Pievi, Madonne e Cavalieri

Creato il 22 dicembre 2013 da Artenellavita
"Cacciatori d'arte" tra i monti delle Marche

La bellezza a volte bisogna andare a cercarla magari in cima ad una montagna dopo una lunga strada tortuosa. È così che il nostro amico Gilberto Astolfi ci ha portati con guida sportiva e sicura a vedere alcuni gioielli nascosti sulle splendide alture dell'Appennino umbro marchigiano.

La prima sorpresa è stata  la Pieve di Mevale, che la leggenda vuole cresciuta intorno ad una immagine della Vergine portata lì dagli angeli. Intorno ad essa si snodano verdi dorsali e valli scoscese in un vasto silenzio. Vicino alla chiesina il cui campanile reca incisa la data 1101, affiorano le rovine del castello dei duchi di Alviano, esistente già nell'undicesimo secolo, roccaforte della stirpe dei potentissimi guerrieri. 

La  facciata della pieve è incorniciata da una doppia fascia di pietra bianca delicatamente intagliata con motivi rinascimentali e con un festone di frutta alla maniera dei della Robbia. Era sormontata da una dolce Madonna con bambino ora visibile nel museo di Visso. Beauty is sometimes to be looked for on the top of a mountain after a long winding road. That's where our friend Gilberto Astolfi took us, with his sporty and safe driving, to see some hidden gems on the beautiful hills of the Appennino between Umbria and Marche.

The first surprise was the Abbey of Mevale, built to protect  an image of the Virgin  that a legend tells was brought there by angels. Around it, green ridges and steep valleys unfold their magnificence in a vast silence . Near the church and its bell tower,  where the date 1101 is engraved, the Dukes of Alviano's castle shows its ruins. It  already existed in the eleventh century and was the stronghold of a family of powerful warriors. 
The facade of the church is framed by a double band of white stone delicately carved with Renaissance motifs and with a garland of fruit in the manner of Della Robbia. It was topped with a sweet Madonna and Child now visible in the Museum of Visso.

La Pieve di Mevale

Il portale della Pieve: vi abbiamo virtualmente ricollocato la Madonna oggi nel museo di Visso (v. oltre)


L'interno è completamente affrescato dagli Angelucci, prestigiosa famiglia di artisti che abitavano a Mevale, ma lavoravano in tutta la zona: gli affreschi sono molto rovinati ma ancora affascinanti, in particolare il giudizio universale e la giostra probabilmente della Quintana affrescata nel 1472. 
L'affresco della Madonna del Rosario con la serie dei Misteri ha nello sfondo della Crocifissione  in lontananza una chiesa bianca su una montagna, certamente l'abbazia di Macereto. 
Siamo potuti entrare nella chiesa  grazie alla gentilezza di Angelo Pugini, che ha anche condotto una lunga ricerca sulla sua storia  che auspichiamo sarà presto pubblicata.The interior is completely painted by the Angeluccis, a prestigious family of artists who lived in Mevale, but worked throughout the area: the frescoes are spoiled but still fascinating: in particular the Last Judgement and the carousel of Quintana probably painted in 1472.
In the fresco of the Madonna of the Rosary with the series of the Mysteries, you can see in the background of the Crucifixion a white church in the distance on top of a mountain, certainly the abbey of Macereto. 
We were able to enter the church thanks to the kindness of Angelo Pugini, who has also conducted extensive research on its history, which we hope will soon be published.



Il sacello che ospitava l'immagine della Madonna
(l'originale è al museo di Visso)

Madonna del Rosario (particolare)

Giudizio Universale nella controfacciata (particolare)


La tappa successiva è stata la chiesina di Fematre, questa ancora frequentata dai fedeli e molto desiderata per matrimoni. Infatti qui gli affreschi bellissimi, opera soprattutto di Paolo da Visso, che coprono tutte le pareti sono in condizioni quasi perfette e sono di rara eleganza.

La linearità tardogotica delle figure incanta per la ritmica grazia del loro disporsi l'una accanto all'altra nei loro abiti raffinatissimi: lunghe tuniche che si intuiscono di seta o di velluto, mantelli foderati di ermellino o di cincillà, acconciature e cappelli elaboratissimi come quello bellissimo del San Rocco. Tutto intorno la campagna verde e le lunghe valli boscose risplendevano nel silenzio sorprendente ed immenso.The next stop was the church of Fematre which is still frequented by the worshippers and highly desirable for weddings. In fact, here the beautiful frescoes, mainly painted by Paolo da Visso and covering all the walls, are in almost perfect condition and are of rare elegance.


The linearity of the late Gothic figures enchants with a rhythmic grace  arranging them next to one another in their refined clothes: long tunics of which you can perceive the silk or velvet, ermine cloaks or chinchilla borders, elaborate hairstyles and hats like the astonishing hat of San Rocco. The green countryside and the wooded valleys surround the little church with long surprising silence.









Fematre, portico all'ingresso della Pieve


L'agile guida di Gilberto ci ha poi portati a Visso. Nel Museo Civico Diocesano, uno scrigno di meraviglie, si può ammirare la più importante raccolta di esempi d'arte umbro-marchigiana dei secoli XII-XVII del territorio di Visso. 
Grandi crocifissi d'argento, opere di orafi dei secoli XXV e XVI, il polittico fastoso di Paolo da Visso, grandi tele di Orazio Gentileschi, degli Angelucci, di Domenico Alfani e Simone de Magistris e soprattutto le incantevoli madonne lignee dalle fattezze dolcissime e i floridi bambini. Abbiamo potuto vedere anche la lirica Madonna con bambino proveniente dalla lunetta di Mevale.

Il Duomo accanto al museo era aperto. 

Le dimensioni sono sorprendenti per magnitudine e l'unico affresco adeguato a quelle dimensioni è il formidabile San Cristoforo del secolo XV.Gilberto's nimble car brought us to Visso.
In the Diocesan Museum, a treasure trove of wonders you can admire the most important collection of art examples of the XII-XVII centuries in the territory of Visso. 
Silver and gold 15th century crucifixes, the wooden statue of the Madonna di Macereto, XV century, the wonderful altar piece by Paolo da Visso, large paintings by Gaspare and Camillo Angelucci, Domenico Alfani, Orazio Gentileschi, Simone de Magistris, lovely wooden Madonnas with their sweet and thriving Children. We could also see the Madonna with Child taken from Mevale.

The Cathedral next to the museum was open. The dimensions are of surprising magnitude and the only fresco appropriate to that size is the formidable 15th century St. Christopher.

Visso, Piazza del Duomo

Il grande San Cristoforo nel duomo


Paolo da Visso, Polittico di Nocelleto, ca. 1470 (particolare)

Nicola da Guardiagrele, Croce astile (inizi sec. XV)


La Madonna di Mevale (v. sopra)

Madonna di Macereto, fine sec. XV (v. oltre)

Bottega del Maestro della Madonna di Macereto, fine sec. XV


Ultima tappa è stato il Santuario di Macereto.
La Chiesa bramantesca dai muri di pietra bianchissima e le eleganti cornici che che ne sottolineano delicatamente la possente struttura fa davvero l'impressione di un miracolo collocata com'è in cima al monte e circondata da un grande prato verde. Nella luce del tramonto del sole che scendeva verso l'orizzonte risplendeva come un gioiello. La suggestione è stata accresciuta dalla presenza del vescovo che officiava per i Cavalieri del Santo Sepolcro nel loro mantello bianco crociato di rosso. Il vento della montagna nel crepuscolo annunciava l'autunno e ci richiamava al rispetto per un luogo che, pur bellissimo, non è mondano né facile. Vuole quiete e rispetto ricordando la fortissima carica mistica che ha improntato di sé la nascita di questo e altri gioielli che, isolati oggi in questi monti, erano una volta mete costanti dei viaggi e parte della vita, silenti protettori della gente e dei pascoli.Finally we went to the Sanctuary of Macereto.
The Church in Bramante's style, with stone walls and elegant white frames that emphasize its gently imposing structure, really makes the impression of a miracle as it is placed on top of a hill and surrounded by a large lawn. In the light of the setting sun descending toward the horizon, it shone like a jewel. The suggestion has been increased by the presence of the bishop who officiated for the Knights of the Holy Sepulchre in their white coat with red cross. In a twilight announcing autumn, the cold mountain wind reminded us of the respect for a place which is not worldly nor easy. It wants peace and attention and recalls the strong charge mystique that dtermined the birth of this and other jewels. They are isolated today in these mountains but were once destinations of constant travel and silent protectors of people and pastures.




Affreschi dell'altar maggiore, Simone De Magistris (sec. XVI)

Particolare del portale


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Collegamenti - Web links
Museo Civico e Diocesano di VissoMuseo Civico e Diocesano di Visso (2)Santuario di Macereto

Le Marche sono verdissime anche su Google Earth ...



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