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Qatar: Lavoratori migranti sfruttati sui cantieri dei Mondiali di calcio - Amnesty International

Creato il 23 dicembre 2014 da Stefano Pagnozzi @StefPag82
Qatar: Lavoratori migranti sfruttati sui cantieri dei Mondiali di calcio - Amnesty International
Un nuovo rapporto intitolato “The Dark Side of Migration: Spotlight on Qatar construction sector ahead of the World Cup”  Amnesty International denuncia gli abusi nel settore della costruzione in Qatar dove lavoratori impiegati su progetti multimilionari, legati anche ai Mondiali 2022, sono vittime di sfruttamento e di condizioni al limite del lavoro forzato.
Il rapporto, basato su interviste con lavoratori, datori di lavoro e funzionari governativi, documenta una varietà di abusi nei confronti della manodopera migrante: il mancato pagamento dello stipendio, condizioni di lavoro disumane, standard di alloggio scioccanti. I ricercatori hanno pure incontrato lavoratori ai quali il datore di lavoro ha impedito per mesi di lasciare il paese, intrappolandoli in Qatar senza via di uscita.
Gli atteggiamenti discriminatori nei confronti dei lavoratori migranti in Qatar, molti dei quali provengono dall’Asia del Sud o dal Sudest Asiatico, sono la norma. Un ricercatore di Amnesty International ha sentito il responsabile di un’impresa di costruzione parlare “degli animali” riferendosi ai manovali.
Presenza di multinazionaliSecondo le ricerche di Amnesty International alcuni dei lavoratori vittime di abusi lavoravano per subappaltatori di grosse aziende multinazionali come Qatar Petroleum, Hyundai E&C e OHL Construction. In un caso i lavoratori di un’azienda fornitrice di materiali indispensabili per un cantiere legato alla progettazione della sede FIFA durante i Mondiali 2022 hanno subito seri abusi in materia di diritto del lavoro.
Dei manovali nepalesi impiegati dallo stesso fornitore hanno detto di essere “trattati come bestiame”: lavoravano fino a 12 ore al giorno, sette giorni alla settimana, anche durante i torridi mesi estivi.
L’organizzazione ha contattato varie grosse aziende in merito ai casi di abuso che ha documentato. Molte di queste hanno espresso grossa preoccupazione per quanto rivelato dalle indagini di Amnesty International e altre hanno affermato di voler svolgere delle indagini interne. Un’azienda ha detto di aver deciso di migliorare il proprio sistema di controllo  in seguito a quanto rivelato dall’indagine di Amnesty International.
Responsabilità della FIFA e del QatarAmnesty International si rivolge alla FIFA, esortandola a lavorare con le autorità del Qatar e con gli organizzatori dei Mondiali di calcio per prevenire questi abusi.
“Le nostre indagini mostrano un livello di sfruttamento allarmante nel settore della costruzione in Qatar. La FIFA ha il dovere di mandare un messaggio forte all’opinione pubblica e dire che non tollererà violazioni dei diritti umani sui cantieri dei Mondiali,” ha dichiarato Danièle Gosteli Hauser, responsabile Economia e diritti umani di Amnesty International. “Il Qatar sta reclutando lavoratori migranti a un ritmo impressionante per sostenere il boom del settore della costruzione: la popolazione di lavoratori aumenta di 20 persone all’ora. Molti migranti arrivano in Qatar pieni di speranze, che vengono spazzate poco dopo il loro arrivo. Non c’è tempo da perdere: il governo deve agire ora per mettere fine agli abusi.”
Casi di lavoro forzatoIl rapporto identifica dei casi al limite del lavoro forzato. Dei manovali hanno detto di vivere nella paura di perdere tutto: minacciati con penali, la deportazione o la perdita del guadagno se non si fossero presentati al lavoro anche se non erano pagati.
Amnesty International ha potuto documentare casi nei quali i lavoratori venivano ricattati dai datori di lavoro se volevano lasciare il paese. I ricercatori hanno visto 11 uomini firmare, davanti a un funzionario statale, dei documenti nei quali confermavano -  affermando il  falso -  di aver ricevuto il proprio stipendio in modo da poter tornare in possesso del proprio passaporto e lasciare il Qatar. L’organizzazione esorta il governo a mettere in atto una revisione approfondita del sistema dello “sponsoring” che vieta ai lavoratori di cambiare lavoro o lasciare il paese in assenza del consenso del datore di lavoro.
Condizioni sanitarie e di sicurezza catastroficheMolti lavoratori hanno segnalato condizioni sanitarie e misure di sicurezza carenti sul posto di lavoro. A inizio anno un rappresentante del più importante ospedale di Doha ha affermato che nel 2012 oltre 1000 persone erano state ammesse in traumatologia per cadute dall’alto sul posto di lavoro. Il dieci percento sono rimaste disabili in seguito agli incidenti, e il tasso di mortalità è stato indicato come “significativo”.
I ricercatori hanno inoltre potuto verificare che i lavoratori migranti vivono in condizioni squallide, in alloggi sovraffollati senza aria condizionata, esposti a fognature traboccanti o fosse biologiche scoperte. In molti campi mancava l’elettricità e i ricercatori hanno individuato un folto gruppo di uomini che viveva senza acqua corrente.
Informazioni supplementariAmnesty International ha intervistato circa 210 lavoratori migranti impiegati nel settore della costruzione, tra questi 101 colloqui individuali, nel corso di due visite in Qatar nell’ottobre e nel marzo 2013. L’organizzazione è pure stata in contatto con 22 imprese coinvolte in cantieri in corso in Qatar, sia telefonicamente, con riunioni o corrispondenza scritta. I ricercatori hanno avuto almeno 14 incontri con rappresentanti del governo del Qatar, tra i quali i Ministeri degli Affari esteri, degli Interni e del Lavoro.
da: amnesty.ch

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