Sul cosiddetto “ricatto occupazionale” Bocchio – convintp che la bonifica e i danni ambientali debbano essere pagati solo da chi ha inquinato e non dai cittadini – è deciso: “Dobbiamo dire “no. Non vogliamo far chiudere l’industria. Non servono aziende elusive, che negano l’inquinamento o pretendono di scaricarlo sul passato. E non è più tollerabile un rimpallo fra aziende e istituzioni che impedisce la bonifica. Dunque le aziende dovranno pagare i danni alle persone, alle falde, agli acquedotti, e soprattutto i costi della bonifica, intendendo per bonifica anche e soprattutto l’eliminazione dei veleni sotterrati”.
“Sull’inquinamento chimico in Fraschetta ci sono precise responsabilità – conclude il Consigliere Bocchio – dalle responsabilità dei dirigenti aziendali, alle responsabilità di amministratori ed enti di controllo pubblici. Responsabilità penali, perché quelle morali e politiche sono evidenti”.