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Presentazione: "La mia amica ebrea" di Rebecca Domino, "Quando dal cielo cadevano le stelle" di Sofia Domino

Da Connie_furnari
AUTORE: Rebecca DominoBIOGRAFIA: Sono nata nel dicembre 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il mio primo romanzo.SITOhttp://rebeccadomino.blogspot.it CONTATTI: [email protected]TITOLO DELL’OPERA: La mia amica ebreaTRAMA: Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un' Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.
CASA EDITRICE: autopubblicato tramite LuluANNO DI PUBBLICAZIONE: (della 1’ edizione) 2014GENERE: fantasy, urban fantasy, drammatico, fantascienza ecc…   narrativa, storicoPUBBLICO: adulti, ragazzi…   ragazzi, giovani adultiPAGINE: 300PREZZO: prezzo intero, senza sconti né spedizione 1.99 (ebook)REPERIBILE PRESSO: link per acquistarlo http://rebeccadomino.blogspot.it/
INTERVISTA STANDARD A REBECCA DOMINO 1.   Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?Ciao, grazie mille per aver deciso di ospitarmi nel tuo blog! Sono una ragazza di 29 anni, abito in Toscana e mi definisco una persona forte, sicura di sé, che ama la vita.

Il tema dell’Olocausto mi è sempre stato caro, eppure, non ho mai voluto scrivere un romanzo dal punto di vista di un’ebrea, nonostante in questo mio debutto lasci intravedere anche com’era la vita per gli ebrei. La protagonista, però, è una ragazzina tedesca. Volevo raccontare un lato meno conosciuto dell’Olocausto, la storia di una famiglia semplice, la cui vita viene sconvolta dall’arrivo di una famiglia di ebrei nella loro casa. Che cosa voleva dire nascere e crescere in Germania negli anni del nazismo? Le persone erano indottrinate sin dall’infanzia, la propaganda era all’ordine del giorno. È facile, all’inizio, ritrovarsi a pensare che Josepha, la protagonista del romanzo, sia un “mostro” perché odia gli ebrei, vorrebbe che sparissero dalla sua nazione e non ha problemi a dirlo. Lei pensa che ciò sia giusto, semplicemente perché è quello che dicono tutti, Hitler in primis. Diciamo che, dentro di me, ho sempre l’istinto di scrivere di storie più o meno nascoste, e, nonostante l’Olocausto sia indubbiamente un argomento di fama mondiale, non penso che ci siano molti romanzi che narrano la storia dal punto di vista del “nemico”. Sembra una frase fatta, però posso dire che l’idea del romanzo è nata dal niente. Un giorno ero seduta di fronte allo schermo del computer e mi è venuta l’idea per questo romanzo, forse perché, dentro di me, c’èsempre stata questa voglia di raccontare “l’altro lato” dell’Olocausto.


AUTORE: Sofia DominoBIOGRAFIA: Sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio primo romanzo.SITO: http://sofiadominolibri.blogspot.itCONTATTI: [email protected]TITOLO DELL’OPERA: Quando dal cielo cadevano le stelleTRAMA: Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste. Perché dal cielo non cadano più le stelle.
CASA EDITRICE: autopubblicato tramite Lulu.ANNO DI PUBBLICAZIONE: (della 1’ edizione) 2014GENERE: Narrativa/storicoPUBBLICO: ragazzi e giovani adulti.PAGINE: 496PREZZO: 1.99 formato ebookREPERIBILE PRESSOhttp://sofiadominolibri.blogspot.itINTERVISTA STANDARD A SOFIA DOMINO 1.   Ciao e benvenuto sul mio blog; ci parli un po’ di te, non come autore ma come persona?Ciao, grazie per ospitarmi nel tuo blog! Che cosa dire di me? Ho 26 anni e vivo in Toscana. Sono una ragazza solare, determinata e con molte passioni, tra cui, appunto, quella della scrittura.
Ho sempre avuto una grandissima passione per tutto quello che è creativo. Mi piace fantasticare e pensare. Sin da quando ero molto piccola, trovavo bellissimo prendere in mano una penna e scrivere. Questa mia passione si è sviluppata anche negli anni scolastici. A casa scrivevo con la macchina per scrivere mentre a scuola non vedevo l’ora che arrivassero le lezioni d’italiano per scrivere dei lunghi temi. Per un periodo, durante la mia adolescenza, con rammarico ammetto di aver abbandonato questa mia passione credendo di averne trovata una più grande. Con il passare del tempo, però, mi sono resa conto che niente mi soddisfa più dello scrivere. Pensare a un nuovo romanzo, sedermi davanti al computer e dare il via alla fantasia è meraviglioso.La scrittura per me è una passione, ma ho molti interessi. Adoro leggere, viaggiare, vivere e sognare. Ho viaggiato molto, sono andata spesso negli Stati Uniti e ho vissuto circa un anno a Londra con mia sorella. Adoro vivere nuove esperienze, visitare il mondo e farmi colpire da qualunque cosa che, d’improvviso, può diventare una fonte d’ispirazione. Mi piace fare cose anche più semplici, ma non per questo meno belle. D’estate, ad esempio, adoro sedermi sulla spiaggia e ammirare l’acqua del mare che si confonde con l’azzurro del cielo.
La mia autrice preferita è Bianca Pitzorno. Scrive principalmente libri per bambini, ma non per questo sono meno profondi. Adoro il suo modo di scrivere e come riesce a organizzare bene la stesura delle trame. Cuce e scuce le varie vicende e rende i suoi personaggi molto interessanti, inoltre, come accade con i miei romanzi, le protagoniste sono spesso delle femmine, delle eroine. Non ho un vero e proprio libro preferito, ma mi piace leggere prodotti intelligenti, oppure libri/diari che racchiudono delle testimonianze. Uno di quelli che preferisco è “Il diario di Anna Frank”.
Ho sempre voluto dare una voce a tutte quelle famiglie di ebrei che, a causa dello scoppio delle leggi razziali e dell’arrivo del nazismo, hanno dovuto cambiare il loro stile di vita, hanno dovuto cambiare nazione o sono stati obbligati a nascondersi, soltanto perché definiti sbagliati.Essendo io stessa italiana, ho deciso di ambientare “Quando dal cielo cadevano le stelle” a Roma. Prima di cominciare a scrivere il mio romanzo, ho raccolto numerose testimonianze, sia sullo stile di vita durante la Seconda Guerra Mondiale sia sulle deportazioni nei campi di concentramento. Scrivere questo romanzo è stato molto toccante, e lascerà per sempre un segno dentro di me. Ragazzine come Lia, la protagonista di “Quando dal cielo cadevano le stelle”, si sono davvero viste portare via tutto solo perché ebree. I loro sogni, le loro speranze, il loro futuro… Non sono potuta rimanere indifferente davanti a tutte queste ingiustizie e allora mi sono decisa a scrivere un romanzo su una famiglia comune, con i suoi alti e bassi, con le sue tristezze e le sue gioie, su una famiglia che d’improvviso si è vista portare via ogni cosa, che è stata rinchiusa dietro un filo spinato e che si è vista giudicare senza aver commesso nessun reato, senza avere nessuna colpa, tranne quella, appunto, di essere ebrea.Ho voluto dare a ogni personaggio di “Quando dal cielo cadevano le stelle” delle caratteristiche e uno spessore. Nessuno di loro è perfetto, e questo credo che li renda più umani. Non mi sono ispirata a nessuno in particolare per scegliere le loro caratteristiche, ma credo che la famiglia e gli amici di Lia rispecchino un po’ tutti noi. Per quanto riguarda Lia, non appena ho deciso i punti salienti del romanzo, ho subito immaginato come protagonista una ragazzina comune, ma anche molto sognatrice e molto allegra. Lia ha tredici anni, ma ha già le idee molto chiare e, sicuramente, nonostante quello che è costretta a subire nel corso del romanzo e nonostante sia deportata prima ad Auschwitz e poi in altri campi di concentramento, decide di non smettere di sperare e di sognare di essere libera. La sua passione, infatti, è la vita. Lia è il personaggio che mi rispecchia più degli altri, perché anch’io amo la vita. Anch’io, come lei, trascorrerei ore ad ammirare il cielo e le bellezze della natura. Inoltre, sono convinta che, finché sarò al fianco della mia famiglia, delle persone che amo, allora tutto sarà bello. Non mi piace piangermi addosso, e mi piace essere coraggiosa. Queste sono tutte caratteristiche che trovo anche nel carattere di Lia. Entrambe amiamo la vita, e non ci stanchiamo mai di ripeterlo. Che cosa significava essere ebrei durante il nazismo? Che cosa voleva dire essere strappati dalla propria casa, essere costretti a nascondersi, sentirsi rinchiudere in un carro bestiame e ritrovarsi dietro un filo spinato, al freddo, a lavorare per ore e ore di seguito, patendo la fame e vedendo il fumo dei crematori perdersi nel cielo?Che cosa significava essere costretti a indossare una casacca a righe e avere una stella cucita addosso?Troppe persone innocenti sono state rinchiuse nei campi di concentramento, troppi bambini, ragazzi, adulti e anziani sono morti senza nessuna ragione, e tutto questo non è giusto. Ho scritto questo romanzo perché questa verità non sia mai dimenticata e perché atrocità simili non accadano più, né oggi né mai.“Quando dal cielo cadevano le stelle” è il mio primo romanzo. Come ho già accennato, sono anni che scrivo e che cerco di migliorare il mio stile, ma è da quest’anno che ho deciso di dare una svolta alla mia passione e di far uscire uno dei miei lavori.Non ho un’opinione molto positiva del panorama letterario odierno. Ci sono molti libri interessanti là fuori (sia di autori affermati sia di emergenti), ma troppo spesso, se entro in una libreria, mi ritrovo davanti scaffali e scaffali pieni di libri tutti uguali. Saghe che si somigliano fra loro, romanzi senza alcuna personalità, fantasy senza spessore o libri erotici senza alcun messaggio positivo… tutto questo è un peccato, perché credo che ognuno debba trovare il suo stile nella scrittura, ed è anche un peccato che, spesso, i libri più interessanti siano nascosti in qualche angolo.Ci sono molte cose che vorrei dire agli autori emergenti, perché proprio io sono una di quelli. Allora, innanzitutto, non scrivete per la fama. Io scrivo per la gioia di farlo, per la bellezza di raccontare, per l’importanza di dare una voce a chi non ne ha una… se scrivete per la fama, sono sicura che i lettori lo capiranno immediatamente. Trovo l’idea dell’autopubblicazione molto importante. Fortunatamente, oggi abbiamo molte possibilità per vendere e far conoscere il nostro romanzo, allora perché non farlo? Sono pienamente contraria all’avvicinarsi agli editori a pagamento. Essi pubblicano davvero ogni cosa che viene loro mandata, anche pagine e pagine piene di discorsi senza senso. Ma perché pagare una valanga di soldi a una casa editrice per pubblicare il proprio romanzo?Ci sono così tanti altri modi per farsi conoscere! Questa è la mia prima esperienza che ho con l’autopubblicazione ma, poiché è molto difficile farsi conoscere dalle grandi case editrici, sono sicura che continuerò a usarla. Sto avendo un riscontro meraviglioso da parte delle creatrici di numerosi blog che ospitano il mio romanzo ed è molto importante. Siamo tutti sulla stessa barca e credo che sia bellissimo aiutarci a vicenda, per la gioia di scrivere e di leggere.
Sicuramente, continuerò a scrivere e a pubblicare i miei romanzi. Attualmente sono molto impegnata con la stesura di un nuovo romanzo e, inoltre, ho altri libri che ho scritto negli anni passati che aspettano di essere riletti e sistemati con un editing.Sono molto unita anche al prossimo romanzo che farò uscire quest’estate. Non posso dire molto ma tratta un tema attuale e molto delicato, che parla delle ingiustizie e delle violenze che le donne subiscono in India. Ma racconta anche del coraggio, della speranza, dell’amore e di una profonda amicizia tra due ragazze diverse ma uguali.

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