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Quagliarella in Procura: non conosco camorristi, sono andato via da Napoli per motivi tecnici.

Creato il 01 novembre 2011 da Yourpluscommunication

Quagliarella in Procura: non conosco camorristi, sono andato via da Napoli per motivi tecnici.Nella giornata di lunedì 31 ottobre, poco prima delle nove, Fabio Quagliarella, immortalato dalle telecamere di Sky varca la soglia della Procura della Repubblica di Napoli in veste di potenziale testimone mentre è assente l’ex allenatore del Bologna, Alberto Malesani, ora alla guida tecnica del Genoa.

All’ex centravanti del Napoli e della nazionale italiana sono state fatte domande circa eventuali suoi rapporti con Paolo Carolei, esponente di spicco del clan D’Alessandro, potente organizzazione camorristica attiva nella zona di Castellammare di Stabia e dei comuni limitrofi, ed anche della decisione della società azzurra di venderlo alla Juventus poche settimane prima dell’inizio dello scorso campionato.

E’ doveroso ricordare che Fabio Quagliarella ed Alberto Malesani sono da considerare estranei ad ogni tipo di contatto con il sistema criminale del potente clan stabiese dei D’Alessandro, e le domande ricevute dai pubblici ministeri sono state rivolte esclusivamente per cercare di fare chiarezza su un presunto volume di scommesse clandestine giocate nel corso degli ultimi due campionati della Serie A.

I magistrati chiedono all’attaccante Quagliarella: perché è stato venduto alla Juventus l’anno scorso?
Perché il Napoli si è affrettato a vendere un giocatore strappato un anno prima all’Udinese e ricercato da tanti team di prima fascia in Italia ed in Europa, Russia compresa? C’erano forse problemi di natura ambientale che hanno spinto i vertici societari del Napoli a rivedere le proprie strategie di mercato?

Domande queste, alle quali non si è sottratto di rispondere Fabio Quagliarella che ha specificato di non conoscere esponenti della camorra stabiese, pur essendo nativo di Castellammare, oltre che rispondere come la cessione dal Napoli alla Juve, di poche settimane prima dell’inizio dello scorso campionato calcistico è avvenuta per questioni esclusivamente tecniche, per divergenze nate per motivi che nulla hanno a che vedere con questioni di natura “ambientale”.

Non poteva non mancare un’altra domanda all’ex bomber del Napoli e della Nazionale, circa la famosa partita Napoli-Parma della primavera del 2010, terminata con una inattesa sconfitta per gli azzurri per 3 a 2.

Una partita discussa, al centro di indagini differenti, alimentate anche da prospettive diverse: è la partita in cui viene immortalato, a bordo campo, Antonio Lo Russo, figlio del Capitone, boss della camorra napoletana, è la partita in cui si sarebbe registrato un flusso anomalo di scommesse tra il primo e secondo tempo che prevedevano la vittoria del Parma, attraverso le cosiddette giocate live nonostante il risultato fosse, alla fine del primo tempo, di 1-0 per il Napoli, ed è anche la partita nella quale Fabio Quagliarella viene espulso al termine di un raptus agonistico da imputare esclusivamente a motivi agonistici.

Su Napoli- Parma Quagliarella si è limitato a dire di essere stato espulso, facendo comprendere inoltre che la società del Napoli non ha mai intentato un ricorso come pure avrebbe dovuto.

Il resto, al momento sono pure e semplici interpretazioni, in virtù delle quali il presidente De Laurentis ha preferito vendere Quagliarella, giocatore originario della provincia di Napoli costruendo una squadra di atleti sud americani invece che di giocatori napoletani.

Non si è invece presentato in procura l’allenatore del Genoa Alberto Malesani che verrà comunque sentito nelle prossime settimane in procura.

Intanto continuano senza sosta le indagini del capitano Alessandro Amadei, in forza al reparto investigativo di Torre Annunziata, che dopo essere partiti da Castellammare di Stabia sono arrivate davvero in alto.

Al momento sono almeno 30 le partite finite sotto i riflettori, partite che vanno dalla nostra Lega Pro- la vecchia serie C- alle serie maggiori interessando anche campionati stranieri come la Liga Spagnola ed il campionato argentino, tanto è vero che in corso, ci sono richieste di rogatorie, per interrogare ad esempio Hector Cuper, allenatore del Racing di Santander, con l’obiettivo dichiarato di mettere a fuoco il ruolo importante dei colletti bianchi del crimine, gente in grado di riciclare tanto denaro sporco, ma anche di scommettere e vincere grazie ai contatti giusti.

Giuseppe Parente

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