Il 2010 finora ha sempre detto male alla nazionale italiana di calcio, mai una vittoria.
La prima partita del nuovo corso rappresentato da Cesare Prandelli si è chiusa con la sconfitta per 1 a 0 ad opera della Costa D'Avorio.
Ritengo che non sia sufficiente basarsi solo su questa partita, peraltro amichevole, per dare giudizi a priori.
Gli azzurri non hanno giocato male, hanno creato numerose occasioni gol, più nel primo tempo che non nel secondo.
Va detto che dall'altra parte c'era una squadra che giocava a memoria, perchè già collaudata da oltre sei anni, pur con l'assenza di Drogba.
Sarebbe stato inoltre folle poter pensare che Prandelli, Cassano e Balotelli potessero da soli risolvere i problemi dell'Italia.
Ciò che manca in Italia a mio parere è la cultura della sconfitta, non si è mai imparato nulla dalle sconfitte, si sono aperti processi alla ricerca di eventuali colpevoli.
Anzichè far questo bisognerebbe cercare di capire i messaggi che questi risultati ci danno, cioè credere di più nei giovani che con il tempo matureranno.
Attenzione però a non gravarli di eccessive responsabilità.