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Primo Mazzolari nel ricordo coinvolgente di fr.Luciano Bernardi(Ofm)

Creato il 26 dicembre 2017 da Marianna06

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Libero in Cristo

Cristo, mio redentore. 
Sono libero 
quando accetto la libertà degli altri. 
Sono libero 
quando riesco ad essere persona. 
Sono libero 
quando non credo nell'impossibile. 
Sono libero 
se la mia unica legge è l'amore. 
Sono libero 
quando credo che Dio è più grande del mio peccato. 
Sono libero 
quando solo l'amore riesce a incantarmi. 
Sono libero 
se mi accorgo che ho bisogno degli altri. 
Sono libero 
quando sono capace di ricevere la felicità che mi regalano gli altri. 
Sono libero 
se solo la verità può farmi cambiare strada. 
Sono libero 
se posso rinunciare ai miei diritti. 
Sono libero 
quando amo il bene del mio prossimo più della mia stessa libertà.

Primo Mazzolari

Primo Mazzolari, ha sofferto ma ha voluto ed è riuscito ad essere molto coerente con se stesso e la sua fede. Io ho avuto la goia di approfondire un poco, durante il mio studio della teologia, con i miei 25 anni, questa figura straordinária di umanitá e di chiesa. Papa Francesco, quest´anno 2017, ha voluto visitare la sua tomba ed ha meditato in silenzio la sua memoria. Ho imparato a conoscerlo e ad amarlo, leggendo i suoi libri che erano e sono ancora gridi appassionati di libertá in favore dei poveri; ho letto anche vari interventi suoi, nel giornale da lui fondato dal titolo "Adesso!". Il mio professore di pastorale applicata mi ha accompagnato e fatto scoprire alcune caratteristiche che anticipavano i tempi di papa Giovanni e del Concilio Vaticano II; aveva allergia al clericalismo trionfalista, con lo svolazzare di talari e cotte; era ecumenico in tempi in cui, quasi questa parola non si pronunciava; la sua opzione per i poveri gli veniva dalla situzione vissuta dai contadini della bassa Lombardia (Cremona) e della sua propria famiglia; non sopportava il regime fascista ed era critico, subito dopo la guerra, con il governo democristiano che, secondo lui, tradiva gli ideali cristiani del Vangelo;  ispirava la sua predicazione e formazione dei laici non nel devozionismo sentimentale ma nella Parola di Dio, scritta nella storia della gente e nella Bibbia; era malvisto ed è stato condannato dalla curia romana e da alcuni vescovi, non perché mostrava cammini sbagliati alla gente ma - questa è bella o brutta - per il modo appassionato con cui parlava e diceva la veritá senza fronzoli; non sopportava il regime fascista di Mussolini e, subito dopo la guerra, criticò fortemente il regime democristiano che secondo lui, tradiva il Vangelo con le sue alleanze e con il barcamenarsi con la destra. Finalmente, quando ormai era in fin di vita, Papa Giovanni lo rivalutò, all´interno della chiesa e lo ricevette in udienza; vedendolo, disse davanti a tutti: "Ecco la tromba dello Spirito Santo della bassa Lombardia". Anche Montini, futuro papa Paolo VI, quando era cardinale di Milano, lo apprezzava e di lui disse: "Don Primo aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti".

(testo tratto da "Ricordi sparsi di gioventù" di Luciano Bernardi )

 a cura di Marianna Micheluzzi

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Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Primo Mazzolari (foto tratta dal web)


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