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Poesia senza fine di Alejandro Jodorowsky: la recensione

Creato il 01 febbraio 2018 da Ussy77 @xunpugnodifilm

Poesia senza fine di Alejandro Jodorowsky: la recensioneLa vita è una poesia

Jodorowsky continua a raccontarsi, passa dall’adolescenza all’età adulta e mette in scena una pellicola bizzarra, stravagante ed esuberante, che fa sentire tutto il suo peso teatrale e surreale. Un unico gigantesco poema in versi dal sapore ammaliante, ma assolutamente destinato a un pubblico di nicchia, che potrebbe apprezzare lo “stato dell’arte” e saper riconoscere pregi, difetti e metafore (evidenti o meno).

Alejandro Jodorowsky ha vent’anni e, contro il parere del padre, sente il desiderio di diventare un poeta.

Il teatro e l’esasperazione poetica sono le basi di un racconto che segue diverse tappe e che dissemina numerosi indizi. Jodorowsky racconta se stesso in Poesia senza fine e il risultato finale è un prodotto assolutamente imperdibile, che ostenta caos e bizzarria senza minime interruzioni, laddove l’aspetto clownesco si dimostra una cifra stilistica riconoscibile. Passando dall’essere un ragazzo ribelle che taglia (fisicamente) con le sue origini a essere un poeta dannato con una musa altrettanto dannata, Jodorowsky raggiunge le vette più interessanti nel momento in cui esplora il suo periodo di poeta reazionario, che si scaglia contro la standardizzazione e le regole. Proprio come fa con Poesia senza fine, un film che possiede un filo conduttore, ma che si trasforma talmente tante volte da far sembrare di non possedere al suo interno due delle tre unità aristoteliche (il tempo e lo spazio).

Jodorowsky ostenta una recitazione enfatica, una messinscena stravagante e una narrazione frammentaria e caotica; questi elementi divengono contemporaneamente interessanti punti di vista e ostacoli insormontabili, soprattutto per un pubblico generalista che accetta di buon grado una superficialità in più piuttosto che una profondità nascosta o ambigua.

Poesia senza fine è manifesto di un cinema reazionario, che preferisce raccontare le difficoltà di un poeta in una società priva d’immaginazione piuttosto che piegarsi a dei canoni prestabiliti. Cinico, provocatorio, ironico e grottesco, Poesia senza fine si fa apprezzare, anche se la sua costante voglia di reagire esibisce qualche passaggio a vuoto.

Uscita al cinema: 18 gennaio 2018

Voto: ***

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