Portofino: il mare, i ricordi e la Dolce Vita

Creato il 05 gennaio 2015 da Nonsoloturisti @viaggiatori

Poche centinaia di abitanti distribuiti su meno di tre chilometri quadrati. Portofino è il comune più piccolo della provincia di Genova, eppure è al tempo stesso uno dei più famosi e celebrati di tutta la Liguria, la cui gloria si è consolidata negli anni Sessanta, quando i protagonisti della "Dolce Vita" italiana ne hanno fatto il loro rifugio esclusivo. E molto prima fu uno scrittore a cantarne la bellezza, l'autore francese Guy de Maupassant che, dopo esservi approdato con la sua imbarcazione, lo descrisse come "un piccolo villaggio che si allarga come un arco di luna attorno a un calmo bacino".

La bellezza di Portofino sembra essersi cristallizzata nel tempo. Placida e incurante dello scorrere degli anni non abbaglia con clamore, ma si insinua discreta negli animi come le onde che pacate lambiscono il porticciolo attorno a cui si dispiega la colorita fila di case. La Piazzetta, ricolma di visitatori durante l'estate, è animata dal tintinnare di piatti e bicchieri su cui vengono serviti scambi, aragoste, grigliate di pesce e piatti di pasta annaffiati dai bianchi delle vicine Cinque Terre.

D'inverno il borgo è un tetro miraggio dal fascino decadente, percorsa da piccioni e gabbiani, spazzata dal vento, ma pur sempre incantevole nella sua statica bellezza. La pavimentazione è composta da pietre di arenaria scolpite a mano: un dettaglio dal pregio inaspettato per un borgo di pescatori così intimo e raccolto, lontano dalle grandi vie di comunicazione che hanno conferito importanza strategica e commerciale ad altre località liguri, ma non l'unica perla capace di stupire il visitatore.

Boutique di marchi prestigiosi ed esclusivi sono a disposizione della clientela più facoltosa che, oggi come negli anni Sessanta, giunge a Portofino attratta dalla sua fama, ma la storia e il carattere autentico del paese ancora traspaiono nelle sue architetture più rappresentative: la Chiesa di San Giorgio, nel cuore più antico del borgo; la Chiesa di San Martino, che domina il borgo dall'alto del promontorio dopo essere stata ricostruita in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; e il Castello Brown, che deve il suo insolito nome a uno dei suoi passati proprietari, il console britannico Montague Yeats Brown. A questi e altri palazzi di grande valore storico, al fascino dei vicoli che si inerpicano tra salite e scalinate sul fianco del monte, al piacere di una cena consumata al suono delle onde che si infrangono contro le piccole barche dei pescatori, si aggiunge l'anima più verde e selvaggia di Portofino, il suo parco, con sentieri sicuri e pavimentati in pietra che si protraggono attraverso la macchia di pini, ulivi, ginestre, mirti e altre settecento piante diverse.


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