L’elettorato di pancia (quello che mette la “x” sulla cartella elettorale sull’onda di moti viscerali, per dirla con eleganza) era stanco di confondere la piazza della piccola città di C. per il centro di Kabul, e così diede la preferenza al beneamato Sindaco di cui vi ho già raccontato. I suoi coetanei lo ricordano ancora, quando all’oratorio giocava a calcetto con i pantaloncini tirati fin sotto le ascelle, o quando in chiesa si sedeva sempre a destra perché “con la sinistra non voleva aver niente a che fare”. Aveva già le idee chiare il nostro Sindaco, fin da piccolo: fanatiche e chiare.
E se un uomo si giudica dalle opere, anche oggi, a mandato ampiamente avviato, stiamo messi davvero male. C’è di buono che l’unico punto programmatico della coalizione vincitrice – la fantomatica “pulizia” – è stato mancato, e lo sarà fino a quando non verranno reintrodotte le leggi razziali.
In compenso, il nostro dickensiano Sindaco sta valutando di valorizzare il territorio con uno stabilimento per il trattamento di acque e fanghi di scarto di provenienza industriale (chimica, farmaceutica ecc). Dai dibattiti balbettanti che sono emersi, pare che le implicazioni ambientali e l’impatto sul territorio non siano esattamente di poco conto. Il tutto per cosa? Ben (attenzione, attenzione!) 30/35 posti di lavoro.
Orbene, non sappiamo proprio se la Elcon (la società israeliana titolare del progetto) abbia intenzione di elargire altri benefici o “indennità” per ingraziarsi la benevolenza del territorio (o dei suoi politici) ma, di fronte ai rischi, per ora il territorio alza un grandissimo, enorme, fantasmagorico dito medio.
Il lodigiano è già in testa alle classifiche nazionali per incidenza tumorale: vogliamo metterci un’altra bomba sotto il culo? E’ una verità ineccepibile che dare potere e strumenti alla pochezza e alla miseria intellettuale comporti dei rischi enormi, ma davvero gli abitanti della piccola città di C. sono pronti a svendere la loro salute e la loro sicurezza tanto per avere uno sbandieratore razziale come guida del paese?
Un immigrato in meno vale davvero un cancro in più?
Poco ci importa se “The Genius” (titolo meritatissimo, dato che non ne azzecca una, poveri noi) andrà in missione ad Haifa per valutare il progetto Elcon “da vicino”: sarebbe capace di tornare nella piccola città di C. con una proboscide rosa al posto dell’occhio destro e dire “tutto bene, l’impianto è sicurissimo”.