un po' le carte in tavola per quanto riguarda i termini di conservazione delle ricevute di pagamento delle bollette della luce, dell'acqua e del gas, tralasciando quelle del telefono. Eccoti quindi un semplice articolo nel quale andrò a spiegarti per quanto tempo conservare le bollette.

Per quanto tempo conservare le bollette

Hai sempre saputo che le bollette pagate vanno conservate per 5 anni. È scritto praticamente ovunque e forse questo ti è stato consigliato anche dal tuo commercialista o dall'associazione dei consumatori a cui ti sei rivolto. Le cose, però, non stanno più così.

Perché bisogna conservare le ricevute delle bollette?

La conservazione delle ricevute di pagamento delle bollette vecchie serve per evitare che magari, dinanzi alla contestazione di morosità, si debba versare una seconda volta l'importo dovuto. Questo poiché spetta sempre al debitore dimostrare l'avvenuto adempimento e, nel caso delle bollette, tale prova non può che essere documentale. Dunque, chi non conserva la ricevuta di pagamento da opporre dinanzi ad un'eventuale richiesta della società fornitrice, si considera moroso. La conservazione delle bollette pagate non deve però avvenire in eterno. L'utente, infatti, deve custodire le ricevute solo fino a quando non si forma la cosiddetta prescrizione, cioè il periodo di tempo oltre il quale il fornitore non può più chiedere alcun pagamento. Decorso il termine di prescrizione, qualsiasi pretesa di pagamento - legittima o meno che sia - è infondata. A quel punto, anche chi non ha versato il dovuto può dormire sonni tranquilli.
In poche parole, chiedersi per quanto tempo bisogna conservare le bollette equivale a rispondere anche ad un'altra domanda, ossia qual è la prescrizione delle bollette? Ebbene, la prescrizione delle bollette di luce, acqua e gas è cambiata e non è più di 5 anni ma di 2 anni. Questo significa che ora le bollette vanno conservate per meno della metà del tempo rispetto a quanto non occorreva una volta. La nuova legge, però, è entrata in vigore in tempi diversi a seconda del tipo di bolletta in questione. Ecco quindi una sintesi di questi nuovi termini.

Bollette della luce

Dal 2 marzo del 2018 il termine di prescrizione delle bollette della luce è passato da 5 anni a 2 anni. Questo significa che le bollette della luce che hai pagato fino al 1° marzo del 2018 devono essere conservate per 5 anni mentre, quelle pagate dal 2 marzo del 2018 in poi, vanno conservate solamente per 2 anni. A dir la verità le bollette della luce ora contengono anche la parte riferita al canone televisivo e questo complica un po' le cose perché questa imposta ha un termine di prescrizione molto più lungo, ossia di 10 anni. Quindi, chi volesse dimostrare di aver versato il canone televisivo allo Stato, dovrebbe conservare le bollette della luce per ben un decennio.

Bollette del gas

Dal 2 gennaio del 2019 è cambiato anche il termine di prescrizione delle bollette del gas passando da 5 anni a 2 anni. Questo significa che le bollette del gas pagate fino al 1° gennaio del 2019 vanno conservate per 5 anni mentre, quelle pagate dal 2 gennaio del 2019 in poi, vanno conservate per 2 anni.

Bollette dell'acqua

Dal 2 gennaio del 2020 il termine di prescrizione delle bollette dell'acqua è passato da 5 a 2 anni. Questo significa che le bollette dell'acqua pagate fino al 1° gennaio del 2020 vanno conservate per 5 anni mentre, quelle pagate dal 2 gennaio del 2020 in poi, vanno conservate per 2 anni.

Bollette del telefono

Per i debiti con le compagnie telefoniche la prescrizione è rimasta invariata, cioè 5 anni. Pertanto, le relative bollette devono essere conservate ancora per un lustro.

Per quanto tempo conservare le bollette in caso di domiciliazione delle utenze

Quando si opta per la domiciliazione delle utenze è possibile evitare di conservare le bollette e le ricevute. Questo poiché è possibile in qualsiasi momento risalire all'adempimento tramite l'estratto conto corrente bancario o postale. Non è quindi necessario stampare e conservare gli estratti conto in quanto l'istituto di credito è sempre tenuto, in qualsiasi momento si faccia la richiesta, a ricostruire la situazione contabile del proprio cliente fornendogli la lista dei movimenti sul conto. Solo nel caso di estinzione del conto corrente o postale, ad esempio magari a seguito dell'apertura del conto presso un altro istituto di credito, sarà necessario stampare gli estratti conto e conservarli in appositi archivi.

Conclusioni

Potrebbe succedere che all'interno di una bolletta sia riportata una voce del tipo "I pagamenti delle bollette scadute risultano regolari. Grazie". Si tratta di una dichiarazione del creditore con cui viene data un'ampia liberatoria nei riguardi dell'utente. Non esistono, però, ad oggi i precedenti giurisprudenziali che stabiliscano quale valore abbia tale dicitura. In generale, le norme del codice civile stabiliscono che la liberatoria firmata dal creditore esoneri il debitore da ogni adempimento. In questo caso, è vero che non c'è alcuna sottoscrizione sulle bollette, cioè la firma, ma è innegabile la provenienza delle stesse dalla società fornitrice e, a ben vedere, si potrebbe utilizzare tale circostanza per liberarsi in anticipo di un bel po' di carta.


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