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Prima edizione del Festival delle Resistenze a Bolzano." A cosa vale la pena di resistere oggi?"

Creato il 28 aprile 2011 da Robertoerre

Festival

E' in corso di svolgimento a Bolzano il Festival delle Resistenze fino al 1 maggio. Resistere, oggi: un'affermazione densa di significati, tra incontri, arte e musica. Sette giorni dedicati a tematiche che riconducono ad un articolo della Costituzione italiana: un nemico vecchio o nuovo a cui opporsi; dal nazifascismo all’oblio, dall’omologazione allo spreco, dalle discriminazioni alla precarietà, fino alle morti bianche. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha destinato quale suo premio di rappresentanza, una medaglia dedicata con l' augurio di buon successo per l'iniziativa.

La domanda degli organizzatori è stata: “A cosa vale la pena resistere oggi?” Da questo interrogativo è nato il Festival delle Resistenze Contemporanee, organizzato dal Dipartimento Cultura italiana della Provincia di Bolzano.

 

Questi i temi trattati durante i dibattiti:

Resistenza al nazifascismo (art. 1), all’omologazione (art. 33), allo spreco (art. 9), alle discriminazioni (art. 3), all’oblio (art. 21), alla precarietà (art. 4), alle morti bianche (art. 36) diventano così le parole d’ordine di sette giornate tematiche ricche di incontri e dibattiti, ma anche di arte, musica e spettacoli. Il periodo non è casuale: quella che va dal 25 aprile, anniversario della liberazione dalla dittatura nazifascista, al 1 maggio, festa del lavoro, è una settimana importante per la consapevolezza democratica di ogni cittadino.

 

Tra gli ospiti della manifestazione Luca Mercalli a Gian Antonio Stella, da David Riondino e Paolo Rossi protagonista giovedì 28 aprile della giornata intitolata Resistenza alle discriminazioni

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Costituzione Italiana, articolo 3).

 

Paolorossi

Alle 17 in piazza Matteotti va in scena Rap, spettacolo sulle culture musicali giovanili, un misto di protesta e rivendicazione, poesia e ritmo. Alle 21 con “L’eccezione come regola” Paolo Rossi racconta in un dibattito-spettacolo il ruolo e la carica resistente del giullare, che denuda il re con le armi dell’ironia e della satira. Resistere significa opporsi a fenomeni di ingiustizia, ma anche mettersi in gioco e andare controcorrente: questo spirito deve animare anche le giovani generazioni. L’idea di questo ideale passaggio di consegne si ritrova anche nel manifesto di Resistenze, che ritrae un uomo anziano a fianco di una ragazza. L’uomo è Franz Thaler, uno dei pochi che ebbero il coraggio di opporsi alla dittatura nazifascista in Alto Adige perché “era molto più facile seguire la massa piuttosto che essere contro e rimanere isolati”. Nato nel ’25 in Val Sarentino, nel ’44 venne chiamato alla armi dalla Wehrmacht. Fuggì sui monti, ma dopo 4 mesi – quando venne minacciata la sua famiglia – si arrese, fu arrestato, condannato a 10 anni di lavori forzati e deportato a Dachau. Quando tornò a casa, il 19 agosto 1945, pesava 30 chili. Nel 2010 è stato nominato cittadino onorario della città di Bolzano.

 

 Venerdì 29 aprile: Resistenza all’oblio“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” (Costituzione Italiana, articolo 21).

Al mattino un’edizione speciale di Per un pugno di libri, condotto per l’occasione da Paolo Mazzucato di Radio Rai, su “I piccoli maestri” di Luigi Meneghello. Alle 15.30 si riflette su “Il fascismo a Bolzano, tracce” per concludere alla sera con un concerto resistente degli ‘A67 di Scampia, che ha fatto dell’impegno sociale la propria bandiera.

 

Sabato 30 aprile: Resistenza alla precarietà“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (Costituzione Italiana, articolo 4).

Alle 10.30 Sandro Peli, uno dei maggiori esperti della Resistenza, si confronta don Aniello Manganiello, prete anticamorra a Scampia, con “Resistenze a confronto”, mentre alle 11 il teatro stabile di Bolzano con “Orfeo in guerra” mette in scena, sempre per le scuole, “Il sentiero dei nidi di ragno”, racconto di Calvino sulla Resistenza. Al pomeriggio incontri sulla decrescita e sulla situazione dei giovani nelle città. La giornata si chiude alle 20 con (R)esistenza, film documentario di Francesco Cavaliere sulla resistenza alla camorra a Scampia.

 

Domenica 1 maggio: Resistenza alle morti bianche

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi” (Costituzione Italiana, articolo 36).

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Alle 14, durante la tradizionale Festa del Quincho, Paolo Rossi sviluppa a modo suo una riflessione sul tema con “Meglio rossi che bianche” e prosegue alle 21 al cinema Capitol presentando il suo documentario “Ridotta capacità lavorativa”, girato a Pomigliano d’Arco durante l’estate scorsa.

 

“Ci siamo chiesti a cosa vale la pena resistere oggi. Penso a tutto ciò che va in qualche modo contro i valori attorno ai quali è costruita la nostra Costituzione, che racchiude il frutto di quel che i nostri padri hanno vissuto e capito opponendosi alla dittatura nazifascista, perché oggi come allora resistere è un pensiero e un agire caratterizzato dal coraggio civile di opporsi a fenomeni di ingiustizia e sopruso. Resistere implica il mettersi in gioco, l’andare controcorrente, il pensare liberamente e adoperarsi per superare le ingiustizie. Uno spirito che vogliamo animi anche le giovani generazioni”.

 Christian Tommasini

assessore alla cultura in lingua italiana della Provincia di Bolzano


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