Putin e la censura sul voto in Russia. Metodo berlusconiano o staliniano?

Creato il 04 dicembre 2011 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

Putin e la censura sul voto in Russia.
Metodo berlusconiano o staliniano?

a cura di Iannozzi Giuseppe

Bloccati i siti web dell’opposizione. Presunti hacker avrebbero attaccato alcuni siti che forniscono dati indipendenti sulle elezioni. I media ufficiali rimarrebbero dunque gli unici, accessibili dal grande pubblico, a fornire informazioni sul voto. Il sito web Golos.ru, che fa capo a un gruppo parzialmente finanziato dalla Commissione europea, è stato chiuso alle 6 del mattino (ora di Mosca, le 3 in Italia). Nel mirino degli hacker sono finiti anche il sito della radio Ekho Moskvy, molto critica con il Cremlino, e quello di publicpost.ru, altro organo di informazione indipendente.

Siamo di fronte a un vero e proprio atto di forza: di censura di stampo berlusconiano, o solo staliniano? Vladimir Vladimirovič Putin teme la sconfitta. Sa di non essere nulla affatto amato dal popolo. Capitalismo. Comunismo. Socialismo. Tutti mirano a una e una sola cosa: gli scranni del Potere. E nessuno mai alla democrazia.

Putin è sotto nei sondaggi, resta però ancora il favorito: grazie all’oscuramento dell’informazione dell’opposizione!
L’attuale premier russo Putin ha dichiarato, senza mezze misure, di aspettarsi “un buon risultato per Russia Unita”, ovverdo dal partito di cui lui è il leader. Quasi superfluo sottolineare che Putin è una gravissima minaccia per l’Europa (e non solo), per la democrazia ridotta oramai un po’ dappertutto ai minimi termini.

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