Allora, eccoci alla parte seconda. L'utilizzo vero e proprio. Post con la prima parte Comincio ad utilizzarlo, lo faccio senza leggere istruzioni, vado ad intuito e testo quanto è ergonomico (dai, in sole 4 righe sono nuovamente riuscito ad usare il termine ergonomico). Direi che si capisce bene tutto, le istruzioni servono per apprendere i trucchi (poi ne parliamo) ma l'utilizzo è comunque intuitivo. Se proprio devo fare una critica, non amo la tastiera con le lettere raggruppate, avrei preferito una qwerty. Però credo che si tratti di abitudine e non incide significativamente sui tempi di ricerca. Mi ha comunque riportato ad un'era pre-smartphone durante la quale ero un mago di SMS scritti con la tastiera fatta in questo modo. Cioè di colpo mi son sentito quasi dieci anni più giovane, ammazza se son bravi al marketing TomTom....Un prodotto ringiovanente e non è una crema. Torniamo seri. Per quanto ci è possibile, ovvio. Le prime volte che lo si usa ti chiede un mucchio di cose, poi impara e riconosce dove sei già stato, cosa hai già puntato, ovvio. Ad un primissimo utilizzo le cose che ho apprezzato sono: la dimensione dello schermo, veramente ampio, ben illuminato e facilmente leggibile senza distrarsi dalla strada; il passaggio veloce dalla visualizzazione 3D a quella 2D e viceversa. Per me che sono amante delle cartine e mi piace capire dove sono, è una bella funzione. Fra l'altro molto utile. Torniamo un attimo sullo schermo. Mi piace che non passi da orizzontale a verticale: pare che ho detto una boiata (e per buona parte lo è, in effetti) però i navigatori che cambiano orientamento, se non lo blocchi, quando pieghi si invertono. Ho capito che solo io posso dimenticarmi di non bloccarlo e solo io piego così tanto da far sbarellare l'accelerometro. Un minuto di silenzio, ho già usato il vocabolo “ergonomico” e adesso pure “accelerometro”, attendo con trepidazione il Nobel. Tornando a noi, fra le cose buone dello schermo c'è che anche il sole puntato contro non lo infastidisce e noi che non siamo dentro ad un abitacolo lo apprezziamo. Logico che quando si marcia col sole alle spalle un po' di nitidezza si perda, però diaicmo che per l'impossibile ci stiamo lavorando... Il segnale è sempre buono, mai in ritardo. A velocità da codice si legge bene, i tempi sono giusti, le indicazioni tempestive arrivano via "denteblu" direttamente nel casco. Se si accelera un po' rimane valido. Se invece spingete forte....guardate la strada che è meglio. Non resisto molto alla tentazione e uso anche la funzione “strade tortuose”. Mi pare più una roba di marketing che non vera e propria, sono titubante.
Diciamo che usata in zone che conosco è una valida conferma. Poi decido che come uso “ignorante” il test è finito e comincio a studiare. Ecco, dopo aver studiato e capito qualcosa in più devo dire che la funzione “strade tortuose” ha il suo perchè. Ovviamente, se da una via di una città dovete andare ad un'altra non è che crea un passo di montagna in mezzo alla città a nostro uso e consumo, le strade quelle sono, però lavora bene. Anche se da Forlì dovete andare al Muraglione non è che vi fa passare dai Monti Sibillini. E' utile per un'alternativa quando si è proprio fuori dalle nostre conoscenze. Per chiarire è molto di più che la funzione "evita strade con pedaggio" o "evita autostrade", però si può utilizzare alla stessa stregua: sono fuori, devo andare fino a "città di fantasia" e non voglio sbattermi strade noiose, vediamo cosa propone il TomTom.
L'ho testata bene in tre giorni di Toscana in cui ho messo il piacere mio e di chi era via con me in mano a questa funzione. Diciamo che l'esperimento è riuscito, chiedete conferma a Maybe.
Il consiglio, se pensate di usare questa funzione, è di creare itinerari con meno punti fissi possibili.
Quando l'ho capito ho messo il punto di arrivo e ho lasciato fare all'opzione.