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Quattro piaceri al giorno, ecco la formula della felicità

Creato il 07 ottobre 2010 da Direnzoeditore
Quattro piaceri al giorno, ecco la formula della felicitàQuattro piaceri al giorno. Tanto basta per ridarci la carica, la serenità e la gioia di vivere. Se è questa la formula della felicità, allora essere felici è semplice! Che ci vuole? Chi non ha in mente una lista di cose che vorrebbe fare? Chi non è disposto a gratificare se stesso con una tale giustificazione terapeutica? Eppure, ci dice Evelyne Bissone Jeufroy, non è per niente facile. La psicologa francese sottolinea che pensare a 4 cose che possono darci piacere è difficilissimo, anzi la maggior parte delle persone non riesce nemmeno a redigere una lista. E poi, continua l’autrice, occorre precisare cosa s’intende per piacere. Non significa volere ed ottenere sempre di più, anzi non ha nulla a che fare con il consumismo.
Né ha a che fare con i comportamenti esagerati o le dipendenze - dal gioco, dal lavoro, dall’alcool, dalle droghe. È vero che in questi fenomeni si sviluppa dopamina, il cosiddetto ormone del piacere, ma si tratta solo una fuga, di una camera di decompressione nei confronti di forti stress o di momenti di perdita di riferimenti. Il piacere di cui ci parla la Jeufroy è invece “uno stato d’allerta” che ci fa concentrare su ciò che procura del bene e genera calma. Non può essere inquadrato o definito: è diverso per ciascuno di noi, va cercato, conquistato, costruito e solo così ci arricchisce di “maggior benessere”. Non è tanto uno stato permanente, quanto piuttosto un momento transitorio di pienezza che occorre saper stimolare e cogliere. È inseparabile dal desiderio che lo genera e che con esso si esaurisce. Una volta acquisito, il metodo dei quattro piaceri al giorno ci calma e ci cura, ci restituisce la gioia e ci apre verso la spiritualità.
Sono piaceri “piccoli” – una passeggiata in bicicletta, una bella giornata di sole, una telefonata a un caro amico – ma nel goderne dobbiamo essere anche in comunione con gli altri. E allora, lungi dall’essere fine a se stesso, concedersi dei piaceri è un modo di amarsi meglio e ci rende capaci di accettare gli altri con un senso di un amore autentico.Di Renzo Editore

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