Avere un animo libero e viaggiatore, spesso, può diventare controproducente, già avevo affrontato questo argomento qualche mese fa parlando della dannazione di essere una viaggiatrice, ma se ce l’hai nel sangue, purtroppo o per fortuna, è impossibile ignorarlo.
Ti stai avvicinando ai trentanni e non sai qual è il tuo posto, sbatti la testa provando strade diverse ma sembra sempre di finire in un vicolo cieco, eppure l’importante è non stare fermi.
Viaggiare è il mio modo per trovare la mia strada, per capire qual è il mio posto. Sono partita per l’Australia per capire se quella poteva essere la mia strada, e mi ci è voluto un po’ per decidermi a buttarmi tra dubbi pre-partenza e paure un po’ in generale, ma alla fine ho preso e son partita e se tornassi indietro lo rifarei, per il semplice fatto che ogni lasciata è persa e che, quando è possibile, bisogna saper cogliere l’attimo.
Forse mi serviranno ancora tanti viaggi e altrettante disavventure in metropolitana, prima di capire quale sarà il mio posto, ma insomma, si vive anche per rischiare un pochino, altrimenti sapete che palle?
Scommetto che un po’ il tarlo ve l’ho messo, dopotutto un po’ tutti noi sentiamo la necessità di scoprire e capire qual è il nostro posto, è una domanda che nasce e cresce con noi, inevitabilmente, per cui bisogna imparare a conviverci e anche un po’ a trovare delle possibili risposte.
Alla luce di ciò, la domanda è questa: meglio andare a vivere alla Canarie o ai Caraibi?