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"Portrait de la jeune fille en feu" di Céline Sciamma

Creato il 10 luglio 2019 da Stories2358

Titolo: Portrait de la jeune fille en feu

Un film di Céline Sciamma con Noémie Merlant, Adéle Haenel, Valeria Golino, Luàna Bajrami

Genere: drammatico, storico, sentimentale

Ambientazione: Francia, Italia

Al tramonto del XVIII secolo, l'artista Marianne ( Noémie Merlant) riceve l'incarico di realizzare il ritratto di una giovane donna sfuggente e misteriosa di nome Héloise ( Adéle Haenel). La ragazza, che vive in un'elegante dimora affacciata sul mare insieme alla madre ( Valeria Golino), si appresta ad entrare nella società e il quadro commissionato rappresenta la migliore presentazione per cercare un marito. Le lunghe e interminabili giornate trascorse insieme, tuttavia, spingeranno la giovane e la pittrice a stringere un insolito legame...

Spesso si utilizza l'etichetta di film-da-festival con aria un po' perplessa, adottando l'atteggiamento di chi sa che, per definizione, l'80 se non addirittura il 90% delle pellicole presentate agli eventi internazionali dedicati alla settima arte rappresenti una visione di cinema elitario, distante dalla cosiddetta pop culture. L'ultima Palma d'Oro di Cannes, assegnata al sublime Parasite di Bong Joon-ho, e il Leone d'Oro 2017 The Shape of Water dimostrano, tuttavia, che anche i festival più prestigiosi, quelli più snob secondo i maliziosi, sanno riconoscere la qualità dei film con toni e voci in grado di rivolgersi ad un grande pubblico. Si smentisce, allora, un radicato stereotipo? No, perchè esiste davvero uno zoccolo duro di film di nicchia, d'autore che preferisce crogiolarsi nelle etichette con aria altezzosa e anche un pizzico sprezzante. Ovviamente questa considerazione non è applicabile a tutti i film che rientrano nella categoria d'autore ma solo a quelli come Portrait de la jeune fille en feu, ultima fatica per il grande schermo firmata da Céline Sciamma.

Sarebbe falso affermare che questa pellicola non sia estremamente curata e ottimamente realizzata. Costumi in primis ma anche scenografie, fotografia e interpretazioni lasciano intuire il grande e minuzioso lavoro di ricerca che si nasconde dietro questo titolo. Tuttavia, è impossibile non storcere ripetutamente il naso davanti ad una sceneggiatura che, accontentandosi di uno spunto narrativo coraggioso e interessante, decide di esasperare dialoghi e situazioni - con apici soprattutto nella seconda parte del film - percorrendo con arroganza e pedanteria strade già note, cercando di mascherare un atteggiamento semplicemente pavido, incapace di portare fino in fondo le proprie scelte. A visione conclusa, allora, rimane solo una grande sensazione di fastidio e irritazione che pone in ombra gli altri oggettivi e validi punti di forza della pellicola.


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