Per salvare il burlesque dal suicidio

Creato il 23 luglio 2012 da Burlesqueitalia

Affrontiamo i fatti; in Italia, la parabola del burlesque è in fase discendente. Le cose non vanno meglio nel resto d’Europa. La qualità è in ribasso e l’originalità latita: un problema che arriva dall’interno e che, praticamente, corrisponde a un suicidio.
In esclusiva per Burlesque.it, l’eclettica e pluripremiata artista olandese Natsumi Scarlett ipotizza come uscire da questa crisi.

Natsumi Scarlett

Questo è un momento particolarmente intenso, per me, con un sacco di richieste per spettacoli, ma altrettante cancellazioni.

Personalmente non mi sorprende che, in Europa, il lavoro sia diminuito rispetto ai due anni precedenti. Quel periodo è stato di incredibile successo e, com’è naturale, a un certo punto le cose dovevano per forza rallentare.

Quello che vedo accadere in Olanda è lo stesso che avviene anche in altri paesi, come ad esempio il Regno Unito e l’Italia. Dobbiamo competere con le performer che lavorano per poco o nulla. Ovviamente c’è una grande differenza, in termini di qualità; ma in tempi di crisi economica, la maggior parte delle persone preferisce la quantità piuttosto della qualità.

Detto questo, non dobbiamo sederci e piangerci addosso.

Dal mio punto di vista, il burlesque è diventato troppo commerciale. Ovunque spuntano persone convinte che, per potersi definirsi una ballerina burlesque, siano sufficienti un bel completino intimo e un sorriso simpatico. Se con queste cose stanno bene e riescono a fare un po’ di tassel twirling, si sentono pronte per la scena. In effetti, molti potenziali clienti vedono proprio questo nel burlesque: solo belle ragazze che si tolgono i vestiti.

Sappiamo tutti che c’è una grande differenza tra un professionista e qualcuno che copia un look senza rendersi conto di cosa stia effettivamente facendo. Ma i potenziali clienti e il pubblico non lo sanno, perché non hanno visto in giro la sufficiente qualità.

Chiacchierando con parecchia gente del pubblico, mi sono resa conto che anche chi assiste agli show è stanco di vedere l’ennesima ragazza che fa il solito numero. Una frase che sento spesso dire è “una volta che ne hai vista una, le hai viste tutte”. E credo sia proprio qui che abbiamo l’opportunità di fare la differenza.

Il mio suggerimento è di smetterla con il puro striptease burlesque. Ammiro le performer che sanno esibirsi in uno striptease classico, elegante e di buon gusto. Chi mi conosce sa che non è proprio nelle mie corde.

Se si mette su uno spettacolo con 5 ragazze (o più) che si esibiscono tutte nello stesso tipo di show, la gente sa cosa sta per accadere e non è più sorpresa o stimolata. Ma se si mettono in mezzo alcune persone che fanno qualcosa di completamente diverso (anche se stanno ancora eseguendo uno striptease!), la gente è colta alla sprovvista, perché non si aspettava niente di tutto ciò.

Il pubblico ama la varietà, vuole vedere artisti di diverso genere. Non tutte le ragazze devono essere necessariamente belle e classiche. A volte funziona molto bene inserire negli show anche chi non ha paura di mostrare il proprio lato meno attraente, strano o persino bizzarro (intendo i freak professionisti, non certi pazzi veri e propri, che fanno gli idioti e non hanno il benché minimo talento).

Penso che sia molto bello, in uno spettacolo, presentare artisti in grado di aggiungere qualcosa in più a uno striptease. Una qualche abilità che non può essere copiata facilmente. I non professionisti non hanno problemi a copiare qualcuno che si spoglia. Ma è estremamente difficile competere con una capacità extra, come fare l’aerial, esibirsi col fuoco, suonare uno strumento, cantare o fare acrobazie. Ci vogliono molto tempo e dedizione per imparare a far bene queste cose. E c’è un sacco di gente che non ha la voglia o il tempo o il denaro per sviluppare quell’elemento in più. Ma sono gli altri ad avere più possibilità. Del resto, a volte è bello vedere anche una ragazza che non si spoglia. E magari aggiungere più uomini allo show…

Ritengo che se saremo in grado di convincere le persone che abbiamo competenze, talento e personalità che non possono essere copiati o sostituiti, potremo fare questo lavoro a lungo.

Naturalmente non è mia intenzione svalutare nessuno: ho un grande rispetto per le performer che sanno esibirsi nei numeri classici. Io non posso, semplicemente perché non è nella mia personalità! Quando ci ho provato ero proprio ridicola! Tutto quello che sto suggerendo è di inserire negli show anche artisti che fanno qualcosa di diverso dal solito, che hanno competenze diverse, magari utilizzando anche tipi diversi di musica.


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