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Primi premi e quintetti di stelle: il meglio dell’Eurolega

Creato il 10 maggio 2014 da Basketcaffe @basketcaffe

Settimane di passione, giorni di attesa, tempi di verdetti: l’Eurolega non ha ancora placato i sussulti dei Playoff, ma ha già cominciato a distribuire i suoi prestigiosi riconoscimenti pensando alle Final Four al Forum di Assago del prossimo weekend. Lo swing-man dell’EA7 Milano Keith Langford si è aggiudicato l’Alphonso Ford Top Scorer Trophy, il centro dell’Olympiacos Bryant Dunston è stato scelto dagli allenatori della massima competizione continentale come miglior difensore dell’anno, il play-guardia del Partizan Belgrado Bogdan Bogdanovic è stato votato Rising Star dell’Eurolega, mentre il grande Real Madrid di Pablo Laso ha mandato tre giocatori nei due quintetti ideali della stagione. Questi premi hanno ravvivato i dibattiti fra gli appassionati e hanno lastricato di spunti critici la strada verso il Forum: le scelte dei “giurati” sono state legittime o hanno privilegiato i giocatori più noti?

KEITH LANGFORD: TOP SCORER PER CLASSIFICA

L’Alphonso Ford Trophy è per definizione l’unico riconoscimento che non prevede possibilità di contestazione poiché viene assegnato al miglior realizzatore della stagione. Keith Langford ha onorato la memoria dello sfortunato esterno ex-Pesaro e Siena con un’Eurolega da urlo: 17.56 punti a partita in 24 gare, quattro prestazioni oltre i 28 e tre da 29. Prima dell’infortunio che gli ha impedito di concludere la Top 16, lo swing-man dell’Olimpia ha deliziato il Continente con un repertorio offensivo sterminato e con una serie di letture collettive corrette che hanno sorpreso molti addetti ai lavori: penetrazioni, linee di passaggio, conclusioni dall’arco, creazioni geniali, solidità. Purtroppo per le Scarpette Rosse, i Playoff lo hanno riportato indietro di qualche mese e hanno riproposto i solipsismi che hanno frenato la sua crescita professionale: riuscirà a ripetersi anche l’anno prossimo? L’Italia dei canestri non può che augurarsi che lo faccia e che operi ancora sotto la Madonnina, anche se qualche rumors lo vedrebbe vicino al Galatasaray.

BOGDAN BOGDANOVIC: IL FARO DEL PIONIR

Il miglior giovane del continente è uscito dal vivaio del Partizan”. Questa sentenza è ormai un classico del basket europeo: i serbi sanno coltivare i loro talenti e riescono a trasformare la mancanza di risorse in un poderoso anelito di emancipazione tecnica. La stagione di Bogdan Bogdanovic ha rappresentato l’epitome di questi concetti: i primi mesi hanno visto la definitiva esplosione di una guardia capace di segnare più di 14 punti di media e di colpire dai 6,75 con una continuità strabiliante; la seconda fase ha fatto sbocciare un playmaker in grado di dare un senso ai match di Top 16 con le sue giocate. Piccolo dettaglio: questi due giocatori sono condensati in una sola persona, che risponde al nome di Bogdan Bogdanovic. Un ragazzo del 1992 di cui sentiremo parlare ancora molto a lungo. Solido e frizzante, spietato e irridente, la Rising Star ha saputo gestire la splendida pressione del Pionir e ha regalato un grande basket ai suoi tifosi: not bad, anzi, amazing.

BRYANT DUNSTON: NOT IN MY HOUSE

Il premio assegnato al miglior difensore della stagione genera sempre una quantità industriale di polemiche: è meglio premiare un esterno capace di condizionare la nascita della manovra offensiva o un lungo che impedisce decine di conclusioni facili e cattura dosi liberali di rimbalzi? Le scuole di pensiero si lacerano, gli appassionati si dividono: per anni la scena è stata dominata da una leggenda del back-court, Dimitris Diamantidis. Il premio è rimasto in Grecia, ma ha percorso i resti ideali delle Lunghe Mura e si è posato all’ombra del Pireo: l’ha vinto Bryant Dunston, che ha indossato con orgoglio la divisa dell’Olympiacos dopo che i suoi muscoli d’ebano hanno fatto sussultare per un anno il PalaWhirlpool di Varese. La sua formidabile energia ha protetto il canestro dei Reds e ha trasformato parecchi rimbalzi dubbi in palloni a disposizione dei Campioni d’Europa. I tecnici del Vecchio Continente hanno premiato la sua grande capacità di adattamento e l’impatto della sua prima annata in Eurolega: Dunston non vivrà l’atmosfera magica delle Final Four, ma potrà consolarsi con questo riconoscimento prestigioso e con la consapevolezza di aver regalato all’Olympiacos un trofeo che era stato dominato a più riprese dagli arci-rivali del Panathinaikos.

PRIMI QUINTETTI: UNA PARATA DI STELLE

Keith Langford, Vassilis Spanoulis e Stephane Lasme sono gli unici tre giocatori che sono stati inseriti nei migliori due starting-five della stagione senza aver raggiunto le Final Four. Le formazioni ideali nascondono un paradosso: “El Chacho” Rodriguez è stato selezionato fra i Top 5 anche se non ha mai iniziato una partita per il suo Real Madrid! Il sesto uomo di lusso di Pablo Laso ha ricoperto un ruolo determinate nella formidabile cavalcata dei blancos ed è uno dei principali favoriti per il titolo di MVP: il mistero sarà risolto il prossimo 15 maggio!

Primo quintetto: Sergio Rodriguez (RMB), Keith Langford (EA7), Rudy Fernandez (RMB), Sonny Weems (CSK), Ante Tomic (FCB).

Secondo quintetto: Ricky Hickman (MAC), Vassilis Spanoulis (OLY), Victor Khryapa (CSK), Nikola Mirotic (RMB), Stephane Lasme (PAO).


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