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Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 2 #GIANLUCA MOROZZI

Creato il 24 luglio 2010 da Fabry2010

Pro/vocazioni. Dieci domande a scrittori e poeti italiani. 2 #GIANLUCA MOROZZI

a cura di Franz Krauspenhaar

Dieci domande secche (o delle 100 pistole) a scrittori e poeti italiani. Sempre le stesse domande per tutti, non si scappa. Scrittori e poeti giovani e meno giovani, famosi e poco conosciuti. Domande provocatorie (forse) sulla vocazione letteraria. Uno spaccato, un ritratto, un modo di vederci più chiaro, uno spunto per approfondire una conoscenza. Uomini e donne che fanno della loro vita un romanzo non solo da continuare a vivere ma anche da continuare a scrivere. O sotto altre forme della scrittura, come la poesia. Un modo per essere al mondo ed esprimere non solo se stessi ma proprio questo mondo che noi siamo e allo stesso tempo ci contiene.

Sei uno scrittore. Chi te lo fa fare?

Intanto: non so fare altro. L’unica cosa che so fare bene è scrivere. Per una bizzarra coincidenza, è anche l’unica cosa che ho sempre voluto fare da quando ho capito che non avrei mai giocato nel Bologna in serie A (e l’ho capito a quindici anni). E’ anche la cosa che mi dà da mangiare, mi consente di pagare l’affitto, di svegliarmi quando mi pare, e di divertirmi immensamente. Non mi sembra poco.

Amori e odi letterari. Per favore alla voce odi non citare solo gente defunta.

Amori, tanti. Paolo Nori, Chuck Palahniuk, Philip Roth…. Per quanto riguarda l’odio, diciamo che non è la parola giusta, ma Amelie Nothomb, diciamo, o Paulo Coelho, non sono esattamente i miei scrittori preferiti.

Quanto pensi di valere? Per favore rispondi non in scala da 1 a 10 ma con un discorso articolato.

Onestamente? Penso di valere molto. In prospettiva, magari. Ho moltissime idee, la pagina viene fuori velocemente e senza intoppi, il ritmo è quello giusto… poi ho un miliardo di limiti e di difetti, ma sto lavorando per eliminarli e migliorarmi. Già adesso non sono proprio uno scrittore disprezzabile, ma libro dopo libro diventerò ancora più bravo (e chiedo scusa per il termine da quinta elementare).

Cosa pensi dell’amore? (Rispondi a parole tue.)

L’amore è non avere alcun dubbio. Forse per questo le mie relazioni sono tutte finite. Troppi dubbi.

Pensi che Dio, che tu ci creda o no, è ancora “materiale letterario”?

Senza essere irriverente (per quanto agnostico, ho il massimo rispetto possibile per i credenti): può essere materiale letterario anche una sedia, figurarsi Dio.

Sei invidioso?

Mai stato. Non conosco la noia, non conosco l’invidia. Per fortuna.

Preferisci una notte d’amore stupenda con il partner ideale o una maxirecensione di D’Orrico?

Questo mi costerà molte battute sarcastiche da parte delle mie ex fidanzate, ma datemi la maxirecensione. Notti d’amore stupende ne ho avute parecchie, per fortuna.

Cosa pensi del Nobel della Letteratura a Bob Dylan? Sei favorevole o contrario?

Assolutamente favorevole. Voglio dire, lui è Bob Dylan. Non devo neppure stare a spiegare perché se lo merita. Basta dire: lui è Bob Dylan. Punto.

Da un punto di vista estetico ti sembra giusto che lo Strega l’abbia vinto Pennacchi e non l’Avallone?

Da un punto di vista estetico? Silvia Avallone è una bellissima ragazza, una splendida persona e una cara amica, quindi la risposta è scontata…

Progetti per il futuro?

Il 23 settembre esce il mio nuovo romanzo per Guanda, “Cicatrici”. Tra fine 2010 e inizio 2011 dovrebbero seguire un romanzo scritto a quattro mani e una raccolta di racconti editi e inediti. Ho già consegnato a Guanda il romanzo per l’anno prossimo, e sto scrivendo il romanzo del 2012, quello da consegnare ai Maya con timore, rispetto e ammirazione. Poi ho da scrivere un saggio su Andrea Pazienza e uno (molto più narrativo) su Bob Dylan. E ho varie antologie a cui partecipare. Non prevedo di annoiarmi nei prossimi dieci anni della mia vita.

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. I suoi libri finora pubblicati sono:

Despero (Fernandel 2001; Guanda 2007), Luglio, agosto, settembre nero (Fernandel 2002), Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (Fernandel 2003), Accecati dalla luce (Fernandel 2004), Blackout (Guanda 2004; TEA, 2007), L’era del porco (Guanda 2005; TEA 2008), Le avventure di zio Savoldi (con Paolo Alberti, Fernandel 2006), L’Emilia o la dura legge della musica (Guanda 2006), L’abisso (Fernandel 2007), Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda 2009, TEA 2010), Il rosso e il blu (Castelvecchi 2009), Nato per rincorrere (Castelvecchi 2010), Cicatrici (Guanda 2010, in uscita).



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