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Poesie per chi non ama la poesia #8 - L'orologio di Kafka di Raymond Carver

Creato il 19 marzo 2020 da Laleggivendola @LaLeggivendola

L'orologio di KafkaHo un impiego con un misero salario di 80 corone e otto, nove ore di lavoro che non finiscono mai.Divoro il tempo libero dall'ufficio come una belva feroce.Spero un giorno di potermi sedere in un altropaese e guardare fuori dalla finestra verso campi di canna dazuccherooppure cimiteri maomettani.Non è tanto del lavoro che mi lamento quantodella lentezza di questo tempo paludoso. Le ore d'ufficio non si possono dividere! Sento la pressionedi tutte le otto, nove ore anche nell'ultimamezz'ora della giornata. È come un viaggio in trenoche dura giorno e notte. Alla fine ci si sentecompletamente schiacciati. Non si pensa più agli sforzidella locomotiva o ai colli o alle pianureattorno, ma si dà la colpa di tutto quel che succedeal proprio orologio. L'orologio che si continua a teneresul palmo della mano. Poi lo si scuote. E lo si porta lentamenteall'orecchio, increduli.


Kafka's watchI have a job with a tiny salary of 80 crowns, andan infinite eight to nine hours of work.I devour the time outside the office like a wild beast.Someday I hope to sit in a chair in anothercountry, looking out the window at fields of sugarcaneor Mohammedan cemeteries.I don't complain about the work so much as aboutthe sluggishness of swampy time. The office hourscannot be divided up! I feel the pressureof the full eight or nine hours even in the lasthalf hour of the day. It's like a train ridelasting night and day. In the end you're totallycrushed. You no longer think about the strainingof the engine, or about the hills orflat countryside, but ascribe all that's happeningto your watch alone. The watch which you continually holdin the palm of your hand. Then shake. And bring slowlyto your ear in disbelief.

Raymond Carver, dall'antologia Blu oltremare edita da minimum fax e tradotta da Riccardo Duranti


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