Magazine Informazione regionale

Piazza Verdi di La Spezia. I cittadini in piazza per difendere la memoria della città. Stefano Sarti di Legambiente spiega le motivazioni contrarie al progetto Buren

Creato il 06 luglio 2013 da Robertoerre

 

La-spezia-3

// Roberto Rinaldi

 

Stefano Sarti è tra i promotori di una serie di iniziative che hanno visto la città di La Spezia al centro dell'attenzione mediatica nazionale: la difesa della sistemazione urbanistica e architettonica di Piazza Verdi e la conservazione dei pini che la caratterizzano. Sarti dopo un esperienza politica nei giovani comunisti, ha fondato assieme ad altri il circolo spezzino di Legambiente nel 1985, del quale è diventato prima segretario e poi presidente. Dal 1999 è presidente regionale ligure di Legambiente, una carica che ha lasciato nel 2011 per assumere il ruolo di vice presidente. È membro dell'Assemblea dei Delegati Nazionale di Legambiente. La sua testimonianza personale spiega cosa è accaduto nelle ultime settimane a Spezia, visitata per ben due volte anche da Vittorio Sgarbi e con l'interessamento personale del ministro Massimo Brey.

 

Stefano

Stefano Sarti


«La vicenda del progetto di rifacimento di Piazza Verdi ha assunto una decisa accelerazione da quando il comitato dei cittadini e le associazioni ambientaliste spezzine (prime fra tutte Legambiente e Italia Nostra) hanno moltiplicato le iniziative pubbliche, in vista della scadenza del 17 Giugno scorso, data prevista dell' inizio dei lavori per abbattere i pini configuranti l'asse centrale della piazza. La posa al loro posto di 12 portali colorati in cemento armato rivestiti da marmi con spruzzi d'acqua dove sotto sarebbero passati i passanti, una vasca-agorà centrale, costruita come una " buca" al di sotto del livello del suolo e nell'altra parte laterale un' altra vasca d'acqua con gli spruzzi. Il progetto prevede anche la realizzazione di nuove pavimentazioni nella piazza e la chiusura al transito del traffico privato, con il solo passaggio dei mezzi pubblici.»

 

Stefano Sarti spiega anche come l'amministrazione comunale si stia muovendo in merito alle proteste dei cittadini, presenti giorno e notte facendo opera di sorveglianza e di protesta.

 «Il sindaco e la maggioranza si sono mostrati decisi ad andare avanti, perché secondo loro il progetto ha tutte le autorizzazioni necessarie, perché secondo loro è inserito dentro il POR (Programma Operativo Regionale) della Regione Liguria, e finanziato dall'Unione Europea, riguardante diversi progetti, più o meno discutibili - come questo - nel centro storico della Spezia (il Por complessivamente vale oltre 14 milioni di Euro, quello relativo al solo rifacimento della piazza tre milioni). E' stato accertato che non è così, o meglio che le autorizzazioni date dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria e dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, erano state date con l'invito al Comune della Spezia, per " l'immobile in oggetto (la piazza, le sue pertinenze ed i vegetali arborei ivi presenti)” ad "avviare presso la Direzione Regionale la necessaria procedura di verifica dell'interesse relativa all'immobile medesimo". Questo però non è mai avvenuto.»

 

Arch.-Giannantonio-Vannetti-e-artista-Daniel-Buren-Piazza-Verdi-A

Reading di Piazza Verdi. Progetto di  architetto Giannantonio Vannetti e dell' artista Daniel Buren

 La protesta popolare ha coinvolto le istituzioni dello Stato e del ministero, e di un uomo che riesce a catalizzare su di sé l'attenzione dei mass media.

 «Grazie alla mobilitazione di associazioni, comitati e singoli cittadini e grazie all'interessamento in tutta la vicenda di Vittorio Sgarbi che ha contattato anche il ministro per i beni culturali Massimo Bray, l'inizio dei lavori è stato bloccato ed è stata disposta quella procedura di verifica mai attuata (ancora in corso). La vicenda prende origine nel 2010 quando il Comune della Spezia indice un concorso di idee per il rifacimento della storica Piazza Verdi, sede del palazzo delle poste di epoca fascista (ultimato nel 1933) del palazzo degli studi (liceo classico e ragioneria), delle scuole elementari e medie e di diversi palazzi storici privati, alcuni risalenti al alla metà dell'800, altri ai primi anni del 900.

La piazza sino al 1933 ospitava al suo centro il Teatro Municipale Politeama Duca di Genova, abbattuto per aprire un varco verso la prospiciente Via Vittorio Veneto e quindi dello sviluppo verso est della città. Dopo la seconda guerra mondiale la piazza diventò un punto di passaggio per i mezzi pubblici e privati. Al centro della piazza, con un atto del Comune del 26 Agosto 1934 firmato dall'allora Podestà venne autorizzata la posa di 12 pini, che sono gli stessi che vediamo oggi.

 Il bando di cui è stato definito con la formula artista -architetto, con l'obbiettivo di non dare solo una forma urbana alla Piazza, ma di associarla anche ad uno stile artistico. Degli 89 progetti presentati la giuria ha scelto quello dell'artista francese Buren in coppia con l'architetto fiorentino Vanetti. Nel corso dello stesso 2010 un gruppo di cittadini, supportato da associazioni ha raccolto molte firme contro questa scelta, che snaturano la piazza come storicamente gli spezzini l'hanno conosciuta, lamentando anche il fatto che su un tema come questo, che coinvolge direttamente ed emotivamente tutti gli spezzini, non vi sia stata una vera partecipazione corale alla scelta. Infatti quello che l'amministrazione comunale spaccia come partecipazione si è tradotto in realtà nella convocazione, nemmeno troppo propagandata, nei consigli di circoscrizione, di assemblee più con l'intento di spiegare quello che era avvenuto invece di chiedere una vera presa di posizione ai cittadini.»

 

La contrarietà al progetto risale a ben tre anni fa. La città si era già espressa con un giudizio  negativo.

«Nel 2010 c'è stata una iniziativa pubblica in Piazza Verdi quando la gente non conosceva il progetto, e una volta conosciuto, ha espresso parere contrario. Esattamente quello che succede in questi giorni. Il progetto è rimasto nei cassetti fino alla primavera del 2012, quando durante la campagna elettorale, il sindaco uscente Massimo Federici, poi riconfermato, annunciò che il progetto non poteva essere portato avanti, in quanto il Comune non aveva le risorse economiche necessarie a coprire il cofinanziamento (il Por prevede per i vari progetti un 30% di finanziamento dell'Ente che ottiene il finanziamento europeo tramite la Regione). Nell'ottobre del 2012, sorprendentemente rispetto a questa dichiarazione del Sindaco, il progetto ritorna alla ribalta e viene approvato dalla giunta comunale, corredato di quei pareri di Direzione Regionale e Sovrintendenza Regionale per i Beni Culturali, e che oggi sono stati rimessi in discussione, perché incompleti, dall'intervento del Ministro.

 

Foto piazza Verdi

La mobilitazione di cittadini e delle associazioni è ripartita con raccolte di firme, manifestazioni in piazza, assemblee pubbliche, esposti alla magistratura. Nell'aprile 2013 si da il via all'aggiudicazione della gara d'appalto per i lavori ( senza passare per la conferenza dei servizi, come chiesto dai comitato e dalle associazioni) e l'avvio dei lavori previsto per il 17 Giugno. Negli ultimi giorni il susseguirsi di iniziative, petizioni, diffide al Comune, fino ad arrivare all'intervento del ministro Bray, attraverso un comunicato stampa ufficiale del ministero dei beni culturali che annunciava l'interessamento, da parte del Ministro stesso, delle strutture periferiche del Ministero: la Direzione Regionale e la Sovrintendenza.

I manifestanti hanno percepito cosa intendeva fare il Comune. Non c'era ancora un atto ufficiale del ministero ma solo un comunicato stampa - indicato come emesso dal Ministro su tweeter, cosa vera in parte ma non certo decisiva - alle 6 del mattino di lunedì 17 si realizza una manifestazione pacifica - alla presenza di un nutrito schieramento di forze dell'ordine, per non far iniziare i lavori di taglio dei pini da parte della ditta incaricata, che nessuno aveva avvisato di non recarsi in Piazza Verdi. Avviene un incontro col prefetto, la presentazione di una diffida in Comune e di un esposto alla Procura della Repubblica, fino a quando, durante l'incontro tra associazioni, comitati e Prefetto della Spezia, giunge il fax con la decisione della Direzione Regionale per i Beni Culturali della Liguria di sospendere i lavori per permettere l'istruttoria storico- culturale ancora non realizzata. La piazza è stata transennata, barriere illegittime per associazioni e comitati, anche se non sono iniziati i lavori. Nei giorni successivi è stato istituito un banchetto permanente informativo per la raccolta di firme. Le diffide e le memorie attestano che la piazza e i suoi alberi hanno più di 70 anni (nonostante una relazione fatta propria dal Comune sostenga che gli alberi sono stati piantati negli anni 50, una informazione non vera e distorcente la realtà), i palazzi ad iniziare da quello delle poste hanno un valore storico accertato.»

Da Vittorio Sgarbi arriva un monito di non andare oltre e le proteste vengano ascoltate per modificare il progetto Buren.

 «Vittorio Sgarbi ha tenuto un discorso in Piazza Verdi il 21 Giugno scorso alla presenza di un migliaio di persone. Contrariamente a quanto dicono per screditarci (il progetto prevede la pedonalizzazione della piazza ma gli ambientalisti sono contro) rispondiamo che il progetto non prevede la pedonalizzazione della piazza, visto che continueranno a passare dentro di essa i mezzi pubblici. Siamo d'accordo che la piazza venga liberata dal traffico privato, ma questo lo si deve fare con una condivisione pubblica e soprattutto, lo si può fare indipendentemente dal progetto Buren.

Ci si augura che l'istruttoria sia fatta con il tempo dovuto e con i giusti approfondimenti. E che se darà, come crediamo e come dicono le carte, il risultato che quei pini sono in quel posto da più di 70 anni e non si possono abbattere, il progetto andrà radicalmente cambiato, e che questo servirà a far mutare l'atteggiamento di chiusura dell'amministrazione comunale, e che quello che sarà Piazza Verdi in futuro lo si decida facendo partecipare davvero i cittadini.»


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog