Più libri più lib(e)ri 2012. Ricomincio da tre

Creato il 09 dicembre 2012 da Temperamente

"[...] a queste piacevoli esperienze, ho aggiunto poi la personale soddisfazione di parlare di Temperamente con alcuni degli editori recensiti proprio sulla nostra bella rivista online. E diamo allora un altro po' di visibilità a case editrici meritevoli come Voland, Nottetempo, Scrittura & Scritture, Aracne, e/o, Deinotera, Marcos y Marcos, La Vita Felice". Queste mie parole, scritte di ritorno dalla decima edizione della Fiera del libro di Roma, si sono rivelate quasi profetiche, o comunque di buon auspicio, dato che oggi, a un anno di distanza, una fetta di quelle case editrici ha finito proprio per collaborare con Temperamente. L'edizione di "Più libri più lib(e)ri" appena conclusa, l'undicesima, ha significato per me prevalentemente questo: confronto e scambio con editori, recensori e blogger. Ma andiamo con ordine.

Lingue e dialetti, traduzioni e "libbri". Appena arrivato in Fiera, ho assistito al divertente Li libbri nun zò rrobba da cristiano / Books isn't stuff for God-respectin' people, incontro nel quale veniva presentato il volume Vernacular Sonets of Giuseppe Gioachino Belli, curato da Michael Sullivan per la Brown Bear Book. Se Sullivan leggeva i sonetti di Belli in lingua inglese, l'attore Maurizio Mosetti, giunto il suo turno, li interpretava in romanesco. L'esperimento, che ha molto divertito il pubblico, voleva essere una metafora della connotazione universale della letteratura, nonché una riflessione sulle traduzioni e sulle reinterpretazioni dovute agli adattamenti linguistici. Ad attendermi al Caffè Letterario, location dell'evento, la simpatica e vivace Clara Raimondi, assidua lettrice di Temperamente e redattrice del blog letterario "Reader's Bench".

I giovani e la lettura. Dopo l'appuntamento con Clara Raimondi al Caffè Letterario, ho incontrato altri blogger, come Simona Gagliesi Greco di "Sognando Leggendo" e come la nostra "temperina" Monica Serra. Insieme abbiamo discusso proprio dei blog letterari e di quello che secondo noi è un falso mito: i giovani nemici dei libri. In tutta franchezza, non condivido per niente il coro dolente che si sta levando in queste ore relativamente alla crisi e al tono spento di questa edizione della Fiera. Mi spiego meglio: non nego che quest'anno "Più libri più lib(e)ri" abbia registrato delle vendite basse, ma dobbiamo anche essere onesti e raccontare tutto per bene. Se da un lato ho assistito - è vero - a pochissime vendite, dall'altro ho visto molti ragazzi non comprare libri in quanto " questo ce l'ho già; questo l'ho comprato il mese scorso; questo l'ho recensito; quest'altro me l'hanno regalato". In altri termini: molti visitatori non compravano libri in quanto li avevano già acquistati precedentemente. Passeggiando fra gli stand ho incontrato Piero Dorfles, che si trovava in Fiera per premiare i cinque migliori progetti di promozione della lettura. Ora, non dico che iniziative di questo genere non possano essere di una qualche utilità, ma non dobbiamo neanche pensare che le nuove generazioni facciano a pugni coi libri, o cadremmo vittime di un facile luogo comune.

Un sereno Saviano. Un altro incontro d'eccezione è stato quello, abbastanza casuale, con Roberto Saviano. Scortatissimo e inavvicinabile, Saviano non si è concesso ai giornalisti, preferendo - giustamente, a mio avviso - passeggiare serenamente fra uno stand e l'altro e scambiare qualche timida parola con gli espositori.

" Sei di Temperamente? Salutami Simona Leo!". Come accennavo in apertura, l'aspetto più bello della Fiera del libro è senza dubbio il contatto con gli editori, molti dei quali, ormai, conoscono Temperamente e i suoi redattori. Se Arcangelo Licinio di CaratteriMobili è stato così gentile da regalarmi la spilla di "Supergiusti, supertosti, superveri" (il saggio che ho recensito il mese scorso), Federico Ligotti di Del Vecchio Editore mi ha chiesto di salutargli la nostra Simona Leo e di ringraziarla per le sue recensioni. Fra gli editori che collaborano con Temperamente erano inoltre presenti alla Fiera anche Caracò, Voland e Marcos y Marcos.

Niente numeri, per favore. Mentre mi apprestavo a lasciare il Palazzo dei Congressi, ho incontrato Silvia Scognamiglio, traduttrice per l'editore Valter Casini. Ho fatto allora una piacevole scoperta: i libri di Casini Editore non riportano i numeri di pagina. La politica di questa casa editrice mira infatti a scoraggiare quanti leggono prestando attenzione più alla quantità (numero di pagine lette) che al contenuto dei libri stessi. Anche se la decisione di eliminare i numeri di pagina mette in crisi chi deve riportare una citazione all'interno di un saggio critico-letterario, la scelta è a mio giudizio abbastanza condivisibile. Se non altro, si farà più attenzione agli argomenti dei libri, combattendo al contempo la classica sindrome da lettore compulsivo (quella del tipo: "leggo 200 pagine al giorno, fatemi un applauso").

Ricomincio da tre. Si è chiusa un'altra edizione di "Più libri più lib(e)ri", l'undicesima complessivamente e la terza per il sottoscritto. Di questa edizione ricorderò soprattutto le risate e le strette di mano, gli (immancabili) acquisti e le chiacchierate agli stand di Minimum fax, Progetto Cultura e Scrittura & Scritture. Insomma, ricomincio da tre. Con la speranza, non lo nascondo, di nuove e proficue collaborazioni per me e per Temperamente.

Andrea Corona

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