I militari hanno quindi avviato un lavoro di intelligence scoprendo che la marijuana non proveniva da altre piazze ma da quella locale e si è identificata una zona epicentrica nella frazione di Filippa rispetto ai vari rinvenimenti di stupefacente.
Sono stati individuati alcuni caseggiati, tra i quali uno in particolare, in via Foscolo, presumibilmente disabitato, che è stato il primo ad essere perquisito; il proprietario è risultato Vincenzo Castagnino, con piccoli precedenti penali, che risiede in una via limitrofa.
Quando i carabinieri si sono presentati nella sua abitazione chiedendo di poter perquisire il locale sospetto, l'uomo avrebbe mostrato segni di nervosismo cercando di convincere i militari di essere estraneo alla proprietà dell'immobile in questione. Tuttavia, una volta rinvenute nella disponibilità di Castagnino le chiavi del locale, i carabinieri sono entrati nell'edificio. L'uomo, vistosi perso, ha tentato di scappare ma inutilmente. Nella stessa stanza, adibita a quello che gli investigatori hanno definito un "supermarket della droga", sono state rinvenute bilance di precisione di grandi dimensioni e materiali per lo stoccaggio e il confezionamento della droga.
I 31 chilogrammi e mezzo di marijuana avrebbero fruttato circa 95 mila euro una volta immessi sul mercato. I carabinieri sono risaliti ad un caseggiato disabitato quale probabile fonte dello spaccio.