Quarta regola del successo per scrittori: sii positivo!

Creato il 12 marzo 2016 da Studio83

Scrivere è un'attività solitaria e risponde a esigenze personali: tutti noi autori siamo spinti da motivi diversi e seguiamo pratiche diverse, spesso completamente opposte.

Se però ragioniamo in termini di successo, le cose cambiano: ci sono alcune regole che faremmo bene a seguire, per rendere la nostra esperienza con la scrittura un'attività felice, piena di soddisfazioni e che ci porti ad arricchire la nostra vita da tanti punti di vista.

Lo scrittore e blogger James Scott Bell ha individuato sette regole del successo: a partire da un'analisi orientata su persone che sono diventate ricche e si sono fatte da sole, ha adattato le stesse pratiche anche al caso di chi scrive.

Ne abbiamo parlato qui sul blog con una serie di post dedicata proprio alle sette regole di successo per scrittori. E ho proposto la traduzione integrale del post di Bell "Le sette regole del successo per scrittori" sul mio blog L'arte di scrivere felici.

Abbiamo imparato che per avere dei buoni risultati è importante essere tenaci, sia dal punto di vista pratico che da quello psicologico e spirituale, nel post: Prima regola del successo per scrittori: Sii tenace!

Lavorare su se stessi per darsi degli obiettivi realistici è altrettanto importante: per impostare un percorso che ci porti da qualche parte e realizzi le nostre mete. Seconda regola del successo per scrittori: Obiettivi realistici!

Inoltre, trovarsi un mentore, un bravo insegnante e una figura di riferimento alla quale ispirarsi, imprime una bella spinta al nostro cammino e ci permette di viverlo in un contesto amico e in modo meno solitario. La Terza regola del successo per scrittori: Trovati un mentore!

La quarta regola del successo per scrittori, di cui vorrei parlare oggi, è quella che recita: sii positivo!

La positività è una virtù tra le più importanti: è in grado di migliorare profondamente la nostra vita sotto ogni punto di vista. Allo stesso tempo, è un concetto travisato, banalizzato, venduto in audiocorsi e libri da tre lire che si fermano troppo spesso alla superficie delle cose.

Attenzione! Essere positivi e ottimisti è una cosa ben più profonda del sorridere a tutti, del dirsi "ce la posso fare!" cinque volte ogni mattina, del camminare con le spalle dritte e dell'ignorare gli insuccessi.

Essere positivi significa anzi contemplare la possibilità del fallimento. Di più: accettare, e non negare, la sofferenza, il dolore, il senso di perdita che spesso proviamo quando ci capita qualcosa di brutto o semplicemente frustrante.

Il punto è quello che accade prima e dopo questi brutti momenti. Quanto lavoriamo su noi stessi, sul nostro senso del contesto, sulla capacità di provare gratitudine quando le cose vanno bene.

Io penso che tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti. Non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi.
(Jim Rohn)

Il bravo scrittore, si sa, è attento ai dettagli per poter scrivere in modo accurato e vivido. Ma quanto è attento ai dettagli della sua stessa vita?

Anche gli scrittori hanno bisogno di essere grati, perché sono in grado di scrivere. E grati per l'opportunità di pubblicare. Inoltre, non devono svilire i compagni autori.

Credi nelle tue infinite scelte. Coltiva l'amore per la scrittura, quello che ti fece incominciare, in prima battuta.

Bell ci fornisce in queste poche frasi tanti spunti di riflessione. E come primo elemento di positività indica proprio la gratitudine. Un sentimento troppo spesso messo in secondo piano, ma in grado di rivoluzionarci la vita quando lo applichiamo alle cose di ogni giorno e alle piccole conquiste di ogni nostra pagina scritta. Proprio lì abbiamo il reale potere di fare qualcosa, in fondo.

Sono quindici anni che scrivo, dieci che lavoro come editor indipendente e la mia esperienza va tutta in questo senso: se ti comporti in modo corretto e con positività, cose buone arriveranno e le persone giuste ti aiuteranno. Ne ho parlato in un post intitolato "Il circolo virtuoso della pubblicazione". Lì, ho riportato esempi pratici eìconsigli operativi per praticare la positività attivamente e con gli altri.

Dal post:
Proviamo a farci qualche domanda.
Quando un editore chiede a un suo autore qualche nome interessante, cosa è più probabile che accada?
Quando il giurato di un concorso letterario cerca nuovi racconti per nuovi progetti, dove li cerca?
Quando un curatore riceve da un editore il mandato per una nuova antologia, come si regola?

Quando poi abbiamo una batosta, siamo chiamati a un'altra scelta importante.Non abbiamo nessun potere sulle circostanze esterne, ma abbiamo il massimo controllo sulla decisione di come reagire a esse.

Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà.
(Harry Spencer Truman)

Non dico che dobbiamo controllare i nostri sentimenti negativi ed evitarli, anzi! Reprimere la rabbia, la tristezza e lo scoraggiamento è la strada più sicura verso la depressione e la disperazione.

Sto parlando di comportamenti. Sto parlando della capacità di viversi il dolore, e allo stesso tempo di mantenere saldo il timone verso ciò in cui crediamo. Consapevoli che oggi fa malissino, domani ne farà un po' meno, tra un mese saremo in grado di riprenderci. Tra un anno, magari, ne rideremo.

Questo sempre ricordando che "positività" non significa "vedere il mondo come un grande confetto rosa e agire come se la cattiveria e le cose brutte non esistessero." Significa invece "scegliere di reagire in modo costruttivo, tenendo conto dei pericoli ma senza lasciare che la nostra energia cambi a causa loro."

Ti rifiutano il romanzo?

Reazione all'insegna della negatività:

  • Questi mentecatti non capiscono nulla, dovrebbero vergognarsi!
  • Io non capisco nulla, macché scrittrice, ma dove voglio andare?
  • Tsk! Povera Italia!

Reazione all'insegna della positività:

  • Brutti mentecatti, non capite nulla, e io pure, chi mi credevo di essere? [Respiro] Già, si dovrebbero vergognare. Almeno arrossire. [Respiro]. Ok, mi faccio un giro. Magari si sono solo sbagliati. [Respiro] Ok, mi faccio un giro, bevo una cosa con Elena, poi domani magari vedo.
  • Un'altra volta? Uffa! Beh, ormai ci sono abituata. Deve esserci qualcosa che mi è sfuggito. Cosa dicono nella scheda? A quale riga si riferiscono? Già, è vero. Ok, ra mi faccio un giro, bevo una cosa con Elena, ci penso domani, sarò sicuramente più tranquilla.
  • Ah, è arrivata la lettera di rifiuto. Dicono che non è per il loro pubblico, beh, per lo meno non ha fatto schifo. A chi posso mandarlo domani? Certo che palle. Meglio che mollo tutto e vado a bermi una cosa con Elena, e da domani mi rimetto sotto!

Sai una cosa? Io di fallimenti me ne intendo. Ho proposto un romanzo a diversi editori, diverse volte, per un periodo di tempo di quindici anni. E me lo hanno sempre rifiutato, io l'ho riscritto, migliorato, riproposto, me lo hanno rifiutato ancora. L'ho rivisto ancora, ho tagliato, ho aggiunto, mi hanno fatto i complimenti e poi me lo hanno rifiutato ancora. Io ho insistito. E quando stavo per riprovarci, ecco che un editore lo ha ripescato dalla finale di un premio letterario e mi ha offerto la pubblicazione che sognavo.

Io considero quindi l'uscita di questo romanzo come uno dei miei maggiori successi. Perché me lo hanno pubblicato? Sicuramente. Ma soprattutto perché non ho mollato mai, ho creduto in me stessa, ho lavorato tantissimo e ho tratto una serie di importanti lezioni sul fallimento e sull'atteggiamento giusto da tenere quando tutto sembra remare contro.

L'ho raccontato nella serie di post: "Vuoi pubbilcare" Devi fallire!" Anche in questo caso, il concetto "positività" è affrontato dal punto di vista pratico e operativo, con esempi, testimonianze e consigli tratti dalla mia esperienza diretta.

Avere un atteggiamento positivo è faticoso e sfidante, ma alla lunga paga di più . E sai una cosa? Fa anche bene alla salute!

Si dice che i pensieri sono cose: perché di fatto innescano delle reazioni fisiologiche nel tuo organismo. Quindi alla lunga i pensieri negativi ti avvelenano, mente quelli positivi ti aiutano a vivere bene e ad agire in modo più incisivo ed efficace.

Lasciamo quindi il maledettismo alle storie sofferte e bastarde che scriviamo... e comportiamoci meno come Bukowski, e più come le nostre nonne. Ti assicuro che, nonostante quello che possa sembrare, riusciremo a scrivere meglio e a pubblicare presto e bene, oltre le migliori aspettative!

E se tra una pagina e l'altra ci scappa pure qualche crostata... buon appetito!

Ridere, io trovo che ridere è una cura, è parte della guarigione. Per cui il consiglio che do a tutti è cominciare con una grande risata e finire con una grande risata.
Tiziano Terzani


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :