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Piano rifiuti: “centrosinistra spaccato, maggioranza schiava della sinistra radicale”

Creato il 21 gennaio 2014 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

forza_italia_ logo“Ancora una volta questa maggioranza ha dimostrato di essere schiava dell’ideologia della sinistra radicale”. Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, commenta così il voto contrario dell’Assemblea legislativa nei confronti della mozione sui rifiuti firmata, tra gli altri, dallo stesso consigliere di Forza Italia. 

“La mozione – spiega – prevedeva la possibilità di produrre in Umbria del combustibile da rifiuti (Css) da bruciare nei cementifici. La scorsa settimana la mozione era stata sospesa in attesa di un incontro per stilare un documento condiviso con la maggioranza. Oggi è arrivata invece la decisione del centrosinistra di non presentare una nuova mozione condivisa e di votare contro quella del centrodestra. Con questo voto – sottolinea Nevi – si è persa un’occasione per l’Umbria. L’occasione di trovare una soluzione alla questione dei rifiuti”.

Secondo l’esponente del centrodestra, la maggioranza “ha dovuto chinare la testa davanti alle pressioni della sinistra radicale, aggrappata alla propria ideologia e miope nei confronti della problematica. In merito alla nostra proposta sul combustibile da rifiuti (Css) vanno fatte due precisazione per evitare che qualcuno faccia facili affermazioni, come già successo, solo propagandistiche e non corrispondenti alla realtà. Intanto  è stato dimostrato che il Css diminuisce il carico ambientale, per cui è un’ottima soluzione, migliore dell’aumento e ampliamento delle discariche. Poi va sottolineato  che il Css verrà bruciato nei cementifici e nelle centrali termoelettriche che ne faranno richiesta e che otterranno uno specifico certificato. Questo, tradotto in pratica, vuol dire che se alcune strutture umbre ne faranno richiesta potranno accogliere il Css di qualsiasi parte d’Italia, al di là della decisione della Regione Umbria. Ci troveremmo così nel paradosso di produrre rifiuti umbri e inviarli in discarica, mentre i nostri cementifici potrebbero bruciare Css di altre regioni. Al tempo stesso,  trovandoci in un libero mercato, anche se l’Umbria producesse Css poi potrebbe andarlo a bruciare altrove. Per queste ragioni – conclude Nevi – noi troviamo che scegliere di produrre Css sia una strada valida, al momento quella più percorribile, senza chiudere però la porta ad altre politiche che nel tempo riescano a far diminuire la produzione stessa di rifiuti”.



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