Primo sì del Senato alla legge anticorruzione, pene più dure e torna il falso in bilancio. Ecco le novità approvate

Creato il 02 aprile 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

Pene più dure, potenziamento degli strumenti di indagine: torna il reato di falso in bilancio. Dopo un confronto a tratti particolarmente accesso, dal Senato è arrivato il primo sì alla legge anticorruzione, che ora passa all’esame della Camera. Un testo che nasce anche da una proposta presentata il primo giorno di legislatura dall’allora senatore Pietro Grasso, poi diventato presidente dell’Assemblea di Palazzo Madama.

L’infografica sulle novità approvate per il falso bilancio (adnkronos.com)

“Aumentano le pene per i reati di mafia, viene reintrodotto il falso in bilancio, l’Anac avrà più potere, le pene saranno più severe per la corruzione nella Pubblica amministrazione”, riassume, soddisfattissimo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Alla fine i sì sono 165, i no 74 gli astenuti 13. Favorevoli i partiti della maggioranza, contrari, con motivazioni diametralmente opposte, M5S e Forza Italia, astenuta la Lega. ”Siamo quelli che hanno affidato a Raffaele Cantone la guida dell’Anac, quelli che con il decreto Madia hanno previsto i commissariamenti per gli appalti pilo­tati come nel caso dell’Expo e del Mose. Lo avevamo promesso a dicembre, lo ripetiamo sempre, chi ruba paga e restituisce fino all’ultimo centesimo”, dice ancora il premier.

La posizione di Renzi e del Pd sulle nuove norme previste dalla legge anticorruzione. “Un ringraziamento sentito ai senatori del Pd e degli altri partiti che hanno approvato questa legge – dice ancora Renzi -. Adesso il testo arrivi presto alla Camera e venga approvato in via definitiva. Contro il malaffare e la corruzione noi ce la stiamo mettendo tutta. Fare ostruzionismo e dire sempre di no è un inganno che forse funziona il tempo di un click ma che gli elettori sanno sempre riconoscere” ”Tra le tante misure, ne ricordo due: l’allungamento dei tempi della prescrizione – fa eco il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda – e la reintroduzione del falso in bilancio. Sarebbero sufficienti queste due norme per aprire uno spiraglio di luce nella durissima guerra contro la corruzione e per meritare il voto anche dei senatori del Movimento 5 Stelle. Capisco il metodo di affidarsi ai sondaggi ma il Parlamento è cosa diversa”.

“Per noi è pannicello caldo”, replica il deputato M5S Danilo Toninelli. Forza Italia parla invece di provvedimento anticostituzionale, che altera l’equilibrio del sistema sanzionatorio e non tiene conto dell’evoluzione dei fenomeni corruttivi. (ADNKRONOS)


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