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Pillars of Eternity: Complete Edition, la recensione per Nintendo Switch - Recensione - Nintendo Switch

Creato il 13 agosto 2019 da Intrattenimento

In attesa del secondo capitolo in arrivo entro l'anno su tutte le console, Switch arricchisce il proprio catalogo con la complete edition del primo Pillars of Eternity: ne parliamo nella nostra recensione.

Pillars of Eternity rappresenta quanto di più vicino all'eredità dei CRPG è possibile trovare attualmente sul mercato. Derivato in maniera diretta dell'indimenticabile Baldur's Gate, difficilmente potrete trovare avventure come questa in giro sui vari scaffali fisici e digitali, almeno fino all'arrivo del terzo capitolo della succitata serie. Proprio chi si sta occupando del nuovo Baldur's Gate, Larian Studios, rappresenta anche l'unico altro baluardo rimasto per quanto riguarda gli studi di sviluppo in grado di regalare storie e mondi di questa portata e i recenti Divinity: Original Sin ne sono stati la prova diretta. Restando su Pillars of Eternity, progetto finanziato tramite Kickstarter ormai diversi anni fa, Obsidian è tornata a realizzare ciò a cui più tiene e che più gli sta a cuore. Mentre attendiamo l'arrivo del secondo capitolo sulle console di attuale generazione, Nintendo Switch accoglie ora la complete edition del primo capitolo. Vediamo nella nostra recensione come se la cava l'ibrida Nintendo.

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Pilastri su pilastri

Non proveremo nemmeno a riassumere la trama di un gioco come Pillars of Eternity. Sarebbe come chiedere ad un dungeon master di raccontarci in breve la campagna di Dungeons and Dragons scritta per lui e i suoi amici. Ciò che è sufficiente sapere è che, dopo un accuratissimo editor, ci risveglieremo parte integrante di una carovana stazionata per la notte. A seguito della ricerca di acqua e di un membro del gruppo scomparso, ci accorgeremo dell'agguato ai danni dei nostri compagni e da qui si metterà in moto una serie di eventi che porteranno alla scoperta di un culto e dei conseguenti poteri che derivano dall'aver assistito ad uno dei loro riti. Stop. Non andiamo avanti perché sarebbe inutile discutere delle decine e decine di ore di quest principali e secondarie che si aprono dopo questa breve introduzione. Chiunque sia avvezzo al genere, cartaceo o videoludico, è ben consapevole della lentezza e dell'approfondimento con il quale un titolo di questo tipo tratta ogni singolo dettaglio della narrazione. Pillars of Eternity lo fa come da lustri non si vedeva e lo fa con una maestria che solo i grandi sono capaci di dimostrare. Le stesse parti raccontate tramite splendide pagine di un libro illustrato, basterebbero da sole per meritarsi l'attenzione di ogni videogiocatore che si rispetti. Nonostante negli ultimi anni la presenza di un personaggio come Chris Avellone alla sceneggiatura sia diventato quasi un meme internettiano, anche in questo caso è presente il suo zampino e non fatichiamo a credere che si tratti di uno dei pochi progetti ai quali ha lavorato con grande fervore. Non basandosi su regole preesistenti e considerata l'originalità del mondo, delle sue razze e culture e di ogni ambientazione, Pillars of Eternity racchiude al suo interno un vero e proprio sottomondo originale e stratificato, che siamo convinti sarete in grado di apprezzare.

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Un CRPG con il pad

Non è la prima volta che un titolo del genere viene riadattato ad uno schema di controlli da pad. Recentemente i più impensabili tra i giochi hanno ricevuti degli adattamenti considerabili piccoli capolavori. Gli stessi Diablo di Blizzard e Divinity: Original Sin di Larian, rappresentano due esempi lampanti di come si possa riuscire a gestire un gioco pensato per mouse e tastiera, anche con un pad. Nel caso di Nintendo Switch l'utilizzo di questa periferica di input è obbligato e non possiamo non lodarne le caratteristiche già viste un paio d'anni fa sulle altre console; così come dichiararne le criticità che proprio non è possibile digerire. Tutta la fase di recupero delle risorse e di gestione dell'esplorazione funzionano talmente bene da essere quasi preferibili al doppio utilizzo di mouse e tastiera. Diverso chiaramente per quanto concerne le scelte in fase di combattimento e la gestione del menù e dell'inventario. Si è cercato di risolvere il problema adattando tutti i controlli all'interno di due menu radiali richiamabili con i "grilletti" di Nintendo Switch. Da una parte tutte le scelte che riguardano l' inventario, la navigazione della mappa e la gestione in toto delle azioni e delle caratteristiche del nostro personaggio. Dall'altra invece una ruota utile all'equipaggiamento e all'utilizzo delle abilità. Per chi non fosse avvezzo a Pillars of Eternity e più in generale a questa tipologia di avventure, il gioco utilizza una combinazione di tempo reale e pausa tattica in combattimento. All'atto pratico Pillars of Eternity è considerabile un RPG in tempo reale, ma l'esistenza stessa della pausa deriva dalla necessità, in base alle situazioni, di studiare una strategia per uscire dai momenti poco edificanti.

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All'inizio questo potrà sembrare quasi superfluo, tra nemici poco potenti e un party ancora ridotto; ma quando si arriverà a quest di alto livello e ad avere sei componenti nel gruppo, fare attenzione ad ogni singola mossa sarà fondamentale per sopravvivere. A questo vengono in aiuto da una parte i diversi livelli di difficoltà, che vanno da quello adatto a chi vuole solo godersi la splendida narrazione del gioco, fino a chi vuole giocare addirittura con la morte permanente; dall'altra la gestione delle classi e dell'avanzamento del livello. Prima di iniziare la propria avventura si potrà infatti scegliere il sesso, la propria razza tra undici differenti ed una serie di dettagli come il proprio background (elemento fondamentale per la costruzione di una scheda personaggio in un gioco di ruolo cartaceo). Questi elementi porteranno a costruire la personalità e le caratteristiche del proprio alter ego, così come la gestione dei punti di crescita, al passaggio del livello, permetteranno di decidere in quale direzione evolvere il nostro eroe. Scordatevi la possibilità di accumulare qualsiasi abilità e caratteristica esistente, qui siamo nell'ambito dei veri giochi di ruolo occidentali, dove non si può avere tutto e non si può diventare chiunque. Per questo motivo vi consigliamo di farvi prima una cultura su come funzionano questi elementi, così da evitare di ritrovarvi spiazzati nel qual caso non abbiate mai messo mano ad un gioco di questo tipo. Tutto questo ben di Dio, si sposa ad una quantità di contenuti folle, che nella complete edition si arricchisce anche delle due espansioni The White March I e II uscite successivamente. Un pacchetto quindi impedibile per chi vive a pane ed rpg.

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Un porting strano

Veniamo alla questione che più ci sta creando problemi sul giudizio del gioco. La premessa è che, nelle ore durante le quali abbiamo avuto modo di testare noi questo porting, nessun particolare problema si è presentato. Al contrario dopo una serie di adattamenti veramente ballerini visti negli ultimi mesi, Pillars of Eternity è veramente bello da vedere su Switch, con la sua grafica curata ma comunque libera dall'obbligo di texture pesanti e strani orpelli tecnici. Sia in modalità portatile che sul dock il gioco addirittura elimina quasi totalmente l' aliasing, vero dramma dell'ibrida di Nintendo. Qualche calo di frame qua e là ed una strana schermata nera nel corso della run si sono rivelate le uniche vere magagne riscontrate finora. Ciò non toglie che ci siamo confrontati anche con diversi altri colleghi, che al contrario hanno riscontrato in questa versione per Nintendo Switch una serie di bug e glitch che alla fine li hanno portati ad abbandonare la barca. Tra crash continui, testi in una lingua incomprensibile e quest impossibili da completare, sembrerebbe che il titolo possa soffrire di qualche problema di corruzione del salvataggio, evidentemente superabile tramite patch. Dopo attente analisi e aver fatto una stima delle percentuali di incidenza del problema, abbiamo deciso che fosse giusto togliere qualcosa dal voto finale, ma non affossare un gioco di così alto valore, il quale tra l'altro a noi ha funzionato tranquillamente. Speriamo la cosa valga anche per ognuno di voi. Per chiudere la disamina del porting, una parola di diniego per la totale mancanza di un supporto al touch screen. La possibilità di toccare o trascinare qualcosa in Pillars, così come scegliere bersagli e abilità, sarebbe stato un grande incentivo ad una versione che in ogni caso si attesta su livelli altissimi di cui tutti dovremmo comunque essere estremamente soddisfatti.

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