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Proroga dei contratti di locazione soggetti a cedolare secca - novità

Creato il 01 maggio 2017 da Gaetano61
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In materia di imposizione sulle locazioni immobiliari, dal 2011 è in vigore il regime della cosiddetta "cedolare secca", per il quale l'imposta è applicata separatamente sul reddito relativo ai canoni di locazione. Mentre nel regime ordinario di tassazione, i canoni di locazione si sommano agli altri redditi riferiti al contribuente - con la possibilità di vedersi applicata un'aliquota superiore a causa della progressività del sistema - con la cedolare secca questo effetto viene sterilizzato, grazie all'applicazione di un'aliquota fissa del 21% o del 10%, a seconda del tipo di contratto stipulato.
Il decreto fiscale 193/2016 collegato alla Legge di stabilità 2017, ha introdotto una importante novità in materia: dal 3 dicembre 2016, nel caso in cui il locatore, allo spirare della scadenza contrattuale, non confermi all'Agenzia delle Entrate l'opzione per il regime della cedolare secca già esercitata in sede di registrazione del contratto, questo rimane comunque applicabile, a condizione che il contribuente mantenga un comportamento coerente, versando gli acconti per la cedolare secca e indicando il reddito percepito nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi riportando l'opzione per il regime agevolato. La novità, secondo la circolare n. 8 del 7 aprile scorso dell'Agenzia delle Entrate (qui), ha effetto retroattivo. Per effetto del decreto fiscale 193/2016, in caso di mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione con cedolare secca, si applicano le seguenti sanzioni:
100,00 €, se la comunicazione avviene con un ritardo superiore a 30 giorni (cioè oltre 60 giorni successivi alla data della proroga);
50,00 €, se la comunicazione della proroga avviene con un ritardo non superiore a 30 giorni (cioè entro 60 giorni dalla data della proroga).

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