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Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzo

Creato il 23 marzo 2015 da Nereia @LibrAngoloAcuto
Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzo
Finalmente è lunedì! Sapete che, ultimamente, mi trovo a pensare al post del lunedì anche durante la settimana? Nel senso che, anche se è ancora mercoledì, io penso già che devo avere la domenica sera tutta per me per poter scrivere questo post. Probabilmente è uno dei primi sintomi della follia che sto maturando piano piano. Questa settimana in libreria esce davvero un sacco di roba, non me lo aspettavo assolutamente. I libri con le copertine di merda, evidentemente, sono come gli amori: in primavera ne nascono di più (escludendo il periodo di Natale, ovvio).Niente, inutile aggiornarvi sulle mie letture – che procedono al rilento – perché c'è poco da dire se non che ho iniziato Il tuo meraviglioso silenzio di Katja Millay perché, come di Uno splendido disastro, ne parlano tutti e allora è bene conoscere il proprio nemico.Il titolo originale, The sea of tranquility, era ovviamente meno idiota e aveva anche senso ma, che volete farci, ormai se in un titolo per young adult non ci sta meraviglioso, splendido, fantastico e altre scempiaggini di questo tipo non si è contenti.Ma vediamo cosa ci riservano le case editrici questa settimana. Mi raccomando, penna alla mano per appuntare tutti i titoli eh, ci conto.
Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzoAppurato che chi si è occupato della copertina dell'ultimo libro di Anna Gavalda si è occupato anche delle immagini per l'Expo 2015, la domanda sorge comunque spontanea: perché?Io non lo so cosa ha fatto la povera Anna per meritarsi questo orrendo trattamento. Figure umane con evidenti problemi alle gambe (lei) e presenza di gobbe in giovane età (lui), scontornate male (entrambi) e appiccicati su uno sfondo con altre figure umane non solo sfocate, che già rendevano la copertina di una bruttezza imbarazzante, ma anche color seppia. E il cielo per metà azzurro, perché l'altra metà è del colore dello smog? E poi, scusate, ma perché sembra che gli unici due colorati siano stati disegnati alla bell'e meglio, dalla nipote del grafico, con i pastelli a cera? Lui, comunque, ha dei problemi di salute dato che lei è vestita come fosse il 15 agosto e lui invece indossa addirittura una felpa con le maniche lunghe.Vediamo un po' la trama per cercare di capire se lui presenta problemi alla temperatura corporea o è già in rigor mortis.Come ci dice la scheda, La vita in meglio racconta la storia di Mathilde che va in giro con diecimila euro (DIECIMILA EURO!) in borsa e, un po' brilla, dimentica DIECIMILA EURO in un bar. No, dico, vai a ubriacarti con diecimila euro in borsa, ok. Ma amici, tranquilli, ci sarà Jean-Baptiste, giovane cuoco,  che le consegnerà a casa la borsa (dove ci sono ancora tutti i diecimila euro) e le chiede di uscire. Inizia così una breve relazione che terminerà con la sparizione di lui. Non si capisce in che modo, ma poco ci importa sapere se lui l'ha piantata in asso o se la temperatura corporea troppo bassa l'ha fatto entrare in uno stato comatoso dal quale non si è più ripreso. E comunque, chi se ne frega. Il dettaglio importante erano i diecimila euro. Di un prestito. Certo, no? Ché uno se li fa consegnare contanti e li mette in borsa. E poi magari ci prende l'autobus, per dire. O la metro. Ti credo che Jean-Baptiste t'ha mollata, strano pure che non s'è rubato i diecimila euro già che c'era, prima di farti credere di essere morto assiderato nella cella frigorifera del ristorante per il quale lavora.
Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzoGiocatore di rugby, esci dal corpo della povera signora Fletcher! No, seriamente, ma cosa è successo alle spalle dell'arzilla (e iettatrice, sempre pensato) Signora in giallo? Quando ha deciso di iniziare a pomparsi con lezioni devastanti di zumba?Io poi me la ricordavo con i capelli biondi e non di una gradazione di arancio rosato, ma magari sono io eh, che lo guardavo distrattamente prima di cadere in un sonno profondo che nemmeno la morfina.So, però, a chi si sono ispirati quelli della Sperling e Kupfer per il progetto grafico di questa copertina: non so se notate anche voi delle inquietanti somiglianze con lo sfondo di Felice Caccamo.Ma, suvvia, vediamo la trama ché mica i libri si possono giudicare sempre e solo dalla copertina. Sono passati diversi anni dall'ultima volta che Jessica Fletcher ha tenuto una lezione di criminologia – e, voglio dì, considerata l'età dell'attrice che recitava il ruolo di Jessica non ci sarebbe manco da chiedersi il perché, cazzarola, è uno zombie tra un po' – così quando viene invitata a tenere una lezione in un college alle Hawaii non sa se accettare. Probabilmente ha paura che, non appena metterà piede nell'isola qualcuno morirà... E infatti così accade.Inutile che vi racconti i dettagli, tanto poi alla fine l'assassino confessa. Confessano sempre non appena vedono la capoccia bionda della Fletcher. Temono, probabilmente, che lei si rechi di proposito dalle loro famiglie, facendoli morire tutti. Se vi interessa sul serio, leggete la scheda, altrimenti anche no. Rimanete un po' con me ad ammirare la scogliera piena di muschio, tipica delle isole Hawaii, alla sinistra del lottatore di sumo travestito da Jessica.
Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzoQuando frequentavo il liceo, ve lo dico perché è bene essere onesti con i propri lettori, andavo in palestra tre volte a settimana e il sabato e la domenica andavo a correre. Il motivo è semplice: ero in carne. Non che la palestra sia mai stata d'aiuto, comunque. Il mio peso è rimasto invariato fino a dopo i 18 anni, grazie karma, grazie tante. Dicevamo, andavo in palestra. C'era un esercizio in particolare che odiavo come poche cose al mondo e sapete in cosa consisteva? Dovevo, con la schiena dritta e dei pesi in mano, chinare il bacino come se dovessi sedermi e arrivare a toccare, con il deretano, la panca – che ovviamente era bassissima – e poi rialzarmi. Un esercizio che non ho mai capito a quale parte del corpo servisse (agli altri eh, a me a nessuna, serviva solo per non farmi muovere a causa dei dolori il giorno dopo). La posa somigliava terribilmente a quella che ha questo poveraccio qui accanto, solo che lui tiene tra le mani una spada, mentre io reggevo (e sollevavo) due pesi da 2 kg l'uno.La cosa che mi perplime però (e mi dispiace di non aver trovato un'immagine più grande di questa), non è il fatto che trova più comodo usare una spada anziché dei pesi per allenarsi in palestra, ma è ciò che è successo al suo viso. Scusate, ma cosa ha all'occhio sinistro? Sembra una sporgenza triangolare! E lo zigomo? Che fine ha fatto? Gli manca un pezzo di faccia, ma perché? Non si capisce proprio cosa sia successo al lato sinistro del corpo di Michael (oh, sarà lui quello riportato in copertina, no?), perché ha anche una strana spalla... Lo sfondo non riesco proprio a capire cosa dovrebbe essere, sembra un pezzo di una macchia di Rorschach, e non so davvero cosa diavolo potrebbe avere a che fare con la vita sessuale di Michael. Sì, perché pare che l'angelo Michael, per salvare i Caduti  dalla distruzione (ma chi so' i Caduti? Altri angeli? Dalla distruzione di cosa? Delle loro case? Boh, va a sapè 'sti fantasy di che cazzo parlano) deve andare a letto con Victoria, reincarnazione della Dea della guerra. Come scusa? Angeli e dee? Così, a caso? Non per essere pignoli, ma qua la signora Stuart ha fatto un poco di confusione. O angeli o dèi pagani, non è che ti svegli la mattina e decidi che puoi parlare delle religioni alla cazzo di cane. Nella scheda leggo anche che l'angelo deve bere il sangue di questa tizia... Ci mancavano solo gli angeli/vampiri nella schiera dei fantasy di merda che vengono stampati ultimamente. Signora Stuart, una cortesia: nel prossimo romanzo mettiamoci pure la storia di Siddharta in chiave sexy e moderna e siamo apposto.
Photoshop non ti conosco, obbrobrio non ti temo, Paint ti amo – 23/29 marzoNon so voi, ma io davvero stento a trovare le parole adatte per parlare di questa copertina. È così tremendamente brutta che non riesco a smettere di fissarla. E il mio sguardo non riesce a non indugiare sull'occhio destro di Jack Heart (non cominciamo eh, il cognome del protagonista di questo romanzo è proprio Heart, lo dice la scheda). Ma perché ha l'occhio disegnato come quello dei manga? Nella quarta di copertina viene presentato come un truffatore tremendamente sexy e poi, invece, si presenta uno dal collo taurino e l'occhio di vetro? No, scusate, ma io fossi una di quelle donne che leggono questi libri mi sentirei presa un po' per il culo. Poi voglio capire cosa c'entra il fulmine a metà faccia. Non ci sono dèi in questo romanzo, ma solo vampiri e mutaforma (e io lo so non perché sono particolamente intelligente, ma perché la Mondadori ha usato i tag risparmiandomi la fatica). La storia che la nostra Maggie Shayne ci racconta, ma della quale potevamo fare volentieri a meno, è quella di Topaz (che mi ricorda Topazio, la telenovela a cui mia nonna era particolarmente affezionata) che deve vendicarsi del sosia di Alessandro Del Piero perché lui, con la sola imposizione della mano (cit) si è infilato, contemporaneamente, nel suo letto, nel suo cuore e anche nel suo conto bancario. Non appena qualcuno viene a dirmi che gli uomini non sono multitasking e che non riescono a fare più cose contemporanemente mi incazzo, si vede che non hanno conosciuto gli uomini vampiri, mutaforma e truffatori giusti. Il titolo, Morso d'amore, manco lo commento perché niente, resto ipnotizzata dall'occhio di vetro, è più forte di me.
Adesso scusatemi, s'è fatta una certa ora, vado subito a cercare un uomo dal collo taurino che intoni per me la sigla di Love Boat. Che Drupi* sia sempre nei vostri pensieri, per tutta questa bellissima settimana. 
*Drupi è il cantante della siglia di Topazio, se non fosse chiaro (nda).

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