Magazine Astronomia

Poche ore all’eclissi, tutto è pronto a La Silla

Creato il 02 luglio 2019 da Media Inaf

Eccoci qui – inizia a salire la gente. Approfitto della notte brevissima (siamo stati i primi a fare colazione, per lasciare poi lo spazio agli altri) per essere in prima fila per le visite guidate dei telescopi Eso ancora attivi sulla montagna: il “3,6” e l’Ntt.

Il 3.6, che prende il nome dal diametro dello specchio primario di 3,6 metri, è il più vecchio telescopio ancora gestito da Eso. È il prototipo dei telescopi costruiti alla vecchia maniera. È bellissimo, imponente. Per ridargli nuova vita, l’Eso ha pensato di installare uno degli strumenti più all’avanguardia: Harps, il cercatore di pianeti extrasolari. La maggior parte delle conferme dell’esistenza di un pianeta vengono proprio dalla sua capacità di rivelare il movimento di una stella così lento come una persona che passeggia – si parla di un metro al secondo. Poiché più grande è il pianeta e maggiore è la forza con cui tira e spinge la stella, spostamenti piccoli e lenti implicano la presenza di pianeti piccoli: Harps è in grado di vedere delle SuperTerre, pianeti di dimensioni pari a circa una decina di volte quella della Terra. L’Italia ha ben pensato che fosse una notevolissima idea, e ha installato Harps-N (la versione “nord” di Harps) sul Tng.

L’Ntt, il New Technology Telescope, il telescopio di nuova tecnologia, descrive l’inizio della rivoluzione nella costruzione dei telescopi. Sono due i passaggi cruciali: uno, molto evidente, sta nel fatto che la cupola non è più la cupola tradizionale in cui si muove il telescopio, ma è solidale con l’edificio. È l’edificio stesso a ruotare per portare il telescopio a puntare l’oggetto, stella o galassia che sia, da osservare. Inoltre, l’edificio continua a muoversi durante l’osservazione per seguire il movimento apparente sulla volta del cielo. L’altra innovazione fondamentale è meno visibile dall’esterno, ma critica per ottenere immagini nitide: è la cosiddetta “ottica attiva”, che permette, per mezzo di pistoni su cui è appoggiato lo specchio, relativamente sottile, di modificarne leggermente la forma in modo da correggere le distorsioni, per esempio quelle dovute alla gravità, e di mantenere molto nitida l’immagine.

Poche ore all’eclissi, tutto è pronto a La Silla

I telescopi di La Silla. Sulla destra si vede l’Ntt. Crediti: Anna WoOlter

La capacità di fare immagini così nitide verrà sfruttata oggi durante l’eclissi da un gruppo francese, che ripeterà e continuerà le osservazioni della corona solare fatte nel passato, per esempio nel 1991 dalle Hawaii. Il Sole è la stella più vicina a noi, quella che possiamo osservare nel maggior dettaglio. Ciò nonostante, siamo ben lontani dall’aver compreso tutto e in particolare lo studio della corona, possibile da terra solo durante il brevissimo passaggio di un’eclissi solare, è potenzialmente cruciale per comprendere alcuni dei meccanismi in atto. In particolare, oggi verranno riprese immagini della corona, che saranno confrontate con alcuni modelli di formazione della stessa.

Siamo in un periodo di Sole relativamente quieto e perciò è importante capire cosa succede in questa parte del ciclo solare di undici anni. Ieri il satellite Sdo ha osservato alcune formazioni sulla superficie: i teorici prevedono come si vedrà la corona in seguito a questo e l’osservazione dirà se queste teorie sono corrette. Inoltre, gli osservatori otterranno anche un spettro della corona solare, per vederne le composizione chimica: si aspettano di vedere alcune righe di emissione dovute a atomi di ferro molto ionizzati (che hanno perso cioè molti dei loro elettroni più esterni). A seconda di quanto ferro e di quale livello di ionizzazione sarà osservato si potrà dedurre la densità e la temperatura della zona osservata e completare – o comunque migliorare – la nostra conoscenza di come viene alimentata la corona solare.

Ancora poche ore… la grande attesa in questi istanti è per il presidente della Repubblica del Cile. E poi… la Luna, l’eclissi…!

Segui lo streaming sul canale YouTube dell’Eso:


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog