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Pillole di recensioni #1: L'amore quando c'era (Gamberale), Storia di anime gemelle (Baietti)

Creato il 28 maggio 2014 da Mik_94
Ciao a tutti, amici! Questo post non era previsto per oggi. Forse per domani, forse per i prossimi giorni. Ho cliccato su “pubblica”, però, perché mi andava di vedere il blog in vita e di fare quattro chiacchiere con voi. Mi sento stanco e demotivato, con lo studio, e vi scrivo queste brevissime recensioni sperando di non sentirmi stanco e demotivato anche col blog, in questa lunga estate, con questa lunga sessione d'esami. Avrete notato il titolo particolare. Pillole di recensioni. L'ho rubacchiato, in realtà, alla mia amica Silvia – del blog Il piacere della lettura (qui) – in modo da sapere come chiamarle. Ma sì, quelle recensioni che non sono recensioni come lo solite. I libri che ho inserito nel post sono dei racconti o poco più, in realtà, che ho letto in un pomeriggio. Il primo in un'ora, mentre per il secondo mi è servito giusto qualche attimo di più. Vi parlo della trama, dei personaggi, delle mie piccole impressioni a caldo. Cosa mi hanno lasciato? L'amore quando c'era l'ho letto sulla scia dell'entusiasmo degli altri libri dell'autrice, Per dieci minuti e Quattro etti d'amore, grazie. Storia di anime gemelle, invece, è il romanzo d'esordio di una giovanissima autrice italiana che, un giorno di qualche settimana fa, ha gentilmente domandato il mio parere. Ti ringrazio di cuore, Tabata. Io vi abbraccio, oggi un po' più forte di quanto abbia fatto ieri, e torno in cucina, per sedermi a un tavolo pieno di libri polverosi: gli unici che non vorrei leggere. Ci sentiamo presto, M.
Pillole di recensioni #1: L'amore quando c'era (Gamberale), Storia di anime gemelle (Baietti) Titolo: L'amore quando c'era Autrice: Chiara Gamberale Editore: “Oscar” Mondadori Numero di pagine: 92 Prezzo: € 9,00 Il mio voto: ★★★½ La mia recensione: Nell'arco di una settimana, ho letto tre libri firmati da Chiara Gamberale. Questo è il terzo. Mi ha emozionato, mi ha dato conferme. Mi ha mostrato un'autrice con la capacità di argomentare su tutto, anche sulle cose più piccole. Le stesse: sempre quelle. I rapporti, gli ex, le persone difettose e gli amori a scoppio ritardato. Quelli scoppiati, anche se non era destino. Rumorosi come tuoni, veloci come lampi. Belli come, se e quando li ricordiamo. Lì nella memoria. Dove saranno freschi, dove saremo sempre giovani e belli, dove c'era la voglia matta di saltarsi addosso, litigare, far pace. I protagonisti si scambiano un'email di cortesia, dopo “dodici barra dieci anni e mezzo” di silenzi. Il padre di lui è venuto a mancare, lei gli chiede com'è. Sentirsi in parte orfani, essere sposati, sperimentare la felicità. Le email che diventano le lettere del nuovo millennio. Le confessioni si fanno su internet, i sogni e i segreti li custodisce la memoria virtuale di Hot Mail. Emergono così i ritratti di due adulti in preda ai loro grandi forse. L'uomo, Tommaso, ha due figli, una moglie, un padre che si è portato nella tomba un segreto che ha demolito la povera mamma. Ricorda la donna dall'altra parte dello schermo, Amanda, e sente un buco crescergli dentro. Si dà a fantasie di cui si vergogna, si pone domande irreali. Come sarebbe stato aver sposato lei, la ragazza giudiziosa e riflessiva che l'aveva mollato all'aeroporto, in un viaggio a vuoto verso la Cina? Come sarebbe stato farlo, quel viaggio? Come sarebbe stato un bimbo coi loro geni combinati? La chiacchierata con Amanda è un sorso alla fonte della gioventù. Lei, che è una protagonista strana, proprio come le altre di Chiara: troppi dilemmi, troppe domande, troppi ansie. Inarrestabili, nostalgiche, donne. Alla ricerca di risposte nei temi dei più piccoli. Amanda è un'insegnante, infatti, e, come traccia, dà ai suoi alunni una domanda che le dà il tormento: cos'è che dà un senso alla vita? La risposta è la stessa, da bulli e genietti, figli di divorziati e di coppie felici, maschietti e femminucce: l'amore. Ma l'amore al presente. Non coniugato all'imperfetto, al passato remoto, al trapassato. Adolescenziale, ma senza brufoli. Un paradosso. Utopia. Chimera. Come chiedere rose senza spine, mimose che non puzzano, discorsi che non annoiano. L'amore quando c'era è un racconto breve e intenso. Concentrato di pomodoro, caffé ristretto, terapia di coppia in pillole. Un buon lavoro di bricolage, con i temi più cari all'autrice e le briciole d'oro delle vite altrui. Ovunque, c'è la maturità di chi sbaglia ad amare, ma impara. Perché è vero: sbagliando s'impara. Amando s'impara.
Pillole di recensioni #1: L'amore quando c'era (Gamberale), Storia di anime gemelle (Baietti) Titolo: Storia di anime gemelle Autrice: Tabata Baietti Editore: 0111 Edizioni Numero di pagine: 122 Prezzo: Ebook € 3,99 Caraceo: € 13,50 Il mio voto: ★★★ La mia recensione: Due gemelli cresciuti inseguendo la libertà – chi in cielo e chi in terra, per mari stranieri salati quanto lo è l'invidia. La loro migliore amica che in un attimo è già donna: cresciuta, sbocciata, bellissima. Questa è una storia di anime gemelle. Tre. Una è di troppo. Una è un'assenza da inseguire e riempire artificialmente, per endovena. Questo è un triangolo sentimentale che non ha nulla a che vedere con i soliti. Non vuole cambiar forma, non deve. Che senso avrebbe, poi? L'esordio di Tabata Baietti mi ha colto impreparato. Ho chiacchierato con lei di libri, per email: era una ragazza intelligente, una lettrice sensibile. Mi ha chiesto di leggere il suo, di libro, e ho detto di sì. A scatola chiusa. In questa proverbiale scatola c'era una vicenda che, se riassunta, avrebbe corso il rischio di essere uguale a troppe. L' unicità sta nel modo in cui l'autrice la racconda. Lei, un narratore che sa e tutto vede. I capitoli sembrano racconti di una collana di cocci e frammenti alla rinfusa. Aprilo a caso, tu. Ti troveresti comunque davanti a qualcosa di bello. Il linguaggio è nuovo, procede per parole chiave: bussa alle porte della scienza e a quelle degli inferni danteschi. Uno stile asciutto, rapido, con la pecca di essere po' troppo aforistico, forse. Sa fare della storia una creatura aliena, ancora in fase sperimentale. E' un azzardo. Tabata ha una scrittura brutale, la concitata frenesia degli horror. Scrive pagine oniriche, fumose, ebbre: drogate. I simboli sono disseminati per strada, li raccogli, li metti nello zaino e prosegui per il tuo cammino. Stranezze: il libro di Tabata ne ha fin troppe: una più, una in meno, sai qual è la differenza? Tutto si rivela, invece. Le righe costituiscono una lettera d'amore struggente, e lo struggimento è dato da un estremo goodbye, my lover. Storia di anime gemelle è un esordio che confonde e affascina. Ho capito alla fine. C'è voluta pazienza. Fiducia. E' necessario lasciarti condurre da chi non conosci, dove non conosci, per portarlo a termine. E non è vero che non bisogna fidarsi degli sconosciuti. Ed è vero che non è mai troppo tardi. Il disegno complessivo non emerge con la solita immediatezza, ma è il quadro astratto di un amore tossico, come nel Candy con il compianto Heath Ledger. A non avermi convinto, piuttosto, la scelta di un'ambientazione straniera. Un'America esotica selvaggia, che ama sport e mete per noi inusuali. Non serviva. Si aggiungono i contorni e non era necessario, quando c'era tanto – volendo – da sottolineare e rimarcare, con una linea di pennarello nero o dettagli accessori. Una toccante, adrenalinica e originale storia d'amore, dunque, ma di cui una maga cattiva ha confuso le carte, in un Luna Park visto in sogno. Gli amanti, la morte, la Regina di cuori. Un racconto drammatico ed estremo, con una costruzione senza pari e lo stile che chi ha letto Forte come l'onda è il mio amore - capolavoro - e I cavalli delle giostre potrebbe davvero amare.

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