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Prima o poi si dorme.

Da Verdeacqua @verde_acqua
Prima o poi si dorme.
Quando sono diventata mamma è ovviamente cambiato il mio dormire. Credo sia una delle cose che più cambia. O forse no, ma è sicuramente una delle cose di cui parliamo di più. I bambini vengono anche etichettati come bravi o meno proprio a seconda che dormano oppure no. E' la prima domanda che ti rivolgono gli sconosciuti dopo il classico che bello quanto ha?. E' la prima cosa che si nota sul viso di una madre, una mamma che non dorme la vedi subito. L'amore per il proprio figlio è una cosa difficile di cui parlare, è dura tradurlo in parole senza sembrare terribilmente smielosi o senza banalizzarlo, la mancanza di sonno è invece molto facile da raccontare.
Nonostante il mio ingresso nel mondo dei genitori non sia stato così traumatico ormai sette - quasi otto #ohmiodio - anni fa, ne parlavo qui, ho recuperato con l'arrivo di Lei, che di dormire non ne ha voluto proprio sapere fino ai due anni. (ne parlavo qui, qui e ancora qui)
Le ho provate tutte, durante l'allattamento imbottendomi di tisane rilassanti e spesso disgustose, seguendo diete prive di latticini e provando tutte le tecniche più varie, dal co-sleeping a Tracy Hogg, passando per qualche tentativo non troppo convinto alla Estivill, ma niente. Non funzionava nulla. Mia figlia non dormiva. Si svegliava di continuo, rimaneva sveglia e voleva che tu stessi sveglia con lei. Interrotto l'allattamento, a soli nove mesi nella inutile speranza che non dandole da mangiare avrebbe smesso di svegliarsi ogni ora, ha cominciato ad occuparsene Lui, insonne da sempre, e io ho cominciato a dormire un pochino di più. Per lo meno per un paio d'ore continuative. Ma dormire è un'altra cosa.
Ho letto ogni possibile testo a riguardo, c'erano giorni in cui non ne venivo fuori, dormire era il mio unico pensiero fisso, dimenticandomi di tutte le piccole e meravigliose cose che ci sono oltre al sonno. Aspettando che passasse e maledicendo tutti quelli che mi dicevano vedrai che passerà.
Beh, avevano ragione.
Passa.
Non vedi l'ora quando ci sei nel mezzo, e ti sembra impossibile che possa succedere, ma di colpo, da un giorno all'altro, tuo figlio dormirà. E tu con lui.
E a ripensarci ti stupirai di avercela fatta. Di non essere impazzita del tutto.
Mi piace pensare che lei abbia deciso di dormire perchè abbiamo insistito con l'avere una routine del sonno, che con il tempo sia stato merito nostro e che ne veniamo oggi premiati. Da quando mia figlia ha meno di un anno mi sono sempre messa comoda, le ho sempre letto un libro tenendomela ben stretta tra le braccia, lasciandola giocare con i miei capelli, da sempre la sua copertina di Linus, con una luce soffusa ed un silenzio raro in altri momenti. Mi piace pensare che siano le storie della buonanotte che le hanno insegnato a dormire. Che l'accompagnano piano piano verso un sonno sereno. Del resto il figlio più grande, a cui continuiamo a leggere ogni sera nonostante ormai sappia farlo da solo, un giorno mi ha detto: se non mi leggi una storia poi io non so cosa sognare. Non fa una piega.
Mi piace pensare che abbia semplicemente capito quanto sia bello dormire. Ma ho come la sensazione che sia solo e davvero perchè tutto passa.
Sta di fatto che adesso dorme. Sono mesi che aspetto di mettere nero su bianco una frase così temibile, io che in fin dei conti sono abbastanza scaramantica ma molto restia ad ammetterlo.
Due anni sono lunghi. Però passano. E ci saranno altre cose di quei due anni che ti sembreranno essere passate troppo in fretta. In questo la maternità è maestra di vita, facendoti ricordare sempre di più il bello. Quello che c'è sempre nonostante il brutto.
Quindi mi rivolgo a te che sei nel pieno di un momento di vita senza sonno, mi aggiungo alla lista di quelli che ti stanno dicendo vedrai che passerà. Mandami pure a quel paese, ma te lo ripeto, passerà.

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