Prestiti cambializzati, come funzionano e quali garanzie servono per richiederli

Creato il 15 maggio 2015 da Rodolfo Monacelli @CorrettaInforma

Alla scoperta dei prestiti cambializzati, con una guida pratica per capire come funzionano e quali sono le garanzie necessarie per richiederli con successo ad un istituto. Entreremo nel caso specifico dei pensionati e dei cattivi pagatori, dal momento che in alcuni casi anche tali soggetti, spesso etichettati come “senza speranza” nell’ambito dei finanziamenti, possono beneficiare di speciali metodi per usufruire in piena regola del denaro utile ai loro investimenti.

Cosa sono e come funzionano i prestiti cambializzati

Cominciamo ad esaminare letteralmente il termine di “prestiti cambializzati“, punto molto utile per riuscire ad intendere di cosa si tratta. Al centro di tutto c’è il rimborso del prestito, che anziché avvenire in modo standard (possiamo parlare, ad esempio, della cessione del quinto dalla busta paga o dalla pensione, metodo tra i più gettonati al giorno d’oggi) fa uso delle cambiali, che vanno così a sostituire le classiche rate di rimborso che un utente concorda con la banca in occasione delle più classiche forme di finanziamento con micro credito.

Ma come funzionano le regole in vigore in Italia sui prestiti cambializzati? Come in ogni settore appartenente al ramo finanziario, gli istituti creditizi dovranno avere la certezza di non trovarsi di fronte ad utenti poco seri. Per questo motivo, esistono delle garanzie che il richiedente dovrà presentare in fase di sottoscrizione del prestito, al fine di portare a termine la domanda con successo. Le vedremo di seguito, assieme ai limiti d’età imposti ai pensionati e le informazioni riguardanti durata, costi (in termini di interessi) e cifre minime e massime che possono esserci concesse con questo metodo.

Garanzie necessarie per ottenere un prestito cambializzato

Se rientrate nella categoria dei lavoratori autonomi, la garanzia principale che vi verrà richiesta dalla banca sarà una copia dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. Sarà inoltre obbligatorio sottoscrivere un’assicurazione per coprire l’istituto creditizio da eventuali insolvenze da parte vostra che potrebbero vedervi coinvolti a prestito in corso, a seguito di inconvenienti di vario genere. I lavoratori dipendenti dovranno invece fornire una fotocopia dell’ultima busta paga percepita e il TFR, mentre se siete disoccupati sarete chiamati a reperire un garante in grado di prendersi la responsabilità su di voi (e intervenire in caso di mancato pagamento) o magari, nel caso in cui siate in possesso di un immobile, presentare la relativa documentazione.

Durata dei prestiti cambializzati, importo richiedibile e tasso annuo nominale

La durata del rimborso di un prestito con cambiali, che se richiesto rispettando tutte le leggi in vigore e fornendo le giuste garanzie alla banca potrà diventare realtà in appena una settimana, non potrà essere inferiore ai 36 mesi (3 anni) e di massima non sarà ratealizzabile oltre il limite dei dieci anni, corrispondenti a 120 mensilità.

Per investimenti di basso valore potreste chiedere anche soli 1.500 euro in prestito, mentre chi ha intenzione di portare a termine grandi progetti e desidera sfruttare il più possibile questa forma di finanziamento, potrà richiedere fino a 50.000 euro. Per quanto riguarda il costo finale del prestito, non dimenticatevi di calcolare il tasso annuo nominale (fino al 16%) e l’imposta di bollo.

Prestito con cambiali, dove recarsi per avviare la pratica

Generalmente sono gli istituti creditizi a fornire questa opportunità ai loro clienti, che possono rivolgersi direttamente presso l’agenzia fisica o, in alternativa, operare via internet per avere un’idea chiara sui costi, i tempi di rimborso, la documentazione e le cifre che ci verranno concesse dalla banca. Il vantaggio di operare in via telematica è nella chiarezza delle informazioni e nell’ottimizzazione dei tempi, dal momento che quando ci si andrà poi a recare fisicamente in agenzia, si avranno già tutte le carte in regola per far partire subito il prestito cambializzato.

Prestiti cambializzati per cattivi pagatori

Coloro che in passato sono stati etichettati come cattivi pagatori, a seguito di un inconveniente sul rimborso di un prestito, non hanno ovviamente vita facile di fronte alla concessione di nuovi finanziamenti. Ed ecco che i prestiti cambializzati possono rivelarsi la soluzione concreta anche a questo particolare problema, che sebbene tenga l’utente lontano dalle principali modalità (cessione del quinto e prestito delega con doppio quinto) non sbarra totalmente le porte a prestiti futuri. Il “cattivo pagatore” dovrà reperire un garante che si recherà con lui in agenzia al momento della firma per l’ottenimento del prestito con cambiali, assumendosi le responsabilità su episodi di insolvenza da parte del titolare del prestito, che inoltre dovrà coprirsi con apposita copertura assicurativa.

Prestiti cambializzati per pensionati e disoccupati

Per quanto riguarda i disoccupati, le garanzie che qualsiasi ente richiede sono molto simili a quelle appena descritte per il caso dei cattivi pagatori, per il semplice motivo che l’assenza di una busta paga per reddito da lavoro dipendente obbliga gli istituti a cercare altrove certezze di affidabilità del soggetto richiedente. I pensionati, che potranno usufruire senza problemi del trattamento standard per i lavoratori, dovranno porre attenzione alle fasce d’età accettate, che generalmente variano tra i 18 e i 70 anni.

Quando e perché conviene optare per prestiti cambializzati

Come descrive anche il sito Prestiti SBP (clicca qui per leggere la guida sui prestiti cambializzati: www.prestitisbp.com/prestiti-cambializzati/139/), questo tipo di finanziamento è tornato ad essere tra i più utilizzati in assoluto da pochi anni a questa parte e la causa è probabilmente dovuta al fenomeno della crisi generale che si è riscossa in modo devastante sul mondo del lavoro, dove l’innalzamento del tasso di disoccupazione continua ad essere uno dei principali problemi in Italia. Così, sono in crescita i giovani con grandi ambizioni che decidono di appoggiarsi ai prestiti cambializzati senza busta paga per portare avanti progetti in grado di riservare loro un futuro roseo.

Quella giovanile non è certamente l’unica fascia d’età in cui può essere conveniente richiedere prestiti cambializzati, perché anche pensionati o ex lavoratori dipendenti che attraversano periodi particolari con lo stato di disoccupazione, possono trovare la giusta soluzione nonostante l’impossibilità di usufruire della classica cessione del quinto.


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