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Profano, Trouvaille; Insegna; Rovinata

Creato il 23 ottobre 2019 da Chinalski

Profàno
Dal latino profanus, composto di pro- ‘davanti’ e fanum ‘tempio, luogo sacro’; quindi propriamente ‘che sta fuori del sacro recinto’.
Aggettivo.
1. Che non ha carattere sacro, che è estraneo o contrario a ciò che è sacro e religioso: la certa origine della storia universale profana, e della di lei perpetuità con la sacra, la qual’è più antica d’ogni profana (Vico); chiesa ormai sconsacrata e adibita a usi profani; Odor sacro e profano d’incensi e di belletti! (Gozzano).
Amore profano: quello rivolto a esseri umani, non a Dio; Amor sacro e Amor profano, titolo dato comunemente a un dipinto del Tiziano; sostantivato con valore neutro: mescolare il sacro al profano, in senso estensivo, mettere insieme cose diverse e opposte fra loro.
Che ha per argomento motivi terreni, mondani, non religiosi: poesia, musica profana; discutere di argomenti profani.
2. (estensione) Che è indegno di toccare, sentire o vedere persone o cose sacre: mani, occhi, orecchie profani; Lungi, o labbra profane: al labbro solo De la diva che qui soggiorna e regna Il castissimo calice si serbi (Parini); la terra … sacre le reliquie renda Dall’insultar de’ nembi e dal profano Piede del vulgo (Foscolo).
Che viene meno al rispetto dovuto a cose, luoghi e persone sacri, che ne contamina la sacralità, quindi, spesso, empio, sacrilego: lingua profana; parole, frasi profane.
3. (letterio, antico) Che non è iniziato ai misteri religiosi: via, via profani, … itene lunge Dal bosco tutto (Caro, traduzione di Virgilio).
In senso figurato, per lo più come sostantivo, chi non ha il diritto di entrare in un luogo: e me rapisci Invisibil con te fra li negati Ad ognaltro profani aditi sacri (Parini).
Nell’uso comune, che è inesperto, non competente, non preparato in un’arte, una disciplina, un determinato settore di attività: sono profano di musica, di pittura; come sostantivo: non posso dare giudizi in merito perché sono un profano; per estensione, che appare privo di stile e di raffinatezza, che mostra gusti facili e banali: è gente profana.
Volgo profano: la gente comune, piuttosto ignorante (ricordo dell’oraziano profanum vulgus, ove profanum significa «non iniziato ai misteri della poesia»); come sostantivo, i profani, le persone prive di specifiche conoscenze o competenze: il discorso dev’essere comprensibile a tutti, anche ai profani.
4. Il significato che la parola ha in Dante, con riferimento ai golosi, è controverso: Volgonsi spesso i miseri profani (Inferno VI, 21), intesi da alcuni come peccatori, da altri come disgraziati, abbandonati da Dio; significato, quest’ultimo, che il vocabolo ha anche in altri testi antichi, per esempio in Boccaccio (Teseida II, 71): i cittadin tebani, Le donne e’ vecchi e’ piccioli figliuoli Rimasi in quella miseri e profani, dove il secondo aggettivo costituisce un rafforzamento sinonimico del primo.

Una (parola) giapponese a Roma

Trouvaille [tru’vaj]
Voce francese, derivato di trouver ‘trovare’.
Sostantivo femminile invariabile.
Scoperta fortunata e spesso fortuita, relativamente a idee originali, interessanti, specialmente in ambito critico, artistico, letterario: l’ultima trouvaille sull’opera dantesca; anche con riferimento a oggetto trovato casualmente, rovistando tra vecchie cose: nei mercatini della domenica si possono fare delle trouvaille interessanti.

La creatività insegna

Marina Geymonat ci segnala che il ristorante pizzeria Roma, a Roma (e già questo varrebbe una citazione) è gestito dalla società La Porsc.

La parola rovinata

IRRIDESCENTE
Che ne dice di tutti i colori,

Di Pietro Scalzo.

(Ma anche: Di superficie che presenta i colori dell’iride con riflessi cangianti, in contrapposizione con le altre superfici tristi e monotone, ah ah, poverine.)


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