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Per sempre ragazzo. Racconti e poesie a dieci anni dall’uccisione di Carlo Giuliani

Creato il 06 luglio 2011 da Rita Charbonnier @ritacharbonnier
Per sempre ragazzo. Racconti e poesie a dieci anni dall’uccisione di Carlo GiulianiDomani, 7 luglio, uscirà per Marco Tropea Editore una raccolta di racconti e poesie in memoria di Carlo Giuliani. A dieci anni di distanza dal G8 di Genova, trenta scrittori italiani hanno voluto raccontare in questo libro il coraggio, la giovinezza spezzata, la non rassegnazione, la sete di giustizia: pensieri, emozioni, sensazioni che riportano il lettore al clima di quei giorni. Gli autori, la curatrice e l’editore devolvono l’intero importo di diritti e ricavi loro spettanti al Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus.
Gli scrittori coinvolti sono Carmelo Albanese, Fulvia Alberti, Cristiano Armati, Nanni Balestrini, Francesco Barilli, Sergio Bianchi, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Geraldina Colotti, Maria Rosa Cutrufelli, Erri De Luca, Girolamo De Michele, Marco Di Renzo, Valerio Evangelisti, Annamaria Fassio, Roberto Ferrucci, Eros Francescangeli, Daniela Frascati, Ermanno Gallo, Fabio Giovannini, Giulio Laurenti, Paolo Nori, Alessandro Pera, Lidia Ravera, Marco Rovelli, Marco Sommariva, Paola Staccioli, Stefano Tassinari, Roberto Tumminelli, Lello Voce.
La postfazione è di Haidi Gaggio Giuliani. In appendice, una scheda sui fatti di Genova 2001 a cura di Giuliano Giuliani. Così scrive la curatrice, Paola Staccioli, nell’introduzione:
Carlo privo di vita sull’asfalto di una piazza genovese. Nel pomeriggio di un 20 luglio, quello del 2001, infuocato dal caldo e dalle polemiche. Canottiera bianca, pantaloni e passamontagna blu. Rotolo di scotch al braccio. Immagini stampate in modo indelebile in una moltitudine di occhi disarmati. Fotogrammi di un amaro film che mai avremmo voluto vedere e invece di continuo invade la mente. Estintore contro pistola. Due spari, uno fatale. Carlo a terra, maschera di sangue. La camionetta dei carabinieri passa e ancora passa sul suo corpo agonizzante. La morte si abbatte sui mille colori del movimento dei movimenti. Incredulità, sgomento. Rabbia. Carlo Giuliani, ragazzo. Carlo Giuliani, per sempre ragazzo.

Dieci anni. Come elastici che si dilatano o si restringono adattandosi alla percezione soggettiva. Poco più di un sembra ieri per chi ha subito la sofferenza e l’umiliazione delle violenze fisiche e morali. Sulla pelle ha sentito scorrere il sangue, ha visto i segni dei manganelli, ha provato il dolore dei colpi secchi e sordi degli scarponi, per chi ha respirato il fumo acre e penetrante dei lacrimogeni. Per tutti coloro che direttamente hanno vissuto il massacro organizzato in difesa della kermesse dei potenti. Un pugno di uomini riuniti a decidere le sorti del mondo. Anni troppo lunghi per chi tenacemente continua a cercare una conferma giudiziaria all’evidenza illustrata da foto, video, testimonianze, controinchieste, scontrandosi con un invalicabile muro di gomma. Anni quasi eterni per i familiari di Carlo. Vittime di un furto di giustizia. E di verità.

Dieci anni. Nessun processo per Carlo. Ucciso da un carabiniere. Colpito a morte da una mano guidata e protetta dagli ordini dei vertici. Da chi ha poi depistato celando i fatti dietro un sipario di menzogne. Rocamboleschi contorsionismi di proiettili, manomissioni di prove. Indagini concluse con un’archiviazione. Sconcertante e carica di ombre. Legittima la difesa. Legittimo l’uso delle armi.

Dieci anni. Per una doppia morte. Una vita interrotta nella sua primavera e una memoria oltraggiata da uno Stato che assolve se stesso. Per gli ex giovani, per chi era ragazzo dagli anni Cinquanta ai Settanta, è un tragico déjà vu. Che riporta alla memoria stagioni di lotte passate, volti di compagni, amici a cui è stato negato il privilegio e la maledizione di invecchiare. Manifestanti uccisi dalle forze di polizia. Operai, braccianti, disoccupati che nel dopoguerra reclamavano lavoro, salario, pace, militanti politici della sinistra che lottavano in nome di principi di uguaglianza, libertà, giustizia sociale. Donne e uomini caduti per difendere i valori che ai partigiani hanno permesso di sconfiggere il nazifascismo. Percorsi umani simili e diversi, uniti da sogni, speranze, gioie, disillusioni che hanno attraversato anche la breve esistenza di Carlo.

Dieci anni dopo. I protagonisti più attenti e impegnati del mondo della cultura non dimenticano. Alcuni, come in un grande coro plurale, sono presenti in questo libro. Insieme ai genitori di Carlo. Idealmente al fianco di tutti coloro che sentono più che mai attuale (e realizzabile) l’aspirazione a vivere in un mondo migliore. Dieci anni dopo. Ricordi, pensieri, emozioni. Racconti e poesie per Carlo. Racconti e poesie per non dimentiCARLO.

  • Recensione su la Repubblica – Genova
  • Recensione su Il Secolo XIX.

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