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Pirati/ I Fucilieri del Reggimento San Marco non hanno sparato sul peschereccio

Creato il 21 febbraio 2012 da Antonio Conte

Pirati/ I Fucilieri del Reggimento San Marco non hanno sparato sul peschereccio

I due fucilieri del Reggimento San Marco, uomini addestrati a pensare prima di agire,  sono intervenuti esclusivamente secondo le procedure e nell`ambito delle misure che riguardano la lotta alla pirateria.
Hanno sparato colpi di avvertimento in aria e in acqua (warning shots) per salvaguardare il “proprio” territorio, rispondendo in pieno alle norme esistenti. Vale a dire, proteggere la sicurezza dei traffici marittimi da un’attività criminosa che mette a repentaglio le libertà economiche e personali dell’alto mare.

L’azione degli uomini della Marina Militare, imbarcati sulla Enrica Lexie come Nucleo Militare di protezione, è avvenuta in acque internazionali nel rispetto delle risoluzioni Onu e della legge n.130 del 2 agosto 2011; e si è sviluppata contro un’imbarcazione da definirsi «nave sospetta di pirateria».

I fucilieri del Reggimento San Marco sono intervenuti mercoledì scorso, alle 12.30 italiane, mentre la Enrica Lexie navigava al largo della costa Sudoccidentale della penisola Indiana e dopo aver avvistato un’imbarcazione con cinque persone armate in fase di avvicinamento. Nonostante le segnalazioni ottiche e la procedura di identificazione effettuata dai fucilieri, l’imbarcazione ha proseguito la sua rotta. A quel punto, gli uomini della Marina Militare hanno esploso tre serie di colpi in mare (20 in tutto) a scopo dissuasivo e senza mai colpire lo scafo della “nave sospetta di pirateria”.

Dopo l’ultima serie, l’imbarcazione  si è allontanata dalla nave italiana.

Fonte: Marina Militare

Perquisita la Enrica Lexie, secondo New Delhi il caso non è politico. Terzi: a rischio misure anti-pirateria

Con l’episodio che coinvolge i militari italiani accusati di omicidio in India, il rischio è di «vedere smontato drammaticamente tutto l’impegno internazionale multilaterale di contrasto alla pirateria». Lo ha fatto notare il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in merito alla crisi diplomatica Roma-Delhi scatenata dall’arresto di due marò impegnati nella scorta a una petroliera italiana nell’Oceano indiano. Quella dei predoni del mare, ha proseguito Terzi conversando con i giornalisti alla Farnesina è «una grandissima piaga che affligge le nostre società, che affligge i traffici Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/bbmUe


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