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Psiconews: sparisce la distinzione tra figli "legittimi" e "naturali"

Da Studiopsicologiatorino @StudioPsyTorino
Il Consiglio dei Ministri ha eliminato, approvando il decreto legislativo in materia di filiazione, qualsiasi forma di distinzione tra figli "legittimi" e "naturali" , cioè nati o meno all'interno di un matrimonio.
Lo scorso anno era stata approvata una legge di riforma in materia che equiparava figli naturali e legittimi, lasciando però i due aggettivi.
Con questo decreto spariscono gli aggettivi prima della parola "figlio" all'interno del Codice Civile: niente più figli di "serie B".
Le nuove norme applicano anche ai figli nati del matrimonio gli stessi diritti in materia di successione; gli adottati minorenni acquisiscono lo stato di figlio "nato nel matrimonio".
Dalla definizione di "potestà genitoriale" si passa a quella di "responsabilità" genitoriale, privilegiando il "superiore benessere dei figli minori"; vengono ampliati i diritti dei nonni a mantenere rapporti significativi con i minori (fermo restante il benessere di questi ultimi). Infine, viene specificata la nozione di abbandono che prevede la segnalazione ai Comuni da parte dei tribunali per i minorenni che si trovino all'interno di nuclei familiari indigenti.
Da segnalare anche una modifica all'Art. 53 del Codice Civile, che introduce e regola le procedure d’ascolto dei minori nelle azioni che li riguardano direttamente (ad es. separazioni e divorzi.)
Questo decreto rappresenta un grande segno di civiltà.
Eliminare le distinzioni tra figli nati fuori/dentro il matrimonio cancella quella disuguaglianza che da troppo tempo il Codice si portava dietro, ottemperando non solo alle indicazioni internazionali, ma anche a più elementari diritti costituzionali.
"Categorizzare" i figli rischiava di trasporre le disuguaglianze anche a livello familiare, con ripercussioni sul piano educativo, affettivo e relazionale. 
Il nostro auspicio è che queste modifiche legislative siano seguite anche da un cambiamento di quelle mentalità che ancora troppo spesso discriminano i bambini a 


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