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Poesia civile in Africa /Spazio Riflessione

Creato il 25 aprile 2014 da Marianna06

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Rumorosi fucili fabbricano,

piombo da sparare apprestano;

chi li ha fatti è l'europeo,

che per molto argento è superbo,

che molta ricchezza divora.

   (da una canzone popolare abissina)

 

        

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La poesia civile scaturisce da un’esigenza non procrastinabile di dire, di denudare le offese, le ferite, i segni del dolore che portano negli occhi e nel corpo i più deboli, i più esposti, i cosiddetti “diversi”. Quelli che si possono facilmente colpire e schiacciare.

E questa spinta carica la scrittura poetica di una verità umana universale che oltrepassa l’esperienza individuale e si allarga ad una dimensione collettiva e la dota di una forza espansiva proprio perché sgorga dall’autenticità del vissuto del poeta capace di “far vedere”, di “mostrare” squarci emblematici delle tragedie che accadono ogni giorno.

E sulle quali molti, troppi, semmai, preferiscono evitare di volgere lo sguardo ed il pensiero .

Lo fanno forse per pigrizia, per menefreghismo, per una sorta di anestesia dell’indignazione ma che muta in una progressiva lenta ma inarrestabile perdita di umanità.

Recuperiamo la "cosiddetta" poesia civile, allora, a qualunque latitudine essa nasca e per qualsiasi motivazione. E facciamola conoscere.

 

                       a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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