Piccoli Balotelli crescono

Da Symbel

Questo articolo non c’entra molto con Balotelli, abbiate pazienza, si sa che il titolo lo scrive il titolista (che poi sono io) e comunque non voglio dare al giovane attaccante bresciano anche la colpa di questo articolo, dopo l’eliminazione dal girone nei mondiali del Brasile 2014, sarebbe troppo.
Andare in spiaggia da solo spesso è noioso, qualcuno direbbe anche triste, ma non è così. Andare da solo al mare ti da tante possibilità in più rispetto all’andare in compagnia, soprattutto se è chiassosa e ridanciana.

Non mi riferisco alla possibilità di girare intorno come squali alla bella in bikini stesa al sole anch’essa sola soletta senza nessuno che ti rovini la piazza, quello sì è uno spettacolo triste, uomini in slippino che, pur con la spiaggia quasi vuota, si dispongono strategicamente come cani da caccia sulla scia della preda, vicinissimi al suo asciugamano.
La possibilità che piace a me è invece quella di poter osservare chi mi circonda con calma e attenzione.
Ecco che mi capita sotto tiro una famigliola allegra: padre, madre e tre figlioli piccoli, tutti e tre nati più o meno ad un anno di distanza l’uno dall’altro, lo si vede chiaramente, presumibilmente 4, 5 e 6 o al massimo 7 anni.
Il papà è abbronzatissimo, con la testa rasata stile naziskin, corpulento e tatuatissimo, tatuaggi minacciosi appuntiti. La mamma è piccoletta, con la faccia lentigginosa e la carnagione chiara e bruciacchiata dal sole, molto arrossata, in un due pezzi giallo banana, occhi chiari, non grassa ma con una pancetta da grembo che a suo tempo ha portato frutti.
I bambini sono per lo più come i tipici bambini che si incontrano in spiaggia, scattanti e un po’ urlanti, desiderosi di dare due calci alla palla e di saltellare nel bagnasciuga.
Quello che mi colpisce però è il maschietto, il più piccolo, con i braccioli arancio fosforescente, praticamente il padre in miniatura, con una cosa in meno e una in più rispetto al suo genitore.
In meno i tatuaggi, ma forse è solo questione di tempo, ma anche lui abbronzatissimo e in più sulla testa perfettamente rasata, la cresta, tale e quale a quella di Balotelli. Identica.
Ora il pensiero va ai genitori. Mi pare ovvio che a un bimbetto di, ripeto, al massimo quattro anni, non possa venire in mente di farsi rasare i capelli così, e qualora gli venisse in mente lo si può convincere che non è il caso. Quindi a naso la decisione di tale “stile”, quasi fosse una scelta di fede, come per il battesimo, traslata sulla fede dell’esser bulli a tutti i costi, è stata presa dai genitori, con molta probabilità dal padre.
Poveri bimbi, povere famiglie, povera società. Dove andremo a finire… blah blah blah, mi vengono in mente tutte queste cose sociologiche da quattro soldi che nemmeno in fila al CAF.
Colgo uno stralcio di conversazione, parla la mamma, l’attenzione è intorno ad un secchiello con dentro dell’acqua e qualcos’altro, che sta appunto attirando l’interesse del più piccolo, il bambino scopettone.
Il papà è riuscito a pescare dalla riva un pesciolino e lo ha portato all’ombra sotto l’ombrellone, ecco chi è l’ospite nel secchiello. Il bimbo tenta di toccarlo con un dito ed ecco la mamma: “non toccare il pesce, non si torturano gli animali”. Il bimbo insiste e la mamma: “adesso papà lo rimette in acqua, il pesciolino non lo devi molestare, lo sai che papà non vuole che si molestino gli animali”. Il bimbo si gira, raggiunge il fratellino e la sorellina correndo e, passando di fianco al mio asciugamano, solleva un po’ di sabbia, niente di rilevante, ma la mamma lo riprende e gli dice: “non devi correre così perché sollevi la sabbia e disturbi le altre persone vicino”.
Sono rimasto un po’ colpito, non tanto dal buon senso di quei genitori o dell’attenzione per il pesciolino che, per la cronaca, prima di sbaraccare tutto è stato rimesso in mare, ma da me stesso che vedendo tatuaggio, fisico aggressivo del padre e rasatura a cresta del bimbo avevo già emesso una sentenza di inciviltà per i genitori. Ma come? Sei tutto tatuato e eccessivo a vederti, e non sbagli un congiuntivo? E insegni a tuo figlio non solo a rispettare gli animali, ma persino a rispettare le persone? (Cosa sempre più rara e che non sempre viaggia di pari passo).
C’è da riflettere per me, ma ho il sospetto che non sia solo un mio problema. La società dell’apparire ha la sua parte all’ombra, il suo volto nascosto, quello di chi appare peggio di quello che è o meglio che appare diversamente da quello che in genere ci si aspetterebbe.
Forse alla fine qualche cresta è anche installata su sani principi e qualche simil galeotto in fondo è così solo perché gli piace e non per mandare a quel paese il mondo o sfogare la sua rabbia.
Forse è anche dovuto al fatto che queste purtroppo sono solo rarissime eccezioni.
Forse è perché siamo sempre più circondati dalla sciatteria a tutti i livelli.
O forse più semplicemente sto invecchiando.
Ovviamente, al netto della riflessione, la cresta del bimbo rimane inguardabile.