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Prostituzione minorile, nichilismo contemporaneo e tanta voglia di educazione greca classica

Creato il 14 aprile 2013 da Cremonademocratica @paolozignani

Rilancio come articolo il commento di claudia cremonesi, che parla fra l’altro di prostituzione minorile e, richiamando Umberto Galimberti, di una via d’uscita dagli effetti malefici del nichilismo etico imperante: l’educazione classica, greca!

Anch’io penso che la prostituzione sia denigratoria per ambo i sessi ma è un comportamento che molto difficilmente si potrà cancellare per ragioni storiche e culturali diverse e troppo complesse per essere trattate in un post. La Germania ha creato luoghi come Madonna di Bochum ed altri centri simili a questo, certamente discutibili ma sicuri, regolamentati e controllati dalle forze dell’ordine. In questo modo le prostitute sono state liberate dalle mani della malavita, che le riduce in carne da macello, e l’esodo delle prostitute dell’est è diventato volontario, come quello degli altri paesi, facendone una scelta di vita personalissima.

Platone

Platone

Le tasse vengono regolarmente pagate – i volumi d’affari per lo stato tedesco sono impressionanti – perché dietro ad ogni prestazione la prostituta o il prostituto rilasciano regolare ricevuta al proprio cliente. Recentemente i sindacati tedeschi hanno chiesto ed ottenuto l’applicazione di uno sconto del 30% sulle tariffe standard per i disoccupati, piaccia o non piaccia, ma una cosa è certa: in Germania il welfare funziona anche in questi casi!
Se molta gente vuole il ritorno delle case chiuse, forse una ragione ci sarà e non è solo un problema di ordine pubblico.
C’è invece un tema scottante del quale poco si parla, se non come fenomeno sociale giovanile, ma che invece, a mio parere, si tratta di prostituzione minorile a tutti gli effetti: ovvero fare sesso a fronte di regali, viaggi, discoteche, droghe, ricariche telefoniche, abiti di lusso, trattamenti estetici etc…
Molto spesso i giovani vengono intervistati e dichiarano, specie le ragazzine, che lo fanno perché si divertono, perché è un gioco, perché gli piace e perché non c’è niente di male…….ma si tratta di minori che scambiano o barattano sesso con merce, e che quindi si prostituiscono! Non c’è altra definizione possibile, se non fingere a se stessi una verità di cui ci si vergogna profondamente: FARE LA PUTTANA!

English: Child Prostitute. Photo from the Poli...

English: Child Prostitute. Photo from the Police Archive, Berlin Deutsch: Kinderprostituierte, aus dem Polizeiarchiv von Berlin (Photo credit: Wikipedia)

Tutti sappiamo cosa succede nei bagni delle scuole e delle discoteche, alle feste private e non, ma nessuno osa dire che ciò che avviene in questi luoghi è PROSTITUZIONE e che i nostri figli sono esattamente come le escort e come le rumene che battono!!! Dov’è la differenza?
Se si continuerà a parlare di sesso fra i minori come un gioco o un divertimento la pedofilia si diffonderà a macchia di leopardo, i giovani ne faranno un modus vivendi che crescendo useranno anche nella loro vita professionale per fare carriera o per ottenere un incarico, e prostituirsi diventerà il modo più semplice per fare soldi in poco tempo e poi godersela.
Ma non è così e, una volta che sei dentro nel giro, uscirne è impossibile, come avviene per il gioco d’azzardo o per la droga.
La politica può fare molto rieducando i giovani ad un approccio con il sesso più responsabile visto in un’ottica di crescita personale consapevole, di amore per lse stessi e per la propria sessualità, di grande condivisione con la persona amata. Ma qui nasce il vero problema,
Umberto Galimberti, nel suo libro “L’ospite inquietante”, definisce il nichilismo la genesi del “mal du siècle” post romantico che affligge i giovani di oggi, davanti al quale le famiglie si allarmano e la scuola non sa cosa fare, e dove solo il mercato si interessa a loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere qualche promessa.
Come mettere alla porta l’ospite inquietante? Insegnando ai giovani “l’arte del vivere”, come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.
Un invito a te Paolo di non dimenticare nelle tue pagine un tema così delicato e un invito ai politici – che si arrabattano per una briciola di potere – di tornare ad essere più responsabili della nostra vita che dei nostri voti. Forse riuscirebbero a fidelizzare di più l’elettore!


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