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Pizza gate in america: tutti vogliono la vera pizza napoletana

Creato il 09 febbraio 2014 da Yellowflate @yellowflate

DA NAPOLI AL MONDO INTERO: IL SUCCESSO DELLA PIZZA
Napoli è conosciuta in tutto il mondo per la pizza, prodotto alimentare che ormai ha conquistato tutti i Continenti, non esiste angolo del pianeta dove non ci sia una pizzeria, possibilmente gestita da italiani e molto spesso con personale italiano, cosa certa è che in tutto il mondo le pizzerie hanno nomi e sigle italianissime e, sembra strano ma il termine pizza non è mai stato tradotto in nessun altro idioma. La pizza vera però si può trovare solo a Napoli, in Italia si trovano ottime imitazioni ma nel mondo il prodotto cambia e si modifica un po’ ovunque, tutti tentano di imitare la pizza napoletana ma nessuno ci riesce.

AMERICA GUERRA CULTURALE A BASE DI PIZZA: PIZZA GATE
In America la pizza è diventata una sorta di oggetto di culto, non c’è città, metropoli o villaggio dove non ci sia un italiano e con esso una pizzeria. Ormai è polemica continua, qualche settimana il sindaco di Detroit Bill De Blasio era stato scoperto mentre mangiava la pizza con forchetta e coltello ed è stato scandalo, uno scandalo tutto made in Italy e i centinaia di migliaia di commentatori online hanno discusso settimane se la pizza si mangia con le mani o con le posate, una sorta di Pizza Gate, anche perché in America pare sia buona abitudine mangiare la pizza con le mani mentre in Italia, chiarisce lo stesso De Blasio si usano forchetta e coltello.

PIZZA TONDA O PIZZA A FETTE? UN DILEMMA NEWYORKESE

E se il Pizza Gate che aveva coinvolto Bill De Blasio è terminato dopo qualche accesissima discussione online immediatamente dopo ne nasce uno nuovo e qui i protagonisti pare siano i migliori chef italiani degli States. E’ guerra colpi di pizza dopo che Giulio Adriani, noto pizzaiolo lancia l’idea delle pizze a fette, che vedendole online sembrano spicchi di pizza, il New York Post le descrive come pezzi di pizza rettangolari e non tondi, gustosi e con qualche aggiunta di formaggio duro. Insomma un prodotto differente anche se l’origine è la pizza. L’idea sebbene originale per tanti sembra avere qualcosa di blasfemo, Adriani sta trasformando la pizza al taglio italiana in un altro prodotto. Slice of Naples diventa così un’idea tutta da criticare, sempre sulla nota testata amerciana si apprende che il prodotto di Adriani è cotto meno di una pizza tradizionale ed è fatto con farina di soia.
Contro Slice of Naples si schierano immediatamente altri proprietari di pizzerie a New York e così Tony D’Aiuto dichiara che con questo genere di pizze si perde il romanticismo proprio della pizza al taglio made in Italy, eppure Adriani, originario di Roma, solo quattro anni fa a New York era arrivato come campione mondiale dei pizzaioli.
Contro questa nuova pizza si schiera anche l’Associazione Vera Pizza Napoletana (VPN), i guardiani ufficiali della tradizione della pizza napoletana che non vedono di buon occhio questo prodotto. Contro il prodotto di Adriani si schiera anche Pasquale Cozzolino, pizzaiolo napoletano di Creemwich Village che ha dichiarato “Sta sfruttando il nome di Napoli,” “Non è parte della tradizione. Non potrò mai chiamarlo napoletano perché io rispetto la tradizione. ”

LA PIZZA UNA SPECIALITA’ TRADIZIONALE GARANTITA
Il pizza gate è destinato ad andare avanti ed è probabile che sulla scia di quanto accade in America altre questioni simili si affaccino ai 4 lati del pianeta. Intano è bene ricordare che
La pizza è un prodotto tutelato, infatti, già nel 2009, l’Unione europea ha concesso ufficialmente alla pizza napoletana il titolo di “Specialità Tradizionale Garantita” ciò significa che le pizze, per essere chiamate tali devono seguire un procedimento registrato ovvero devono essere fatte con farina 00, acqua con un pH di 6-7, lievito naturale o in polvere, pomodori San Marzano o altri pomodori simili, olio extravergine o vergine d mozzarella di bufala o di latte di mucca, e basilico fresco.

Antonio Iorio


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